Grigna Meridionale, Corno del Nibbio (m.1368), via Comici
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, prendere la strada che sale a destra del bar ristoro, lasciare a sinistra la deviazione per il rifugio Porta e parcheggiare nel successivo slargo sulla destra.
- Avvicinamento: seguire in salita la strada asfaltata in direzione del rifugio Soldanella, poco oltre la partenza del sentiero per il rifugio Porta che sale a destra nel bosco, dopo la curva prendere la prima deviazione a destra, imboccare via Corno del Nibbio (segnaletica viaria e di sentiero) in corrispondenza di due villette. Seguire la stretta strada asfaltata in discesa, fino ad un cancello. Proseguire a destra su sentiero (palina indicativa di colore blu "al Nibbio"), costeggiare delle vecchie cascine pericolanti e salire alla base della parete nord della struttura. Raggiungere il centro della parete Est in corrispondenza del “Sasso Rossi” un pilastro alto circa 15 metri posto a ridosso della parete. (0h15)
- Attacco: alla base di un muro strapiombante fessurato lucidissimo pochi metri a destra di una targa commemorativa.
- Discesa: per ripida traccia di sentiero sul versante Sud-Ovest, raggiunto il bosco proseguire a destra in piano su sentiero evidente fino alla base del versante Nord della struttura e ricongiungersi al sentiero di avvicinamento alla parete. (0h10)
- Difficoltà: VII+ (VII- e A0).
- Sviluppo: 100 metri.
- Attrezzatura: in via vecchi fittoni resinati e vecchi chiodi con cordoni. Soste attrezzate su catene con anello di calata. Portare friend medi e piccoli per integrare la chiodatura.
- Esposizione: nord-est.
- Tipo di roccia: calcare, consunto e reso scivoloso dalle innumerevoli ripetizioni.
- Periodo consigliato: tarda primavera, estate, autunno.
- Tempo salita: 2h30.
- Primi salitori: Emilio Comici, Antonio Piloni e Mario Dell’Oro nel giugno 1933.
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Riferimenti bibliografici:
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Corti P., Grignetta e Medale, Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia, 2005
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Pesci E., Grigne - Guida dei monti d’Italia, CAI-TCI.
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Pesci E., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud
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- Cartografia: Kompass n° 105: Lecco-Valle Brembana.
- Relazione
- Lunghezza 1, VII-, VI, VI+, 30 metri: il primo fittone resinato si trova a circa 5 metri di altezza. I primi tre metri sono ostici, in strapiombo su roccia molto scivolosa, la fessurina svasata sulla destra è proteggibile con un friend n°1 serie micro BD, tanto basta per superare il breve tratto difficile e afferrare dei buoni appigli che permettono di raggiungere il fittone alla base di un tettino. Superarlo e salire un breve diedro camino (chiodi vecchi con cordini), proseguire a sinistra per diedro (fittoni e chiodi) fino ad uno spigolo strapiombante, salirlo in buona esposizione e raggiungere a destra un terrazzino dove si sosta.
- Lunghezza 2, VI+, VII-, VI+, 30 metri: salire il diedro verticale di colore giallo a destra della sosta, proseguire poi su diedro strapiombante di roccia nerastra (fittoni) fino ad un vecchio spit con cavo metallico, rinviarlo e traversare orizzontalmente a sinistra doppiando uno spigolo strapiombante in massima esposizione, salire un diedro e successivamente un breve muretto che porta ad comodo terrazzo roccioso inclinato. Sosta su catena collegata con cordone ad un vecchio chiodo con moschettone in fessura.
- Lunghezza 3, VII+,VII-, VI, 25 metri: salire con tecnica dulfer la fessura strapiombante a sinistra della sosta (chiodo con fettuccia e fittone), proseguire per diedrino faticoso fino a un terrazzino poco sotto ad un grosso mugo (vecchia sosta con due chiodi sulla sinistra), salire il diedro sulla destra (da proteggere), uscire a sinistra e raggiungere il mugo, salire poi in verticale su balze erbose e piccoli mughi, obliquare leggermente a sinistra e raggiungere la base di una paretina rocciosa dove si sosta.
- Lunghezza 4, III, 15 metri: salire il diedro-rampa a sinistra della sosta, proseguire poi in verticale sui prati sommitali. Sostare su un masso attrezzato con catena.
- Note: celebre e storica via aperta dal fortissimo Emilio Comici, sale per fessure e diedri strapiombanti con arrampicata atletica e faticosa, la via classica più difficile della parete. Come la via Cassin un tempo veniva molto ripetuta, ora non più, ormai quasi dimenticata probabilmente per via della roccia unta e scivolosa nei tratti più difficili dovuta alle innumerevoli ripetizioni. Si scala sulla strapiombante parete Nord-Est del Nibbio, dove si sono cimentati alpinisti del calibro di Emilio Comici, Riccardo Cassin, Mario Dell’ Oro (Boga), Walter Bonatti e molti altri che hanno fatto la storia dell’alpinismo italiano e mondiale. Comici salì in libera ed a vista il muro iniziale sprotetto della prima lunghezza, per molto tempo rimase il passaggio "da masso" più difficile delle Grigne.
- Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Lorenzo Farina il 28 giugno 2025.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.