Grigna Settentrionale (m.2408), Parete Ovest - via Magic Line
Dettagli
- Accesso stradale: strada provinciale 36 fino a Bellano, e da lì seguire le indicazioni per Cainallo. Si prosegue su strada asfaltata oltre il rifugio, (dove si paga il parcheggio vicino ad esso) fino ad arrivare al Vò di Moncodeno. La tariffa giornaliera del parcheggio è di 6 euro (da pagare in moneta).
- Avvicinamento: dal parcheggio si prende il sentiero che sale a destra nel bosco e che porta al bivio sotto la bocchetta di Prada. Da qui si lascia il sentiero che porta al rifugio Bogani e si sale verso la bocchetta, seguendo le indicazioni per il rifugio Bietti Buzzi. Dal rifugio proseguire inoltrandosi presso la conca di Releccio. Se si vuole fare l’attacco diretto, puntare alla bastionata in basso (2h15 circa, in base alle condizioni della neve), altrimenti puntare alla bastionata rocciosa sotto la cima da dove parte l’evidente canalone ovest, alla cui destra si trova l’effimera colata del terzo tiro della via (2h45 circa, in base alle condizioni della neve).
- Attacco: l'attacco diretto si trova alla base di una goulottina incassata. Il terzo tiro a destra dell’imbocco del canalone ovest, al di sotto del famoso nastro di neve (2 chiodi distanti).
- Discesa: lungo la via della Ganda o lungo la cresta di Piancaformia.
- Difficoltà: TD-, M4, IV, AI 3+, molto variabile in base alle condizioni.
- Sviluppo: circa 400 metri.
- Attrezzatura: in via sono presenti in tutto 4 chiodi. Necessaria attrezzatura per l’arrampicata su misto, chiodi martello, viti corte, friend e nut, (fittoni da neve/corpi morti ?).
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: inverno.
- Tempo salita: 3h00 la sola via.
- Primi salitori: Benigno Balatti e soci nel dicembre 2003.
- Riferimenti bibliografici: Cividini V., Romelli M., Bertolotti M., Ghiaccio delle Orobie, Edizioni Versante Sud, 2023.
- Relazione
- Lunghezza 1, 90°, 30 metri: aTTENZIONE: lunghezza da noi non percorsa alla data della ripetizione in quanto non formata, abbiamo optato per un traverso verso sinistra su placche di neve dura e roccette (max 50°), per ricongiungerci al secondo tiro. Per completezza si riporta la relazione di Ghiaccio delle Orobie. Dopo il canale di neve pressata, comincia la goulottina con muretto a 70°. Poi muretto di 1 metro a 90° (chiodo a destra) inizialmente poco fornito ma con ottima uscita. In alternativa traverso delicato a destra e rientro.
- Lunghezza 2, 65°, passi di misto, 120 metri: pendio non obbligato di neve dura con alcuni passi di misto (alla data della ripetizione), per arrivare al caratteristico nastro di ghiaccio del terzo tiro. Sosta su chiodi o protezioni veloci.
- Lunghezza 3, 90°, M4, 60 metri: tiro chiave della via, qualche passo di misto, poi salire il nastro verticale per qualche metro finché non si abbatte e continuare su canale decisamente più facile. Sosta da attrezzare in loco.
- Lunghezza 4, 75°, passi di misto, 55 metri: superare la bastionala rocciosa per una piccola rigola di ghiaccio, noi abbiamo optato per il diedro a sinistra e poi traversare a destra (5a/5b max, total dry). Sosta da attrezzare in loco.
- Lunghezza 5, 60°, 40 metri: tiro da fare solo con neve completamente assestata, protezioni mentali. Dalla sosta proseguire verso la cornice sommitale, possibile proteggersi su roccia, se fuori dalla neve. Infine, traversare a destra per superare la cornice ed uscire in cresta.
- Da qui percorrere gli ultimi 50 metri di sentiero estivo per facile cresta nevosa fino alla vetta.
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Note:
non la più dura, ma sicuramente la più leggendaria delle vie sulla Ovest del Grignone. Linea decisamente effimera e di sicura soddisfazione, da non lasciarsi sfuggire.
Anche se non particolarmente difficile, si consiglia di non sottovalutare la via, in quanto la parete, nella stagione invernale, può presentare dei seri pericoli oggettivi, inoltre, è necessario avere un’ottima padronanza dell’utilizzo di protezioni veloci, ma soprattutto chiodi e ancoraggi su neve, nonché, un certo self control in alcuni casi.
Se arriverete preparati per una via del genere verrete sicuramente premiati da una bellissima giornata di alpinismo lungo questa effimera linea. - Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Ceriani da un’ascensione effettuata con Riccardo Cirò e Stefano Caravà il 9 Marzo 2025.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.