Mont Dolent (m.3819) - via normale da Arnouva
Dettagli
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Accesso stradale:
percorrere interamente l’autostrada A5 fino al suo termine. Al tornante prima dell’accesso al tunnel del Monte Bianco svoltare a destra (indicazioni Entreves, La Palud, Val Ferret). Seguire la strada che si inoltra nella Val Ferret fino alla località Arnouva dove si parcheggia, posti limitati.
ATTENZIONE: la Val Ferret è soggetta a limitazioni di traffico. In particolare nel periodo di alta stagione può essere chiusa alle auto e raggiungibile solo mediante la navetta. -
Avvicinamento:
dal parcheggio imboccare il sentiero a destra della strada sterrata che con percorso poco impegnativo conduce al rifugio Elena (0h40). Da qua vi sono due possibilità:
- scendere lungo la strada sterrata fino ad incontrare il primo tornante e da qui abbandonarla per prendere il sentiero che con percorso molto ripido conduce al Col du Petit Ferret. Itinerario diretto ma dispendioso dal punto di vista fisico.
- prendere il sentiero dietro il rifugio che con alcune svolte porta al Col du Grand Ferret. Raggiunto il colle svoltare a sinistra per il Biv. Fiorio (indicazioni), con percorso a mezzacosta si passa sotto la Tete de Ferret e ci si ricongiunge con l’itinerario precedente poco sotto il Col du Petit Ferret. Percorso più lungo ma meno faticoso.
- Discesa: si segue il percorso di salita (4h30, 2h30 per i bivacchi).
- Difficoltà: PD+
- Sviluppo: 1100 metri dai bivacchi Fiorio (dislivello)
- Attrezzatura: N.D.A. (normale dotazione alpinistica), eventualmente può essere comoda una seconda picca in caso di neve dura sull’ultimo pendio.
- Esposizione: sud-est.
- Periodo consigliato: estate.
- Tempo salita: 2h30/3h00 per i bivacchi, 4h00 dai bivacchi alla cima.
- Primi salitori: A. Reilly, E. Whymper con M. Croz, H. Charlet e M. Payot.
- Riferimenti bibliografici: https://www.vienormali.it/montagna/cima_scheda.asp?cod=671
- Cartografia: 1 – Monte Bianco, Courmayeur. Carta dei sentieri 1:25.000
- Relazione: si sormontano i pendii dietro il bivacco e, calzati i ramponi, si punta alla base del contrafforte roccioso che scende dalla costiera dei Grepillon a 3050 metri circa. Si procede ora sul ghiacciaio Pre de Bard con percorso a zig-zag per evitare le zone maggiormente crepacciate. Dopo una ripida dorsale si giunge ad un pianoro che precede la terminale. Una volta superata si entra nel tratto più ripido dell’ascesa con pendenze costanti sui 40/45°: inizialmente si punta ad un imbuto nevoso tra le rocce (presente un cordone per un eventuale calata al ritorno), poi si devia a sinistra a mezzacosta ed infine dritti fino a sbucare sulla breve e pianeggiante cresta finale. Da questa, con un ultimo passaggio su facili rocce, si giunge alla madonnina di vetta (3h30/4h00 dai bivacchi).
- Note: gita non troppo frequentata, le maggiori difficoltà si trovano una volta superata la terminale, dove le pendenze restano costanti sopra i 40°. Prestare attenzione lungo il ghiacciaio Pre de Bard per la presenza di crepacci.
- Aggiornamento: relazione a cura di Alessandro Aceti, da un'ascensione con Pietro Ceriani e Marco Uslenghi in data 26-27 giugno 2021.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.