Monte Cimo (m.955), Pilastro Silvio - via Elegia per un amico

Monte Cimo (m.955), Pilastro Silvio - via Elegia per un amico

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere Affi (VR) e da lì seguire per Caprino Veronese e Spiazzi. Poco prima del paese di Spiazzi, individuare a destra una curva a gomito con indicazione per la Colonia Alpina Cabrini Bresciani. Salire per quella strada, che diventa sterrata, fino al grande cancello chiuso della Colonia. Parcheggiare poco prima in uno slargo sulla strada.
  • Avvicinamento: prima del cancello chiuso della colonia, entrare nel campo alla sua destra. Seguire una traccia poco marcata, che costeggia la rete di recinzione della colonia. Costeggiarla lungamente, anche con un tratto che piega a destra. La traccia poi rimane più bassa della rete, si passa in una vecchia cava e si torna in prossimità della recinzione, che termina. Ci si trova nel bosco vicino al bordo superiore della parete. Andare verso di esso e, verso sinistra (direzione di marcia), individuare una corda fissa che porta ad un cartello con scritta sbiadita per "Sentiero delle Laste - Meteore - Pilastro Silvio". Seguire la traccia ripida in discesa, su roccette e saltini, con alcuni tratti attrezzati con corda fissa. Dopo un traversone orizzontale, si arriva ad una corda fissa che permette di scendere il ripido pendio (attenzione, corda senza nodi, conviene scendere assicurati con machard). Si raggiunge un'altra corda fissa che permette di arrivare alla fine del salto. Ora seguire la traccia verso sinistra (nord), fino ad arrivare al tratto dove passa sotto la parete. Spesso si trovano dei segni gialli, fare attenzione a seguirli senza perderli. (0h40)
  • Attacco: si trova quasi a ridosso del sentierino, poco a sinistra di una parete con ampie zone marroni, in corrispondenza di una grossa targa con il nome della via.
  • Discesa: nel bosco dove si arriva al termine dell’ultimo tiro, ci si trova sotto una breve fascia rocciosa, a tratti infestata dalla vegetazione, proprio sotto un forte abbandonato. Le relazioni disponibili parlano della presenza di una corda fissa per superare questo tratto, ma non l’abbiamo trovata.
    Seguire la traccia orizzontale e leggermente in discesa verso sinistra (faccia a monte), fino ad individuare un chiaro punto debole nella parete sovrastante, costituito da un canale abbattuto con massi ed alberi. Procedere con attenzione nel canale, arrivando al muretto del forte ed al suo piazzale.
    Andare a sinistra (faccia a monte), entrando in un cancellone aperto della colonia. Seguire ora una strada sterrata. Ad un bivio andare a destra e alla successiva biforcazione seguire la sterrata a sinistra, che scende ed arriva velocemente al cancellone chiuso della colonia. Scavalcarlo a sinistra, aggirando i pericolosi spuntoni, arrivando alla macchina. (0h30)
  • Difficoltà: 7a (6b e A0 o 6a+/6b e A1). Proteggibilità: S1-S2.
  • Sviluppo: circa 295 metri.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con due fix, quasi tutte con cordone, Sui tiri molti fix e qualche chiodo. Possono tornare utili alcuni friend, ma solo in qualche raro tratto. Portare 20 rinvii (per il tiro di 7a), una/due staffe consigliate.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: da friabile ad ottima, disturbata a tratti soprattutto da foglie e terra.
  • Periodo consigliato: dall'autunno alla primavera.
  • Tempo salita: 7h00.
  • Primi salitori: Beppe Vidali e Lodovico Gaspari, marzo-aprile 2005.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5c, un tratto di 6a, 30 metri: salire muretti di roccia un po' arrotondata, evitando a sinistra uno strapiombo. Continuare su roccia con tratti un po' disturbati dalla vegetazione, anche da spine, fin sotto un altro strapiombo, che obbliga ad un passaggio di forza per superarlo, verso destra. Si arriva ad un muro con rocce friabili, ma ben protetto, al termine del quale si traversa a destra alla sosta.
  • Lunghezza 2, 6a, 30 metri: salire a destra, poi traversare a destra a raggiungere una fessura. La si segue verso sinistra e si continua poi per diedro.
  • Lunghezza 3, 6a+, 25 metri: seguire la larga fessura-lama sopra la sosta, con un paio di passaggi atletici strapiombanti. Al termine traversare a sinistra, salire muretti sporchi e raggiungere un grosso albero.
  • Lunghezza 4, 6a+, poi 5b pericoloso in canale sporco, 40 metri: salire un muretto ostico sopra la sosta, poi andare a sinistra per entrare in un canale. Continuare seguendo il canale (roccette con foglia e terra, infido), fino al suo termine.
  • Lunghezza 5, 7a(?) oppure 6a+/6b e A1, 40 metri: salire brevemente il diedro sopra la sosta. Quando diventa strapiombante, in corrispondenza di un fix a destra, traversare. Ora si continua per muro molto compatto e difficile, fino al suo termine, su roccette facili. Si arriva ad un albero con vecchio cordone, e da lì si sale in obliquo a sinistra fino alla parete successiva, dove si trovano due fix senza cordone.
  • Lunghezza 6, 6b+, 30 metri: salire ad un fix in placca, quindi stare più bassi e traversare a sinistra. Salire ora a raggiungere un fix un po' alto. Da qui continuare per fessura-diedro impegnativa.
  • Lunghezza 7, 6a+, 5c, 30 metri: salire il bel diedro sopra la sosta, al suo termine traversare a destra e raggiungere un albero. Ora affrontare uno strapiombo (possibile aiutarsi con l'albero) che immette in un diedro più facile, da seguire fino alla sosta.
  • Lunghezza 8, 6a+, 30 metri: su per il diedro sopra la sosta, che presenta una uscita difficile su terra. Continuare per altri diedrini, entrando in una zona con alberi. Salire a sinistra fino a grossi massi.
  • Lunghezza 9, 6c, 40 metri: salire per entrare nel diedro sopra la sosta. Continuare per esso, con alcuni passaggi su strapiombini atletici (roccia molto bella). Al termine del diedro continuare per muretti sporchi, fino ad arrivare al bosco, dove si trova una traccia di sentiero orizzontale. Sostare su albero.
  • Note: via impegnativa, ben protetta ma con passi lunghi se non si utilizza almeno una staffa. In alternativa occorre saper salire un solido 6c, o almeno destreggiarsi tra il 6b e l’A0. Ambiente selvaggio ed isolato, roccia spesso sporca e con zone friabili. Sicuramente di soddisfazione, ma solo per amanti del genere...
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Battista Casiraghi del 4 febbraio 2023.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.