Monte Coudrey (m.1298) - via Mani Gemelle
Dettagli
- Accesso stradale: dall'uscita di Pont S.Martin dell'autostrada A5 Torino-Aosta seguire la strada per Donnas. Dopo meno di un chilometro svoltare a destra per Albard: stretta stradina, molto pittoresca, da seguire per circa sei chilometri. Seguire le indicazioni per Albard di Bard, fino al temine della strada, dove è possibile parcheggiare.
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Avvicinamento:
dal parcheggio di Albard si prende il sentiero sterrato che parte sulla destra. Dopo poche decine di metri, al bivio, prendere a sinistra, seguendo il sentiero 1B, ben segnalato. Oltrepassare un ponte in metallo e iniziare a salire, proseguendo oltre il Belvedere, una vecchia baita e varie vie, tra cui Gary end Erik e Fragile. Continuare a risalire e aggirare il Pillier del forte, attraversando delle placche grazie all’aiuto di corde fisse e un cavo metallico. Prima del secondo salto di Pa Raumer, deviare a sinistra e continuare a salire, con l’aiuto di un ulteriore cavo metallico. Vi troverete in cima al Pillier del Forte; traversare a sinistra e seguire gli ometti su un sentiero che diventa via via meno marcato. Prendere a destra, sempre ascendendo, fino a un’altra corda fissa, necessaria per superare un ultimo salto. Poi in diagonale verso sinistra. Proseguire in costa, fino a raggiungere una bella scala in pietra molto ripida. Discenderla grazie all’aiuto della corda fissa, dopodiché traversare fino all’attacco della via. (1h20)
Se non si è pratici del posto è molto facile smarrire il sentiero. Segnaliamo sul sito Gulliver, da uno dei commenti, la possibilità di scaricare una buona traccia GPS, in modo da semplificarsi l’accesso alla via.
Onde evitare tutto l’avvicinamento, è possibile risalire le vie dei settori più bassi, che vi faranno fuoriuscire a soli 30 minuti dalla via, in cima al Pillier del Forte. - Attacco: dopo una sezione di tetti si trova lo spigolo d’attacco, scritta bianca alla base e primi spit in vista.
- Discesa: andare a destra e risalire leggermente, passando anche su delle placchettine, fino a quando sarà possibile scendere per percorso non obbligato. Vi ritroverete alla cresta attraversata all’andata prima di incontrare la scala in pietra. Da lì, ripercorrere il sentiero d’avvicinamento a ritroso. In circa un’oretta sarete alla macchina. (1h00)
- Difficoltà: 6a+, 5c obbligato. Proteggibilità: S1.
- Sviluppo: 130 metri.
- Attrezzatura: NDA, rinvii, protezioni veloci inutili. Soste da collegare.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: gneiss.
- Periodo consigliato: percorribile tutto l’anno, ma evitare le giornate molto calde.
- Tempo salita: 2h00/2h30.
- Primi salitori: Gianni Lanza e Dafne Munaretto il 6 Maggio 2018, con fix inox dal basso.
- Riferimenti bibliografici: https://www.vielunghevalledaosta.com/
- Relazione
- Lunghezza 1, 5b, 30 metri: risalire lo spigolo stando leggermente sulla sua destra, fino a raggiungere un piccolo strapiombo. Oltrepassarlo a sinistra con un passo abbastanza duro, poi in verticale per placchette fino alla sosta da attrezzare.
- Lunghezza 2, 6a+, 30 metri: spostarsi di poco a destra fino all'evidente spaccatura. Risalirla con arrampicata tecnica e per nulla banale. Di continuità fino alla sosta, scomoda e da attrezzare.
- Lunghezza 3, 5b, 30 metri: risalire sopra alla sosta, obliquando verso destra con passi tecnici. Superare lo spigolo e da lì in verticale fino alla comoda sosta, con un'arrampicata estremamente bella e soddisfacente.
- Lunghezza 4, 5b, 15 metri: per placca sopra alla sosta, andando prima a sinistra e poi a destra. Sosta su comodo terrazzone. Se si allungano molto bene le protezioni più a sinistra, si può pensare di proseguire anche con l'ultimo tiro.
- Lunghezza 5, 5b, 30 metri: spostarsi a sinistra per una facile rampetta, poi in verticale per una placca attraversata da una bellissima spaccatura. Sosta su un singolo spit, oppure da allestire su uno dei robusti alberi lì a fianco.
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Note:
via molto bella, tutti i tiri sono di soddisfazione, con una menzione particolare al terzo e al quinto.
Nota dolente l’avvicinamento, se non si è pratici della zona può risultare complicato e tortuoso. -
Aggiornamento:
relazione a cura di Claudio Boldorini, da una ripetizione effettuata il 16 Febbraio 2024 con Ambrogio “Mago” Castiglioni, Stefano Pozzati e Luca Amorosi.
Ascesa effettuata dopo aver affrontato la via Fragile, che ci ha fatto sbucare in cima al Pillier del Forte. Purtroppo nel bosco ci siamo persi e abbiamo impiegato un’ora, al posto dei segnalati venti minuti, a raggiungere la via.
Fortunatamente, nel mezzo del cammin d’avvicinamento, per la selva oscura, con la dritta via smarrita, abbiamo trovato la luce divina online, sotto forma di traccia GPS.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.