Monte Qualido (m.2600) - via Quote Rosa

Monte Qualido (m.2600) - via Quote Rosa

Dettagli

  • Accesso stradale: da Morbegno (Valtellina, SO) prendere per Sondrio. Superato il ponte sull'Adda si incontra quello sul Masino. Superarlo e girare a sinistra, imboccando la strada per la Val Masino. Proseguire fino all'abitato di San Martino. Dalla piazza del paese (subito dopo il ponte sul torrente), svoltare a destra (indicazioni parcheggio) e proseguire diritti fino al campo sportivo (indicazioni) dove è possibile posteggiare gratuitamente. L’accesso alla val di Mello è a pagamento per tutto l’anno: se si vuole quindi accedere in auto, munirsi del biglietto acquistabile alla macchinetta presso il parcheggio all’ingresso del paese (a sinistra del ponte; 12,00€ tutta la giornata). Dal parcheggio, raggiungere la vicina piazza del paese, svoltare a sinistra e, al secondo tornante, girare a destra e prendere la strada in salita, entrando in Val di Mello. Proseguire fino all'ampio posteggio sterrato dove si lascia l'auto.
  • Avvicinamento: dall’osteria Gatto Rosso seguire il sentiero che si addentra nella val di Mello fino a raggiungere la frazione Ca’ di Carna. In prossimità del ponte sulla destra, seguire la traccia sulla sinistra che si addentra nel bosco e guadagna rapidamente quota (bolli sul sentiero) e conduce lungo tutta la Val Qualido. Superato il famoso Hotel Qualido (bivacco naturale), continuare lungo le tracce che risalgono la valle e costeggiano la grande parete, superando un ricovero per il bestiame, poco oltre il quale, attraversando a sx in piano (ometti evidenti), si raggiungono le grandi placche superiori appoggiate. (Ore 2h20 circa dal Gatto Rosso).
  • Attacco: la via attacca in corrispondenza di una piccola piazzola con un po’d’erba dove la placca inizia a diventare un po’ più ripida. La piazzola è poco a destra della verticale del bordo destro del tetto bianco.
  • Discesa: in doppia sulla via con corde da 60 metri, è possibile saltare solo la S1.
  • Difficoltà: 6c o 6b e A0. Proteggibilità: RS2
  • Sviluppo: 335 metri.
  • Attrezzatura: soste a spit collegati con cordone e maglia di calata. In via qualche fix e chiodi. Necessari 12 rinvii, serie di friend BD dallo 0 al 3, consigliato anche doppiare alcune misure intermedie.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: tarda primavera/estate/inizio autunno.
  • Tempo salita: 5h00.
  • Primi salitori: S. Frigière, G. Ongaro, L. Pastorelli, D. Spini.
  • Riferimenti bibliografici:
  • Cartografia: Kompass, foglio 92 - Chiavenna, Val Bregaglia - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6a, 55 metri: traversate a sinistra lungo la cengia erbosa, fino a incontrare un gradino rovescio, superarlo e seguire i fix in placca fino alla successiva cengia erbosa, da seguire verso sinistra fino alla sosta.
  • Lunghezza 2, 6a+, 30 metri: traversare sotto il tetto fessurato (fix) poi continuare nel diedro, fino ad uscire, quasi alla fine sulla sinistra in corrispondenza di un fix e raggiungere la sosta.
  • Lunghezza 3, 6b+, 6b obbl., 60 metri: risalire la placca sopra la sosta, fino ad affrontare i due tettini e continuare nuovamente per placca, decisamente tecnica fino alla s3.
  • Lunghezza 4, 6a, 40 metri: seguire il pilastrino sopra la sosta, e risalire la successiva placca (fix) fino ad una fessura erbosa, seguirla verso sinistra fino alla sosta.
  • Lunghezza 5, 6c, 6b obbl., 35 metri: tiro chiave della via, dalla sosta traversare verso sinistra in direzione di un fix, a questo punto salire dritti in direzione del tetto (passi di aderenza decisamente EXPO), traversare sotto il tetto a sinistra e superarlo (fix), infino continuare per la fessurina in dulfer fino quasi alla fine, per uscire a sinistra in sosta.
  • Lunghezza 6, 6a+, 45 metri: risalire la facile lama sopra la sosta, all'altezza di un fix traversare verso destra su lame che suonano molto vuote, fino alle lame rovesce, risalirle e sostare al termine.
  • Lunghezza 7, 6a, 35 metri: affrontare bella placca sopra la sosta che circa a metà affronta un piccolo gradino.
  • Lunghezza 8, 6a, 30 metri: superare la bella placca e infine il diedro da proteggere fino alla sosta di fine via.
  • Note: via a mio parere decisamente impegnativa e alpinistica. Da non sottovalutare. Roccia quasi sempre ottima, ad esclusione di qualche lama, e qualche tratto erboso. La Val Qualido rimane un’ambiente decisamente selvaggio ed affascinante, merita una visita anche solo per questo motivo.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Ceriani da un’ascensione effettuata con Luca Scotti il 7 ottobre 2023, nell’ambito dell’evento Eagle Meet organizzato dal CAAI.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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