Passo Giau, Ra Gusela - via Mamma e papà
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere il Passo di Giau (m.2236) in provincia di Belluno, che mette in comunicazione i comuni di Selva di Cadore e Cortina d'Ampezzo. Parcheggiare negli slarghi sulla strada, in prossimità del Berghotel Passo Giau.
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Avvicinamento:
dirigersi verso la Ra Gusela, ben visibile già dalla strada, utilizzando la larga sterrata che sale verso di essa. Quasi in prossimità della montagna, deviare a destra verso la parete sud-est, passando per prati, stando al di sotto di una zona di massi. Quando il terreno lo permette, salire verso il grande pilastro giallo esposto a sud-est (quello che si vede dalla strada). Occorre raggiungere una cengia inclinata erbosa sotto il pilastro, ben visibile. Individuare, sulla sinistra alla base dello zoccolo, una corda fissa che sale una rampa obliqua da sinistra verso destra e raggiunge la cengia. Seguire ora la fissa verso sinistra e, terminata quella, continuare fino a raggiungere la base del diedro che c’è alla sinistra del pilastro.
Noi non abbiamo visto la corda fissa dalla base e siamo saliti per roccette friabili ed erbose a destra, raggiungendo la fissa ormai sulla cengia. ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIATO! (0h30) - Attacco: sotto la direttiva del diedro, si trova un fix di sosta.
- Discesa: dalla vetta con madonnina scendere per marcata traccia di sentiero che arriva all’altopiano sottostante. Ad un bivio, seguire la traccia di destra, con numerosi segni bianco-rossi. Il sentiero fa numerosi zig-zag per evitare alcuni crepacci rocciosi, comunque quando si trovano dei bivi scegliere sempre di andare a destra. Si arriva fino al bordo di un tratto molto scosceso, dove inizia una facile ferrata con cavo d’acciaio che permette di scendere fino ad un sentiero che porta, lungamente, di nuovo al Passo Giau. (1h00)
- Difficoltà: 6c+ (6a e A0). Proteggibilità: S1-S2, con alcune zone dove possono essere utilizzati anche friend (ma non sempre).
- Sviluppo: circa 390 metri (compresi due tratti facili).
- Attrezzatura: serie di friend fino al 3 BD. Soste attrezzate con fix, spesso con catena. Sui tiri fix e qualche raro chiodo.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: dolomia di qualità ottima, ma a tratti zone in cui occorre fare attenzione.
- Periodo consigliato: estate (giornate non troppo calde) e autunno.
- Tempo salita: 5h00.
- Primi salitori: Mario Dibona Moro, 2013.
- Riferimenti bibliografici: https://s26dabeb2c0deccd6.jimcontent.com/download/version/1562237246/module/12966782631/name/Topo%20Bella%20Gusella.pdf
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a, tratto di 6a+, 40 metri: salire su bel muro a destra della spaccatura-diedro (fix visibili), per poi entrare a sinistra, più in alto, nel diedro. Salire facilmente, e poi con passi più tecnici, fino ad una fessura strapiombante da superare (utili friend). Continuare nel diedro, fino alla sosta su due fix.
- Lunghezza 2, 5b, 25 metri: salire ancora per fessura-diedro, più facile, per circa 10 metri, fino ad un piccolo tratto piano ghiaioso, dove si trova un chiodo. Non continuare per il diedro, ma allungare bene il rinvio al chiodo e traversare a destra, verso un fix con cordino visibile. Salire ora a destra del fix (fix più in alto visibile) e poi traversare leggermente a destra ad un pulpito, dove si sosta su due fix e due chiodi. Presenti vicini anche un vecchio spit ed un chiodo più in basso.
- Lunghezza 3, 6c+ (6b e A0 o 6a e A0), 20 metri: traversare nettamente a destra con passi delicati (fix con cordone) e poi salire verso un diedrino. Dopo il traverso c'è un tratto molto duro, non obbligato. Seguire più facilmente il diedro fino alla sosta su due fix e catena.
- Lunghezza 4, 6a, 30 metri: continuare a salire in un diedro, superare uno strapiombino di forza e altri strapiombi meno difficili, con roccia molto bella, fino ad una zona abbattuta, sosta su due fix e catena.
- Lunghezza 5, 5b, 40 metri: non salire dritto seguendo dei fix (pare si tratti della variante "Bella Gusela", che arriva sulla spalla come per L7 di "Mamma e Papà", ma in una sosta più a destra). Salire invece a sinistra per rampa con erba, fin sotto la direttiva di un fix che sale il muro sovrastante. Seguire il muro arrivando ad una fessurona con un caratteristico blocco roccioso incastrato a sbalzo. Salire la bella fessurona e poi andare a sinistra alla sosta su due fix.
- Lunghezza 6, 5c, 40 metri: salire ancora per diedro facile, spostandosi poi su un bel pilastrino a sinistra (fix), da seguire fino al suo termine. Ora individuare nel muro a sinistra un fix che indica dove superarlo. Dopo il muro c'è una zona più appoggiata, sotto delle placconate, dove si trova la sosta su due fix con catena (fin quì 40 metri). Molto più a sinistra, seguendo la cengia ghiaiosa, a ridosso della parete si trova un'altra sosta su due fix con cordone (?).
- Lunghezza 7, 6a+, 50 metri: traversare a sinistra e poi salire gradualmente verso un muro più in alto, dove si vede un fix con cordone (tratto facile ma lungo, senza protezioni). Salire il muro, con protezioni distanziate, abbastanza linearmente, uscendo direttamente ad una grossa spalla, dove si trova la sosta su due fix e cordone dietro un grosso masso.
- Lunghezza 8, I, 30 metri: camminare verso la parete successiva, dove leggermente a destra dello spigolo si trovano due fix di sosta.
- Lunghezza 9, 5c continuo, passo di 6a, 45 metri: salire ad un fix in alto leggermente a destra (passo delicato). Proseguire leggermente a destra e non entrare nel grande diedro ancora più destra, ma stare sulla sua parete di sinistra. Si individuano dei fix, abbastanza distanziati, fino ad un fix poco sotto il termine della parete. Lì traversare a destra, al diedro, individuando un ultimo fix. Salire pochi metri, arrivando ad una comoda cengia, sosta su due fix con catena.
- Lunghezza 10, 5b+, 30 metri: salire sopra la sosta superando un muretto, arrivando ad un tratto ghiaioso abbattuto. Salire fino ad un evidente grosso camino-grottone, dove si sale un po' in spaccata, fino al suo termine. Vicino ad un masso con vecchio cordone si trova il libro di via (inutilizzabile al momento della ripetizione, perché completamente bagnato). In questa zona noi abbiamo fatto sosta (dietro lo spigolo, a sinistra, si trova un chiodo, da rinforzare). In realtà è possibile salire per diedrino sopra il cordone, fino a raggiungere una crestina. Qui dovrebbe esserci un fix di sosta, che non abbiamo trovato.
- Lunghezza 11, III, 40 metri: traversare a sinistra sulla crestina, scendendo verso un grosso intaglio, a sinistra di un muro facile (se si sale per questo muro si arriva ad una anticima, ma risulta pericoloso traversare alla vicina cima per via dell'intaglio che le separa). Puntare ad un ometto in alto a sinistra rispetto all'intaglio. All'ometto traversare a sinistra, arrivando ad una paretina facile, che senza percorso obbligato porta in vetta (madonnina). Eventuale sosta da attrezzare su spuntoni.
- Note: bellissima via, sportiva ma con una linea logica, alpinistica, che comunque in qualche punto evita zone con roccia mediocre. Chiodatura buona ma, soprattutto nella parte alta, non molto ravvicinata.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una salita del 1° ottobre 2023 con Alessandro Ceriani.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.