Prealpi Bresciane, Monte Castello di Gaino (m.870), Parete Ovest (Garda occidentale) - via del Gheppio
Dettagli
- Accesso stradale: percorrere la strada gardesana ovest. Raggiunto il paese di Toscolano Maderno, seguire le indicazioni per Gaino e poi per Castello di Gaino. In prossimità di una curva stretta a gomito che sale in una stradina stretta che va a dx, seguire questa ed abbandonare la strada principale (scritta sbiadita sul muro). Si raggiunge un tornante con due posti auto, dove parcheggiare. Si trova alla base di un tratto di strada molto più ripido.
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Avvicinamento:
dal tornante salire a piedi la strada ripida, fino ad una sbarra. Abbandonare la strada (da dove si scenderà al ritorno) e seguire un sentiero che si stacca a sinistra per la falesia di Gaino.
Ci sono due possibilità per arrivare all’intaglio dove prendere il canale di avvicinamento:- tramite la cresta sud-ovest. Arrivati alla falesia, salire la cresta sud-ovest a sinistra, al termine del primo settore della palestra. Il primo tratto è un po' abbattuto ed articolato, caratterizzato da un canalino, dopo i compatti muri della falesia. Risalire la cresta fino ad un ripiano boscoso e poi ancora fino all’intaglio con la scritta "discesa di emergenza" (soluzione non verificata, forse è la migliore);
- tramite sentiero. Poco prima della falesia, imboccare a destra un sentiero che scende dalla cresta (ometti), in un pendio con sassi e massi. Pian piano portarsi sulla sinistra, nel bosco, fino ad arrivare al bordo delle pareti. Continuare a salire nel bosco (no ometti), fino ad arrivare all’intaglio con la scritta "discesa di emergenza".
- Attacco: in corrispondenza di una zona ripulita, dove si trova un albero con targhetta col nome della via.
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Discesa:
come descritto anche sotto, al termine della via prendere una traccia che sale verso monte (ometto) e poi gira a destra, arrivando alla Cresta Sud Ovest. Seguire ora la cresta, verso monte, che arriva ad una anticima. Sempre seguendo le tracce di passaggio continuare con alcuni saliscendi verso la vetta, evidente con grande croce.
Ci sono poi due possibilità:- poco prima della vetta, in prossimità di una sella si incontra un sentiero sulla destra che scende e va a incrociare il sentiero che scende dalla vetta e porta alla macchina (soluzione non verificata);
- continuare fino alla cima per cresta, consigliato, panorama molto bello (circa 0h45 per arrivare in vetta dall’uscita della via).
Il sentiero è inizialmente ben evidente, poi molto meno: evitare, come abbiamo fatto noi, di seguire le tracce che scendono decisamente su pendio terroso e ripido, che portano in un bosco a tratti fitto, con fondo sassoso. Nel bosco siamo scesi sempre andando verso destra (faccia a valle), fino a trovare delle tracce a infine la strada sterrata che porta alla sbarra e alla macchina.
Invece, da altre relazioni, il sentiero prosegue a mezzacosta (non perdere bolli bianco-rossi e ometti), passa una lapide commemorativa e arriva ad un colletto roccioso. Salire leggermente a destra; pian piano il sentiero comincia ad abbassarsi, diventando anche più evidente e sbucando nel finale sulla strada, che si percorre fino al parcheggio (soluzione non verificata). (0h45) - Difficoltà: VI, difficoltà spesso discontinue. Proteggibilità: R2, la roccia si presta ad essere ben protetta con friend.
- Sviluppo: circa 360 metri.
- Attrezzatura: soste attrezzate principalmente su alberi con cordone (vedere la relazione). Sui tiri presenti alcuni cordoni e rari chiodi. Portare serie di friend fino al n°3 BD, può essere utilizzato anche il n°4 BD volendo. Martello e qualche chiodo solo per emergenza.
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: calcare bellissimo con ottime lame, fessure e rigole. Alcune zone limitate con blocchi a cui fare attenzione e poche zone con roccia friabile.
- Periodo consigliato: primavera e autunno, estate nelle giornate non eccessivamente calde, la parete è esposta a ovest.
- Tempo salita: 3h00/4h00.
- Primi salitori: Matteo Cerqui, Alberto Valenti, 2019.
- Relazione
- Lunghezza 1, IV+, 50 metri: salire in una zona ripulita ma friabile e terrosa. Seguire l'evidente zona ripulita che tende verso destra e affronta qualche muretto con roccia molto bella. Sosta su albero con cordone, alla base di un muro. Sul tiro: qualche cordone in posto.
- Lunghezza 2, III, 35 metri: salire a sinistra della sosta, in un canale formato da due pareti, e poco dopo andare a destra su una crestina. Seguirla e al suo termine continuare su tratto ripido terroso, fino ad un sosta su albero con cordone. Sul tiro, un cordone.
- Lunghezza 3, VI, 30 metri: andare sulla parete di sinistra, salendo un evidente e bellissimo diedro (un chiodo con cordone visibile in alto). Non seguire tutto il diedro: andare a sinistra quando si trova una cornice rocciosa. Salire poi un muretto, fino alla sosta su albero con cordone. Sul tiro: un chiodo con cordone.
- Lunghezza 4, V+, breve tratto VI-, 35 metri: traversare a sinistra su una cengia molto stretta, fin sotto la verticale di un chiodo con cordone. Salire lì e raggiungere un evidente albero. Entrare in un diedro, fino ad un albero, da cui si va verso destra per salire un vago spigolo, con bella fessura (un chiodo). Si sosta su albero con cordone. Sul tiro: due chiodi.
- Lunghezza 5, IV, 47 metri: traversare a sinistra e poi salire su roccette facili, fino ad arrivare ad alcuni alberi, dove si sosta su albero con cordone.
- Lunghezza 6, IV+, 30 metri: salire per vago canale, stando sulla sinistra, fino a quando è evidente la possibilità di salire in obliquo verso destra. Si sale per muretti, fino alla sosta su alberello con cordone e cordino in clessidra.
- Lunghezza 7, VI, 35 metri: salire sopra la sosta. Si trovano un diedro a sinistra e poi due fessure. Affrontare lo strapiombo con la fessura centrale, continuare poi per un diedro leggermente a sinistra. Arrivati ad una pianta continuare, fino ad un albero. Non continuare nella larga fessura che segue, ma traversare a destra. Sembra tutto compatto, ma basta sporgersi per trovare dei grossi buchi e lame (molto bello). Salire infine alla sosta su albero con cordone.
- Lunghezza 8, III, 45 metri: salire per facili roccette, quindi andare verso destra (visibili piante potate). Si arriva alla base di un muretto, salirlo e continuare per roccette , arrivando ad un boschetto con albero con cordone. Evitare questa sosta e traversare direttamente circa 10 metri a sinistra, alla sosta su radice con cordino, poco visibile, alla base di una zona con grossi massi.
- Lunghezza 9, VI-, 50 metri: salire i grossi massi e continuare per bel diedro, fino ad un tettino che lo chiude. Traversare a sinistra e poi salire per roccette, fino alla fine delle difficoltà. Sosta su albero con cordone. Libro di via in un barattolo a destra.
- Da qui prendere una traccia che sale verso monte (ometto) e poi gira a destra, arrivando alla Cresta Sud Ovest. Seguire ora la cresta, verso monte, che arriva ad una anticima. Sempre seguendo le tracce di passaggio continuare con alcuni saliscendi verso la vetta, evidente con grande croce. Panorama molto bello. Circa 0h45 per arrivare in vetta dall'uscita della via.
- Note: bella via classica, pochissimo protetta ma ben proteggibile, con roccia spettacolare in alcune lunghezze. E’ un po' discontinua, ma in ambiente selvaggio.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Ivan Camuno Moscardi del 1° aprile 2023.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.