Torre Innominata di Cima Capi - via Dei Rinneganti (o via Pandemia)

Torre Innominata di Cima Capi - via Dei Rinneganti (o via Pandemia)

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere la Valle di Ledro. Arrivando da Arco o Riva del Garda, passata la grande galleria che porta alla valle (Galleria Agnese), poco dopo la svolta a sinistra per Pregasina individuare un parcheggio sterrato a sinistra, sulla strada.
  • Avvicinamento: tornare a piedi sulla strada, verso la galleria. Subito prima di essa, si trova una svolta a destra per la Strada del Ponale. Si prende questa svolta, si passa una breve galleria nella roccia e si continua sulla strada fino ad una stanga con piccolo parcheggio. Dopo la stanga prendere un sentiero che sale a sinistra (cartello “Villa Alma Le Grotte”). Salire per esso, verso destra (non seguire la svolta a sinistra per Villa Alma). Dopo un tratto in salita, continuare in piano passando sotto una falesia. Si procede lungamente, in un tratto il sentiero scende per poi tornare in piano. Si arriva ad una galleria della I Guerra Mondiale, con palina indicatrice “Defension Maurer”. Continuare ancora, prendendo più avanti la svolta a sinistra per la Ferrata Susatti. Fare attenzione ad individuare un ometto a destra, dove scendere seguendo una traccia. La parete è ben visibile, arrivare alla base dello spigolo sud (clessidra con cordone, dove sale la via di Stenghel Via del Genio e Sregolatezza) e continuare a scendere seguendo la traccia, fino ad arrivare alla base del punto più basso della parete. (0h35)
  • Attacco: alla base di una zona ripulita, visibile più in alto un cordone ed un fix.
  • Discesa: dall’ultima sosta traversare una breve galleria verso sinistra, e poi seguire una vaga traccia in piano. Si passa in un tratto esposto (uscita del canale a sinistra dello spigolo sud) e si arriva in ampio dosso erboso. In direzione di marcia, al termine del dosso continuano le tracce in discesa, verso destra, fino ad una corda fissa. Seguire la corda, ma fare attenzione (!) perché in alto è vincolata ad un albero ormai secco e traballante. Seguendo la corda si scende e si fa un ampio traverso verso sinistra, fino ad arrivare ad un canale boscoso. Scendere nel canale, fino ad incrociare il sentiero che sale alla ferrata Susatti. Scendere per sentiero, ritrovando il punto dove è stato abbandonato all’andata. A ritroso ritornare al parcheggio. (0h30).
    Dal dosso erboso dovrebbe essere possibile anche scendere con due doppie da anelli cementati, fino al canale boscoso (soluzione non verificata). Abbiamo visto un anello cementato poco a monte dell’inizio della corda fissa, e poi un altro anello cementato è presente sul traverso che si fa con la corda fissa. Non abbiamo verificato se sul dosso fosse presente un altro anello.
  • Difficoltà: VII- (VI e A0). Proteggibilità: R2-R3.
  • Sviluppo: circa 180 metri.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con un fix con anello, qualche volta con aggiunta di un altro fix. Nei tiri presenti fix dove è difficile proteggersi, chiodi e qualche cordone. Necessaria una serie di friend fino al n° 3 BD.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: nei primi tiri (soprattutto L1 e L3) calcare ripulito ma con molte prese da verificare, nella parte alta ottimo calcare.
  • Periodo consigliato: fattibile tutto l’anno, ma in estate fa troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: Franz Heiss, Maurizio Piller-Hofer, Florian Kluckner, Primavera 2021.
  • Riferimenti bibliografici: https://www.arrampicata-arco.com/via-dei-rinneganti.html
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V+, 20 metri: salire su roccia ripulita fino ad arrivare ad un tratto verticale. Salire, andare verso destra e poi verso sinistra. Salire ora verso una cengia, dove si sosta su cordone assicurato ad un muro difensivo della guerra. Roccia ripulita ma delicata.
  • Lunghezza 2, VI, 30 metri: salire sopra il muro difensivo ed andare verso la parete. Attaccare un evidente diedro-fessura fin sotto un tettino, che si evita sulla destra. Salire ancora qualche metro e fare sosta a sinistra.
  • Lunghezza 3, V, 20 metri: salire un breve muro fino ad una pianta. Poco sopra si traversa nettamente a sinistra e si sale alla sosta, alla base di un camino.
  • Lunghezza 4, VI+, 35 metri: salire nel camino, ben appigliato, e al suo termine uscire a destra. Ora continuare su bellissima roccia grigia, prima dritto, poi a sinistra e di nuovo in verticale grazie a belle fessure.
  • Lunghezza 5, VI, 30 metri: salire verso destra e poi dritto a raggiungere una rampa obliqua verso sinistra, da seguire. Al suo termine si sale un bel diedro, dopo il quale si sosta a sinistra.
  • Lunghezza 6, VII-, 25 metri: si sale sopra la sosta, superando un passaggio impegnativo, quindi si continua su roccia compatta, verso un tetto. Prima di esso, si traversa a destra, sotto un fix con cordone (passo delicato, possibile A0), arrivando a buone lame. Si sale con passi fisici fino alla sosta, a sinistra.
  • Lunghezza 7, VI-, 20 metri: salire nel diedro sopra la sosta, fino ad un ultimo muro che porta ad un muro difensivo della guerra, oltre il quale si trova la sosta.
  • Il libro di via è nella galleria, a sinistra della sosta.
  • Note: la lunghezza dei tiri è indicativa.
    Bellissima via alpinistica, non scontata, impegnativa e spesso fisica. Via da fare con tempo bello, perché il panorama sul lago è eccezionale.
    Questa è la 500ª relazione che scrivo, spero ne seguiranno tante altre!
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, ripetizione del 2 novembre 2024 con Max Garavaglia.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.