Val Cairasca, Torre del 50° (toponimo proposto) - via Penna Bianca

Val Cairasca, Torre del 50° (toponimo proposto) - via Penna Bianca

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere il paese di San Domenico (m.1420), in Val d’Ossola, conosciuto perché base di partenza per le escursioni all’Alpe Veglia e per gli impianti per lo sci invernale. Parcheggiare nel piccolo centro del paese, in prossimità di un parco giochi.
  • Avvicinamento: individuare una strada a lato del parco giochi, che sale verso l’Alpe Ciamporino (a destra, rispetto alla direzione di arrivo in auto). Seguire la strada, evitare una indicazione di sentiero per Alpe Ciamporino (possibile salire anche da qui, ma più scomodo e molto ripido), e continuare sulla strada, che diventa presto sterrata. Seguirla, evitando alcune svolte. La strada sale continua e abbastanza ripida, con molti tornanti, fino ad arrivare al piano dell’Alpe Ciamporino, dove arriva anche la nuova funivia (m.1935).
    Qui, passato un ponte, salire verso destra su sterrata, e poi andare a sinistra, per sentierino, in prossimità di un pilone della funivia. Si arriva nei pressi di una baita, e si traversa un piccolo torrente in corrispondenza di un ponticello in legno (ma percorso comunque non obbligato).
    La Torre del 50° è ben visibile, più in alto a sinistra. Dirigersi verso la torre, salendo e puntando ad una traccia orizzontale che traversa un centinaio di metri sotto di essa. Reperendo la traccia, risulta facile passare un canale dirupato che occorre superare. Arrivati sotto la direzione della torre, salire per pendio ripido di vegetazione bassa. (2h00)
    Quota alla base dello zoccolo della Torre circa m.2077.
    Altra possibilità, più comoda, è quella di utilizzare la nuova funivia, arrivando direttamente all’Alpe Ciamporino. Verificare la data di apertura e chiusura degli impianti e se funzionanti al di fuori dei weekend. L’orario di servizio, a luglio 2025, è dalle 8,00 alle 17,00.
    Dall’arrivo della funivia proseguire come al punto precedente. (0h30)
  • Attacco: sul lato sinistro dello zoccolo della parete, alla base di un grottino con un chiodo con cordone. È possibile evitare il primo tiro salendo una cengia erbosa che, da destra a sinistra passa sopra lo zoccolo e porta alla base del secondo tiro (attenzione, esposta, ma presente una corda fissata su fix).
  • Discesa: si effettua sul lato opposto a quello di salita, per pendio vegetato ripido.
    Indicazioni in direzione di marcia.
    Dalla cima della torre, spostarsi a sinistra verso un gruppo di alberi leggermente più in basso. Passarci in mezzo e continuare per breve crestina rocciosa piatta, per poi scendere a destra e raggiungere una debole traccia. Seguirla, scendendo in obliquo verso sinistra su pendio vegetato, contornando delle paretine. Si scende poi su un pendio ripido, puntando in diagonale verso sinistra. Senza via obbligata, scendere il pendio, e tenere poi la destra, per tornare alla base della torre (circa 0h15). Se non si è lasciato materiale alla base, si può puntare direttamente ad arrivare alla traccia orizzontale che porta al punto debole del canale da superare, evitando di tornare all’attacco. Passare di nuovo il canale, e proseguire a ritroso lungo l’itinerario di avvicinamento.
    Attenzione nel caso i pendii erbosi siano bagnati.
  • Difficoltà: VII max, VI+ obbligato (con A0 su friend). Proteggibilità: R2/R3, utilizzando friend.
  • Sviluppo: circa 145 metri.
  • Attrezzatura: soste attrezzate come indicato nella relazione (fix da 10mm, chiodi, albero).
    Nei tiri materiale presente quasi nullo, utilizzati alcuni chiodi (lasciati).
    Necessarie due serie di friend fino al n°4BD. Consigliato anche un friend n°5 BD.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: gneiss, molto particolare e rugoso, ma con alcuni blocchi e lame a cui fare attenzione. Terreno alpinistico.
  • Periodo consigliato: estate, autunno.
  • Tempo salita: In apertura circa 4h00.
  • Primi salitori: Francesco Turri, Max Garavaglia, Walter Polidori, New Rocks Team, 22/06/2025.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV, II, 35 metri: salire sullo spigolino di sinistra e continuare per muretti di roccia compatta (un chiodo), fino ad arrivare ad una zona erbosa ripida. Salire fino ad arrivare ad una buona cengia, dove si trova la sosta su fix e chiodo.
  • Lunghezza 2, VI+, qualche passo VII, 45 metri: salire nel diedro di sinistra, più pulito, con bella arrampicata in spaccata e fessura (un chiodo). Al termine del diedro, spostarsi a destra, alla base di un altro diedro (chiodo). Salire nel diedro fessurato, con arrampicata fisica molto bella (chiodo), fino ad un terzo diedro, sbarrato da un tettino. Salire con arrampicata fisica fin sotto il tettino (chiodo), poi traversare a destra doppiando uno spigolo arrotondato (passo molto difficile). Proseguire in diedro-fessure strapiombanti, fino a sostare su massi, sotto la direttiva di uno strapiombo. Sosta su due fix.
  • Lunghezza 3, VI+, un passo VII, 25 metri: salire in diedro aperto fin sotto lo strapiombo, che curva verso destra (chiodo). Con passi faticosi evitare lo strapiombo a destra (sasso incastrato con cordone all'uscita del diedro), salendo poi in un canaletto con rododendri, fra due paretine. Sosta su due fix a destra, molto comoda. Nessuna protezione fissa nel tiro.
  • Lunghezza 4, V+, 40 metri: traversare a sinistra su zolle d'erba e salire una bella placconata leggermente appoggiata, con roccia molto lavorata (ma attenzione a varie prese dubbie). Al culmine della placconata si trova una curiosa struttura di rocce appoggiate dall'aspetto precario (non toccare!). Salire ora la parete di sinistra (un chiodo alla base), sfruttando una specie di rampa ripida che sale verso destra (un chiodo). Arrivati ad un fessurone formato da un grande masso, lo si sale (attenzione) e si esce sulla piatta cima della torre. Andando verso sinistra, leggermente in basso, si sosta su albero, attenzione agli attriti.
  • Libro di vetta a sinistra, in una casetta fissata a due alberi.
  • Note: via aperta nell’anno in cui la Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido della Torre ha compiuto 50 anni di attività.
    È stata dedicata a Vittorio Bedogni, soprannominato amichevolmente "Penna Bianca" per la folta chioma bianca che lo contraddistingueva. Vittorio è stato uno dei fondatori della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido della Torre del CAI, di cui è stato per molti anni Istruttore e Direttore.
    Alcune zone sono state ripulite successivamente all’apertura, ma alcuni tratti di roccia sono da verificare e sono presenti zone erbose.
    La Torre è stata individuata da Francesco Turri.
    Bella via trad, fisica e di soddisfazione, su fessure, lame, strapiombi, da proteggere quasi esclusivamente a friend! Poche le zone con erba (nel primo tiro un buon tratto, poi più rada). Occorre fare attenzione a blocchi e lame da non usare, o con cautela. Si tratta di una via alpinistica, da non sottovalutare anche se breve.
    È stata una bella avventura l’apertura, come sempre!
    Quando arrivi in cima continua a salire…
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.