Val Camonica, Pilastro San Valentino (m.1000) - via Baccobaleno
Dettagli
- Accesso stradale: arrivando da Brescia o dal Passo Tonale, uscire per Boario Terme/Angolo Terme, dopo 1400 metri, alla rotonda con sede dei Vigili del Fuoco, svoltare verso il borgo di Erbanno seguendo via Angelo Argilla, poi per via San Rocco o via Santa Maria e quindi per Via Gioacchino Rossini fino ad una fontana (qui acqua fresca!), dove termina la strada asfaltata; dal bivio per Erbanno 700 metri, quota 295 mt, percheggiare bene!. (Possibile impostare su Google Maps PARTENZA PER EREMO SAN VALENTINO ERBANNO ).
- Avvicinamento: andare a destra e dopo aver attraversato il ruscello Budrio, prendere la mulattiera per Eremo San Valentino/Erbanno Vertical. In 20 minuti si arriva ad un tavolo sulla sinistra con vista panoramica sulla Vallecamonica e il Lago d'Iseo, verso l'alto s’intravede il Pilastro San Valentino. In circa 35 minuti si giunge all' Eremo, posto di quiete e meditazione, presenti tavoli per una buona sosta, siamo a quota 665 mt. Aggirare l'eremo a destra prendendo il sentiero a sinistra per Erbanno Vertical/Monte Altissimo e dopo 90 metri ad un tornante a destra, seguire i bolli azzurri direttamente nel bosco (già trovati in loco). Inoltrarsi nel bosco per ripido e accidentato sentiero sempre seguendo i bolli fino ad un traverso verso sinistra che porta ad una corda fissa, superata questa in breve all' attacco a quota 800 metri, scritta alla base. Dalla macchina ore 1/1.10 circa (vedi foto) (1h00 / 1h10)
- Attacco: nei pressi del pilastrino con pianta tagliata (scritta alla base e primi spit visibili).
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Discesa:
dalla cima del Pilastro con bellissima visuale a quota 1000 metri, salire e scendere molto brevemente seguendo i bolli azzurri, quindi traversare a sinistra fino ad un grosso ometto con segni bianchi e rossi. Da qui due possibilità:
- scendere ancora per ometti e segni bianchi/rossi in soli 5 minuti, fino ad una corda metallica verso destra al termine della quale ci si trova all'ingresso di una piccola grotta, al suo interno i bellissimi LAVELLI! Quindi continuare in discesa per cavo metallico (assicurarsi), fino alla sua fine, andare a sinistra per 40 metri ritrovandosi all' attacco della via e da lì in senso contrario percorrere l'avvicinamento fino alla macchina (0h50/1h00).
- Dal grosso ometto risalire seguendo sempre bolli bianchi/rossi fino ad un bivio con bolli azzurri a sinistra. Attraversare a DESTRA seguendo i bolli bianchi e rossi giungendo nei pressi di una zona prativa, presente un vecchio rudere. Da qui continuare direttamente fino ad incrociare il sentiero principale segnalato da un grosso ometto e la scritta Lavelli. Andare a DESTRA in traverso e leggera discesa fino ad una corda fissa che attraversa un canale, da li fino al bivio evidente Lavelli/Erbanno Vertical, Monte Altissimo. Scendere direttamente per la bella mulattiera con scorci panoramici e meritevoli sulla Valle, incrociando il bivio per l’attacco, ripassando per l’Eremo e quindi al parcheggio. (1h10/1h20).
- Difficoltà: VII- (VI e A0)
- Sviluppo: circa 220 metri per 8 lunghezze di corda.
- Attrezzatura: mezze corde o corda intera da 60 metri, 10/12 rinvii, serie di friend, cordini.
- Esposizione: sud, sole la mattina presto (solo metà del 6° tiro è sempre in ombra).
- Periodo consigliato: autunno, inverno e primavera. In estate troppo caldo.
- Tempo salita: 3h00/4h00.
- Primi salitori: P. Baisini e I. Moscardi con la collaborazione di V. Ravelli. Terminata il 31/12/2023.
- Relazione
- Lunghezza 1, VI, 40 metri: salire direttamente il pilastrino di ottimo calcare, inizialmente su buoni appigli e appoggi, superando poi un tratto più delicato. Continuare ora su rocce un po' più rotte, quindi, alla cengetta, traversare decisamente a sx per una decina di metri.
- Lunghezza 2, VI, 25 metri: dalla sosta, in obliquo a dx, si risale la bella placca con passi delicati fino ad arrivare ad una nicchietta. Si supera lo strapiombino appena sopra continuando sempre in obliquo a dx fino al comodo pulpito dove si sosta.
- Lunghezza 3, VII-, 30 metri: traversare 5-6 metri a sx passando sotto uno strapiombino (non risalire la fessura con roccia dubbia a dx dello strapiombino) e salire il diedro che riporta al di sopra di esso. Continuare in leggero obliquo a dx a superare una bellissima placca molto delicata (ma protetta molto bene con spit e chiodo), quindi traversare decisamente a dx per 3-4 metri fino alla sosta, nascosta dietro un pilastrino.
- Lunghezza 4, V, 25 metri: qui inizia l'entusiasmante "traversata" che porta ai tiri nel bel diedro finale. Dalla sosta si segue verso dx la cengetta in leggera discesa fin contro un contrafforte. Lo si risale leggermente e, in massima esposizione, lo si aggira continuando a traversare fino al pulpito dove si sosta.
- Lunghezza 5, VI, 25 metri: salire verticalmente sopra la sosta entrando nel diedro e puntando una piantina poco sopra. Continuare ancora nel diedro, sempre su ottima roccia, fino alla sosta su buon terrazzino.
- Lunghezza 6, VI, 25 metri: risalire la placchetta sulla faccia dx del diedro fino ad un tratto più verticale e, in massima esposizione, rientrare in esso che da qui, e per una decina di metri, rimane in ombra. Proseguire con passi delicati fino alla cengia dove si sosta, qualche metro prima di un albero con cordone.
- Lunghezza 7, VI, 25 metri: traversare a dx qualche metro sulla cengia fino all'albero cordonato, quindi in verticale e poi a sx a risalire un diedrino obliquo verso dx che porta ad un tettino che si aggira a sx. Proseguire ora dritto su roccia lavorata fino alla sosta sulla placca. Tiro un po' erboso ma ben scalabile senza troppi fastidi.
- Lunghezza 8, VI, 25 metri: continuare sulla placca fin sotto ad un tetto che si aggira a sx per qualche metro con passi delicati. Quindi in verticale su teppe e cenge erbose fino a reperire l'albero cordonato di sosta che indica la fine della via. Presente il libro di via.
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Note:
bella via alpinistica su roccia buona anche se da verificare in alcuni punti. Protetta bene con qualche spit e chiodi (anche nut incastrati e viti da ghiaccio...) nei punti più difficili, ma che comunque richiede di sapersi proteggere con protezioni veloci. La "traversata" è molto emozionante e fotogenica. I gradi dei tiri che abbiamo indicato sono le difficoltà da noi percepite e sono leggermente diverse da quelle date dagli apritori.
Di seguito la nota degli apritori relativa alla scelta del nome della via :
“BACCOBALENO - E’ un modo di dire che usano i bambini più piccoli quando compare l’arcobaleno che porta serenità e sorrisi. Dedichiamo questa salita a tutti i bambini del mondo con la speranza per loro di un futuro felice e allegro” - Aggiornamento: relazione a cura di Alessio Guzzetti e Massimo Bertoldo, da una ripetizione del 17 novembre 2024.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.