Val Masino, Placche del Pesgunfi (m.1750) - via Allucino

Val Masino, Placche del Pesgunfi (m.1750) - via Allucino

Dettagli

  • Accesso stradale: seguire la SS38 dello Stelvio in direzione Sondrio e alla rotonda a fine superstrada svoltare a sx. Proseguire per qualche km sulla statale e all’altezza di un ponte in cemento a tre arcate svoltare a sx e seguire le indicazioni per S. Martino in Val Masino fino ad incontrare il Sasso Remenno qualche km prima del paese. A poche decine di metri oltre il Sasso si nota una buona traccia a sx che entra nel bosco. Lasciare l’auto nei parcheggi liberi nei pressi del campeggio "Sasso Remenno" oppure negli appositi spazi a pagamento (è possibile anche parcheggiare a bordo strada nei pressi del sentiero, a proprio rischio...).
  • Avvicinamento: addentrarsi nel bosco seguendo il sentiero che dopo circa 20 minuti si affaccia sul versante dx idrografico della Val di Preda dove si sviluppa la via. Dopo poche decine di metri tralasciare una deviazione a dx con l’indicazione per le placche del "Viale di Stella" e proseguire sul sentiero principale fino ad attraversare il torrente. Giunti dall’altro lato della valle rientrare nel bosco fino a che il sentiero, ora poco marcato, finisce contro una placca adagiata (attacco di "Arko Magico"). Il sentiero svolta decisamente a sx e dopo poche decine di metri si è all’attacco della via, nei pressi di un alberello (vedi foto) (0h35)
  • Attacco: per la placca adagiata sopra l’alberello su cui si nota uno spit a circa 3 metri da terra.
  • Discesa: in doppia lungo la via, saltando la sosta del 3° tiro e arrivando direttamente all’albero cordonato del 2° tiro. Da qui direttamente a terra. (1h00)
  • Difficoltà: 6b/6b+ (6a+ e A0).
  • Sviluppo: circa 300 metri (8 lunghezze)
  • Attrezzatura: corde da 60 metri e 12 rinvii (qualche friend fino al #1 BD, non indispensabili).
  • Esposizione: sud.
  • Periodo consigliato: tutto l’anno, anche se d’estate è particolarmente caldo.
  • Tempo salita: 3h00/4h00.
  • Primi salitori: A. Rossi, F. Magri, G. Milani (Risistemata nel giugno 2019 da A. Malandri, M. Pescarolo e M. Moscatelli).
  • Cartografia: Kompass, foglio 92 – Chiavenna, Val Bregaglia – scala 1:50.000.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5c, 30 metri: salire direttamente la placca adagiata, inizialmente con passi delicati. Al suo termine scavalcare un masso fessurato a sx e guadagnare la sosta sulla placca.
  • Lunghezza 2, 4c, 50 metri: salire facilmente la placca successiva fino ad un albero cordonato utile per la discesa. Continuare dritto per teppe erbose e roccia per una decina di metri, quindi obliquare decisamente a sx puntando alla placca ben visibile del tiro successivo, dove si sosta. Attenzione ai vari rovi e rose canine, forse sarebbe utile portarsi un forbice per fare un po' di pulizia.
  • Lunghezza 3, 6a+, 40 metri: salire una prima placca fino ad un albero e poi alla cengetta. Quindi attaccare direttamente la placca successiva, inizialmente adagiata e poi via via più ripida, che con piccoli appigli e appoggi, obliquando a dx, conduce alla sosta.
  • Lunghezza 4, 5c, 40 metri: continuare dritto per la bella placca lavorata.
  • Lunghezza 5, 6a+, 30 metri: seguire il diedrino/fessura che solca la placca. Al suo termine proseguire dritto con passi delicati, quindi obliquare decisamente a sx su buoni appoggi, poco visibili dal basso, fino al gradino erboso. Continuare qualche metro sulla placca successiva fino alla sosta.
  • Lunghezza 6, 6b, 40 metri: salire qualche metro dritto sopra la sosta (attenzione, spesso bagnato), quindi traversare delicatamente a dx. Risalire con passi delicati il successivo bombè e continuare altrettando delicatamente, aiutandosi con delle fessurine superficiali, sulla placca obliquando leggermente a dx per qualche metro. Proseguire ora dritto un po' più facilmente fino alla sosta.
  • Lunghezza 7, 5b, 45 metri: proseguire dritto per la bella placca nera lavorata.
  • Lunghezza 8, 5a, 40 metri: continuare più facilmente sulla placca fino a ricongiungesi all'ultimo tiro di Arko Magico ove, al suo termine, si sosta in comune.
  • Note: bella via in placca con muretti, lame e fessure, protetta bene nei punti più difficili, ma con chiodatura piuttosto distanziata che, per una ripetizione in tranquillità, necessita comunque del grado obbligatorio indicato. La roccia è poco invitante nei primi 2 tiri, ma dal 3° in avanti la storia cambia... roccia super con ottimo grip.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Alessio Guzzetti, da una ripetizione del 1° novembre 2024 con Massimo Bertoldo.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.