Val d'Adige, Monte Cola, Corno Gallina - via Oldies but Goldies

Val d'Adige, Monte Cola, Corno Gallina - via Oldies but Goldies

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere Avio, in Val d’Adige, collegata comodamente all’autostrada del Brennero.
    Da Avio continuare in direzione S. Valentino/Monte Baldo, percorrendo la Valle di Molini, fino al primo tornante, dove si trova il parcheggio per salire alla ferrata Gerardo Sega.
  • Avvicinamento: seguire in salita la strada asfaltata. Qui è possibile, dopo pochi metri, evitare il secondo tornante salendo per traccia a sinistra (indicazioni arancio fluo). Noi siamo saliti per la strada. Arrivati al terzo tornante si raggiunge il cartello chilometrico VIII-3 e, poco dopo di esso, salire il pendio a sinistra (segni arancio fluo), arrivando ad una vecchia mulattiera, dove si passa su un ponticello in traversine di legno, che più in alto immette su una forestale. Risalire la forestale e poi abbandonarla presso un ometto appoggiato alla base di un albero, a sinistra. Scendere il pendio seguendo gli ometti e proseguire nel bosco verso sinistra, fino ad una dorsale erbosa. Non abbassarsi, ma salire a destra, fino ad un nuovo ometto da cui scendere a sinistra per traccia nella valletta sottostante. Si prosegue in traverso, in direzione del pilastro. Quando il terreno lo permette, salire alla base della parete e traversare a sinistra, fino ad un grosso ometto, per poi salire alcune facili roccette, che in obliquo verso sinistra raggiungono un gruppo di alberi, nella parete. (0h45)
  • Attacco: in corrispondenza del gruppo di alberi sulla parete, presente cordone in clessidra.
  • Discesa: indicazioni faccia a monte: salire un facile pendio erboso, fino alla cima con abeti. Scendere sul lato opposto e raggiungere una strada forestale (da qui, seguendola verso monte, si dovrebbe arrivare al Passo Pozza della Cola, dove si potrebbe lasciare una seconda auto).
    Seguire la forestale verso sinistra, continuando lungamente in discesa e poi in salita, passando per la chiesetta dedicata alla Madonna della Neve.  Terminata la forestale si segue il sentiero per Avio, e arrivati ad una strada asfaltata, si segue sempre per Avio, a sinistra. La strada torna ad essere sterrata e al suo termine si entra nella Val dei Molini, con un caratteristico sentiero in una gola, che riporta a valle al primo tornante della SP208, dove si trova il parcheggio iniziale. (2h00)

    Vie di fuga (indicazioni degli apritori, non verificate, vedere la loro relazione):
    • è possibile uscire dalla I grande cengia (lunghezza 8), andando verso destra;
    • è possibile uscire dalla II grande cengia (lunghezza 17), andando verso sinistra. Qui è eventualmente possibile anche salire tramite la ferrata;
    • dalla cima e per tutto il tratto del terzo risalto, esiste la possibilità di scendere in doppia fino al sentiero della ferrata. Calate dalle soste n.29-28-26-25-22A-21-19
  • Difficoltà: VI+ e A1 obbligato (in libera VII+?). Proteggibilità: mediamente R2-R3.
  • Sviluppo: circa 725 metri. (complessivamente 965 metri circa, comprendendo i tratti in cengia): 190m I risalto; 215m II risalto; 225m III risalto; 95m parete finale (il Cappello); 240m le grandi cengie.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con fix e/o chiodi, qualche sosta in clessidra o su alberi. Sui tiri molti chiodi e qualche fix. Necessari friend dal n° 0,5 a 4 BD, martello e qualche chiodo per emergenza. Utile una staffa per la lunghezza 14.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: calcare, dolomia, a tratti molto bella, in altri tratti più sporca e a zone friabile. Terreno alpinistico.
  • Periodo consigliato: primavera.
  • Tempo salita: 9h00/12h00. Noi abbiamo fatto la salita in circa 9h30. Potrebbe essere necessario un bivacco, nel caso di progressione poco veloce.
  • Primi salitori: Lodovico Gaspari, Stefano Zampini, Gianluca Bellamoli, Francesco Vinco, Massimo Caloi. Ultimata il 20/11/2021.
  • Riferimenti bibliografici: https://www.scuolagraffer.it/Relazioni/ValleAdige/CornoGallina_OldiesButGoldies.pdf
  • Relazione
  • Le lunghezze dei tiri e diverse indicazioni sono state prese dalla relazione originale dei primi salitori.
  • Lunghezza 1, max V, 40 metri: salire in obliquo verso il bordo sinistro di un tettino, per poi salire dritti per gradoni e muretto, sosta su albero.
  • Lunghezza 2, I, 30 metri: traversare a sinistra su cengia, fino alla base di un diedro.
  • Lunghezza 3, max VI, 25 metri: salire il diedro sulla sua parete di destra, compatta, fino ad una lista rocciosa orizzontale, da seguire verso destra alla sosta.
  • Lunghezza 4, VI+, 20 metri: salire un muretto e raggiungere uno strapiombo da seguire verso sinistra, per poi traversare a sinistra a raggiungere una fessura. Seguirla fino alla sosta, su cengia.
  • Lunghezza 5, max VI+, 30 metri: traversare a sinistra e salire un vago diedro friabile, spostandosi poi verso sinistra ad un alberello. Salire dritto per rocce più compatte e difficili, fino ad arrivare alla sosta più sopra. Attenzione, tiro con roccia friabile e zone erbose, da non sottovalutare.
  • Lunghezza 6, VI+, 15 metri: salire sopra la sosta, superare due strapiombini ed un piccolo diedro, dopo il quale andare leggermente a sinistra e continuare su una bella placca a gocce. Andare verso destra alla sosta.
  • Lunghezza 7, VI+, A0 o VII?, 30 metri: salire dritto su un bel muro compatto, fino ad uno strapiombo, nella zona del tetto meno difficile. Superarlo, continuare per diedro fino al tetto che lo chiude, per poi spostarsi a destra a prendere una fessura parzialmente da proteggere (friabile in uscita), che porta alla prima cengia. Sosta su albero.
  • Lunghezza 8, II, 30 metri: salire la cengia terrosa, fin contro la parete, dove si trova un segno arancione che indica di andare a destra. Sosta con cordone in clessidra.
  • Lunghezza 9, VI, 25 metri: salire tendenzialmente verso destra, superando muretti e strapiombini. Continuare un po' verso sinistra, fino ad uno strapiombo, da cui traversare a destra alla sosta.
  • Lunghezza 10, V+, 30 metri: traversare a destra, salire un muretto e andare verso sinistra, a raggiungere un tratto molto terroso che porta ad un breve diedro. Salirlo, arrivare ad un cordone su pianta e chiodo, e traversare a destra fino alla sosta.
  • Lunghezza 11, IV, 30 metri: seguire una facile paretina, con tratti friabili. Sosta su alberi.
  • Lunghezza 12, V+ max, 20 metri: salire uno strapiombo a sinistra (chiodo subito sopra, attenzione alla sua tenuta). Ci si può aiutare con l'alberello a ridosso della parete. Salire ora più facilmente, verso sinistra fino ad un terrazzino.
  • Lunghezza 13, VI, 30 metri: salire un bel muro, verso il tetto sovrastante, per poi andare lungamente a sinistra, in un tratto su roccia compatta, sosta su cengia.
  • Lunghezza 14, VI+, A1, 25 metri: traversare a destra e cominciare a salire sulla parete verticale e poi strapiombante, seguendo i numerosi chiodi e fix. Si supera la parte finale del tetto e si continua per diedro verticale, da cui si esce a destra. Si prosegue poi per diedro fino ad un chiodo verde, da cui traversare brevemente a sinistra, dove si trovano due chiodi di sosta non visibili.
  • Lunghezza 15, VI, 25 metri: tornare a destra nel diedro, oltrepassarlo. Salire per parete un po' erbosa, fino ad uscire in sosta a destra, in una zona con blocchi instabili.
  • Lunghezza 16, VI, 30 metri: raggiungere il diedro sopra la sosta, quindi in corrispondenza di un cordone in clessidra spostarsi a destra e raggiungere una spettacolare placca con alcuni buchi, da salire seguendone i punti deboli, fino alla grande cengia, dove si sosta su cordone in clessidra o albero.
  • Lunghezza 17, II, 150 metri: salire dritti sul pendio erboso e boscoso della cengia, puntando circa allo spigolo destro del terzo risalto. Si incrocia il sentiero che va alla ferrata, lo si segue verso destra e poi lo si abbandona in corrispondenza di un ometto, che porta dritti sotto lo spigolo. Alla base di esso, traversare a sinistra, fino ad arrivare ad un grosso ometto. A sinistra di esso si trova una fessura-lama con dei chiodi visibili.
  • Lunghezza 18, V+, 25 metri: seguire la lama e poi andare facilmente verso destra, salire un diedro e il successivo diedro a destra.
  • Lunghezza 19, V+, 25 metri: salire in obliquo verso sinistra, arrivando ad un evidente albero secco. Continuare in obliquo a sinistra, superare un muretto e salire ad una cengetta, sosta a sinistra.
  • Lunghezza 20, max VI+, 25 metri: salire un muro compatto che porta ad uno strapiombo. Traversare a destra, evitare il diedro che si trova subito dopo, traversare ancora e poi salire, verticalmente e in obliquo verso sinistra.
  • Lunghezza 21, VI, 25 metri: andare a sinistra e raggiungere una fessura. Seguirla e continuare per diedro, con uscita delicata su lista rocciosa a sinistra.
  • Lunghezza 22, V, 20 metri: salire brevemente, per poi proseguire leggermente verso destra, puntando ad una bella cengia sotto un grosso strapiombo.
  • Lunghezza 23, II, 25 metri: traversare a destra su cengia, per poi salire brevemente alla sosta sopra un piccolo saltino roccioso.
  • Lunghezza 24, VI+, 30 metri: salire un bel muro, per poi continuare verso sinistra, fino ad alla sosta su terrazzino. Roccia ottima.
  • Lunghezza 25, VI+, A0, 30 metri: traversare a sinistra, con passo delicato, quindi ancora a sinistra a raggiungere una fessura, da salire fino ad uno strapiombo ben chiodato, dopo il quale si continua per diedro più appoggiato.
  • Lunghezza 26, VI, 50 metri: andare a destra, al chiodo con cordone stare bassi, sotto lo strapiombino, raggiungendo un altro cordone. Salire a raggiungere delle placche compatte un po' disturbate dall'erba, che seguite portano alla successiva grande cengia, sosta su albero.
  • Lunghezza 27, I, 60 metri: salire dritti sul pendio erboso e boscoso della cengia, fin contro la parete. Traversare a sinistra per circa 30m, fino ad arrivare alla base di una placconata con chiodi visibili.
  • Lunghezza 28, VI, passaggio VI+, 50 metri: salire la placca e il successivo spigolo arrotondato leggermente a destra. Si arriva ad una sosta a fix, che si può evitare, e si continua su muro leggermente appoggiato. Si traversa poi verso destra, fino ad un tratto dove occorre salire ancora qualche metro, per poi traversare su roccia compatta e raggiungere la sosta poco più in alto, sotto la fessura terminale.
  • Lunghezza 29, VI+, 25 metri: salire la bellissima fessura sopra la sosta, per arrivare sotto ad un tetto. Lo si segue verso destra, arrivando ad una spaccatura, che seguita porta ad un comodo ripiano, sotto un tetto.
  • Lunghezza 30, III, 20 metri: andare a sinistra a raggiungere una caratteristica fenditura larga, dove camminare sul fondo (attenzione a zaino e materiale, per l'ingombro). Al termine della breve fenditura si raggiunge una facile paretina, che porta al termine delle difficoltà, sosta su albero.
  • Note: bellissima salita alpinistica, con uno sviluppo non usuale per la Valle dell'Adige.
    Complimenti agli apritori, che hanno realizzato, con un impegno non indifferente, una via degna di nota. Nonostante la chiodatura curata, il sesto superiore deve essere spesso affrontato in maniera obbligata e la roccia, anche se è mediamente buona, presenta diverse zone friabili o sporche. Insomma, una via per intenditori.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Ivan Moscardi del 10 aprile 2022. Si tratta della II ripetizione (eseguita in giornata). I'08 e il 09-04-22, la cordata composta da Manuel Leorato e Christian Confente, in due giorni (con bivacco preventivato) ha eseguito la I ripetizione.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.