Valle del Sarca, Colodri, Pilastro Zanzara - combinazione vie Luigi Micheluzzi e Pilastro Nord

Valle del Sarca, Colodri, Pilastro Zanzara - combinazione vie Luigi Micheluzzi e Pilastro Nord

Dettagli

  • Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Continuare per Mori-Arco di Trento. In alternativa si può arrivare anche dalla strada Gardesana Ovest che porta a Riva del Garda e da lì ad Arco.
    Provenendo dalla zona di Trento, si utilizza la strada che collega Trento alla Valle del Sarca.
    Ad Arco passare di fronte all’entrata pedonale del centro (la si trova subito di fronte dopo aver attraversato un ponte) e prendere a destra, passando di fianco ad un  grosso parcheggio pubblico. Si continua su strada che passa sotto alla parete del Colodri, fino ad arrivare proprio sotto il Pilastro Zanzara (l’estremo pilastro a destra della parete). Si parcheggia in piazzola, se disponibile, altrimenti più indietro dove possibile.
  • Avvicinamento: si prende una sterrata che sale verso destra, quindi si seguono le evidenti tracce che arrivano al canalone a destra della parete e poi vanno verso una zona con piante. (0h10)
  • Attacco: alla base di un diedrino marciotto a cui segue una rampa che va a sinistra. Sulla placchetta vicino agli alberi ci sono disegnate in maniera sbiadita due frecce.
  • Discesa: scendere dalla parte opposta a quella di uscita dall’ultimo tiro; in breve si arriva al sentiero superiore del Colodri.
    Si segue il sentiero a sinistra, fino ad arrivare alla croce di vetta (indicazione più avanti). Dalla croce, nel senso di cammino scendere a destra seguendo evidenti tracce. Continuando a seguire segni e sentierino si arriva alla ferrata che scende sul versante della strada. Si segue a ritroso tutta la ferrata (facile, ma fare attenzione), fino alla strada dove si è passati all’andata. (1h00)
  • Difficoltà: VI e A1.
  • Sviluppo: circa 300 metri.
  • Attrezzatura: almeno 15 rinvii (se si vuole lasciare i rinvii in ogni chiodo a pressione dei tiro in artificiale del diedro, ne occorrono 20-30…), friends fino al numero 4 BD (eventualmente raddoppiare qualche misura media e piccola), martello e chiodi non indispensabili ma possono tornare utili.
  • Esposizione: nord-est.
  • Tipo di roccia: dolomia , con diversi tratti delicati dove occorre fare attenzione.
  • Periodo consigliato: fattibile tutto l’anno, ma in estate fa troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo. Dopo lunghe piogge diversi tiri rimangono bagnati a lungo.
  • Tempo salita: 7h00/8h00.
  • Primi salitori: Luigi Micheluzzi: G. Stenghel , F. Monte , G. Vaccari , 1976
    Pilastro Nord: Diego Filippi, 2010
  • Riferimenti bibliografici: Filippi D., Arco Pareti Vol. 1, Edizioni Versante Sud.
  • Relazione
  • Via Luigi Micheluzzi
  • Lunghezza 1, V-: salire per qualche metro il diedrino di roccia gialla a cubetti, (proteggersi con friend medi), appena possibile effettuare un breve traverso a sinistra per portarsi sulla rampa erbosa, raggiungere un piccolo alberello e salire in verticale una serie di placche erbose aiutandosi con la parete di roccia sulla destra, ristabilirsi su piccola cengia (delicato) e sostare su chiodi collegati da un cordone.
  • Lunghezza 2, V+: traversare a sinistra (delicato, possibilità di proteggersi con friend sotto una lama più in alto). Raggiungere un diedro più rotto e salire sotto uno strapiombino (due chiodi) da superare leggermente a sinistra, arrivando poi in breve ad una sosta su chiodi sotto un diedro-fessura.
  • Lunghezza 3, VI: su per il diedro fessura con roccia a zone delicata (in qualche punto possibile proteggersi con friend). Arrivare sotto un tetto con fessura orizzontale dove c'è un chiodo. Traversare a destra utilizzando la fessura un po' liscia e raggiungere sullo spigolo a destra un chiodo con cordino consunto. Salire a destra dello spigolo su un piccolo pulpito (uscita difficile), quindi per placchetta raggiungere la sosta su chiodi poco sopra.
  • Lunghezza 4, V+, poi IV/III: salire sopra la sosta (attenzione a blocchi instabili), quindi a destra a raggiungere diedrino erboso da salire per arrivare ad una zona boscosa dove è possibile sostare su alberi. Noi abbiamo continuato su percorso non obbligato per muretti, alberi e prati scoscesi fino al termine dei 60 metri, sostando su un evidente albero con comodo terrazzino.
  • Lunghezza 5, II, 60 metri: salire a sinistra a raggiungere una zona di ghiaie e prati scoscesi. Si traversa prima a sinistra, per poi risalire direttamente questo dosso, evitando la parete che ci si trova di fronte. Si arriva ad un boschetto, si costeggiano le rocce tenendole a sinistra, fino ad arrivare alla base di un diedro erboso dove si sosta su albero.
  • Lunghezza 6, IV: salire il diedro erboso (facile ma con roccia delicata), traversare a sinistra e poi arrivare ad una placchetta erbosa da salire per raggiungere la sosta su chiodi a pressione subito a destra del grande diedro superiore. Questo è un diedro della via Pilastro Nord, mentre la Micheluzzi dovrebbe continuare nel diedro più a sinistra, oltre lo spigolo dove passa la via Tre Spigoli.
  • Via Pilastro Nord
  • Lunghezza 7, A1: salire direttamente il diedro, tutto attrezzato con chiodi a pressione. Occorre almeno una staffa. Consigliato rinviare ogni chiodo, e poi togliere alcuni rinvii man mano che si sale, in modo che risulti rinviato un chiodo ogni due. Uscita delicata, occorre aiutarsi coi rami dell’albero a destra e raggiungere un cordone su radice prima della sosta su chiodi a pressione e albero. Attenzione nel diedro, roccia a tratti delicata.
  • Lunghezza 8: dalla sosta si traversa su cengetta a destra, arrivando ad un'altra sosta attrezzata (facile). Più sopra, sotto uno strapiombo, si vedono invece i chiodi a pressione che traversano a destra di Tre Spigoli (quella via sale poi lo spigolo a destra del Pilastro Nord).
  • Lunghezza 9, A1, VI: dalla sosta al termine della cengetta salire la placchetta superiore utilizzando chiodi a pressione, per raggiungere una fessura (A1). La fessura si supera inizialmente sui chiodi a pressione, poi occorre arrampicare dei lunghi tratti in libera proteggendosi con nut/friend. Si sfrutta una bella lama che porta ad un terrazzino con albero, dove a sinistra si trova la sosta su chiodi a pressione e uno spit (A1, VI).
  • Lunghezza 10, A0, VI-: salire sopra la sosta, trovando un chiodo a pressione non visibile a sinistra. Si traversa ancora a sinistra verso un diedro-camino, usando altri due chiodi a pressione. Si sale ora il bel diedro (1-2 spit e cordoni in posto), fino ad una piazzola con sosta su chiodi di fronte.
  • Lunghezza 11, A0, V+: salire il diedro erboso a destra della sosta. Si trovano un primo chiodo a pressione e ad uno strapiombino un altro chiodo a pressione permette di evitarlo a destra. Si continua per fessura fino ad un cordone a sinistra sopra un pilastrino, che invita a salire di lì. Si procede ora più facilmente fino ad entrare in un grande intaglio fra due paretine, dove si trova un albero ed una sosta a sinistra.
  • Note: durante la ripetizione l’idea era quella di ripetere integralmente la via Micheluzzi; ci siamo resi conto solo molto tempo dopo, da info di Matteo Bertolotti e Francesco Salvaterra, che la nostra salita non era quella che avevamo pensato di aver fatto, bensì un mix di due vie. Purtroppo dopo la grande zona detritica è molto facile sbagliare. Attenzione quindi alla relazione, il percorso deve essere un po' interpretato.
    Comunque il risultato è stato una via interessante e alpinistica, molto varia (tratti erbosi , tratti in libera, in artificiale,…), una via che può piacere solo se si ama questo tipo di salite.
    Assolutamente da non sottovalutare.
  • Aggiornamento: relazione di Walter Polidori e Simone Rossin, ripetizione del 18 marzo 2011.
    Nuovo aggiornamento del 2 ottobre 2023, dopo una ripetizione di Francesco Salvaterra, che ha salito la via originale e ha fatto avere lo schizzo corretto (con qualche digressione sulla via Tre Spigoli).
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.