Valle del Sarca, Monte Colt, Croce di Ceniga - via Follia d'estate

Valle del Sarca, Monte Colt, Croce di Ceniga - via Follia d'estate

Dettagli

  • Accesso stradale: autostrada Mi-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud.
    Continuare per Mori-Arco di Trento. In alternativa si può arrivare anche dalla strada Gardesana Ovest che porta a Riva del Garda e da lì ad Arco.
    Provenendo dalla zona di Trento, si utilizza la strada che collega Trento alla Valle del Sarca.
    Sulla strada Arco-Trento, entrare nel paese di Ceniga (frazione di Dro). Percorrere la strada principale del paese, fino ad una stradina con indicazioni per il sentiero degli Scaloni. Di fronte a questa stradina si trova un parcheggio, dove lasciare la macchina.
  • Avvicinamento: seguire la stradina con indicazione per il sentiero degli Scaloni, che attraversa il ponte romano. Dopo il ponte prendere il sentiero 431 (palina con indicazioni per Croce di Ceniga e Monte Colt). Inizialmente c’è una strada cementata e poi una strada forestale. Al primo bivio non seguire il sentiero 431 a destra (sentiero di ritorno), ma continuare dritti fino ad un sentierino sulla destra, segnato con ometto. Salire per questo fino al primo ometto che si incontra, che segna una traccia che va verso la parete ed arriva ad una falesia. Si costeggiare la parete, in salita verso sinistra, fino all’attacco. (0h20)
    Se si sale prima una via alla Parete di San Paolo, facendo un concatenamento, arrivati alla forestale dopo l’uscita delle vie, seguirla a sinistra in salita, fino ad un ometto. Qui salire per sentiero a zig-zag, fino a vedere la parete poco distante. Attraversare un boschetto con massi e poi seguire la parete verso destra, in discesa. Dopo aver superato alcune falesie, si arriva all’attacco.
  • Attacco: in corrispondenza di un tratto ripulito, alla base di un diedro, a destra della più evidente rampa d’attacco della via Sandra. Nome della via sulla parete.
  • Discesa: seguire le tracce che entrano nel boschetto e salgono alla Croce di Ceniga. Da lì prendere a destra il sentiero 431 per Ceniga. Si scende su sentiero ripido, fino ad una forestale. Seguirla verso destra e ad un bivio si va a sinistra, ritrovando il sentiero percorso per l’avvicinamento. Si arriva così nei pressi del ponte romano e si torna a Ceniga. (0h30)
  • Difficoltà: 6a max. Proteggibilità: S1.
  • Sviluppo: circa 160 metri.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con due fix, qualcuna su albero. Lungo i tiri fix, cordoni e raramente chiodi. Friend non indispensabili, salvo voler aggiungere qualche protezione.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: ottimo calcare, roccia bella su tutta la via. Fare comunque attenzione a qualche masso e sasso instabile.
  • Periodo consigliato: fattibile tutto l’anno, ma in estate fa troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: D. Cabas, P. Masera, 2011.
  • Riferimenti bibliografici: Filippi D., Arco Pareti - Volume 1, Edizioni Versante Sud.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6a, 35 metri: seguire il diedro, con buone prese. Si passa una piccola pianta di fico e si arriva sotto un muretto verticale con fessura, da salire con decisione, per uscire a destra alla sosta su due fix con cordone.
  • Lunghezza 2, 5a, un breve tratto 5c, 30 metri: traversare a sinistra, per poi scendere leggermente e continuare a traversare. Si raggiunge un tratto facile e si sale ad un muretto liscio con passo delicato, fino alla sosta su terrazzino, su due fix con cordone.
  • Lunghezza 3, 5b, 35 metri: su per bei muretti, verso sinistra. Sosta su terrazzino, su albero con cordone.
  • Lunghezza 4, 5c/6a, 35 metri: salire il bel muro sopra la sosta, superando un paio di strapiombi ammanigliati. Sosta su albero con cordone.
  • Lunghezza 5, 5b, 25 metri: salire un bel muro, uscendo nel bosco sommitale, sosta su albero.
  • Note: via piacevole, ben protetta, con qualche discontinuità.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 20 novembre 2022 con Stefano Pozzati e Francesco Turri.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.