Valle Del Sarca, Parete Di Padaro (m.755) - via Apollo
Dettagli
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Accesso stradale:
autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Seguire per Mori-Arco di Trento, fino al paese di Arco. In alternativa si può arrivare anche dalla strada Gardesana Ovest che porta a Riva del Garda e da lì ad Arco. Provenendo dalla zona di Trento, si utilizza la strada che collega Trento alla Valle del Sarca.
Ad Arco individuare la strada che sale verso San Giovanni. Dopo il paese di Padaro, si va avanti in auto fino a quando la strada passa proprio sotto l’evidente parete. Si lascia l’auto in uno degli slarghi sulla strada. - Avvicinamento: salire verso la parete per una traccia di sentiero in prossimità del tornante, che dapprima attraversa un ghiaione e successivamente prendere la deviazione a destra in corrispondenza di un sasso con indicati i nomi delle vie (Apollo verso destra). Costeggiare la parete fino all’attacco della via, nome scritto alla base, e visibili i primi cordini. (0h10)
- Attacco: in prossimità della scritta "Apollo", sono visibili i primi cordini di protezione.
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Discesa:
dalla fine della via salire nel bosco leggermente a sinistra fino ad incontrare una traccia, seguirla verso sinistra (viso a monte) fino a individuare un grosso masso con contenitore d’acciaio con libro di via. Spostarsi a destra di qualche metro (viso a valle), trovando la prima sosta di calata.
Calata in corda doppia (indicazioni faccia a monte):- doppia da 20 metri fino ad una grossa cengia;
- si seguono tracce e indicazioni blu verso la successiva sosta di calata, che si raggiunge andando in discesa verso sinistra. Dopo un tratto nel bosco e zone con roccette facili da arrampicare in discesa si trova la sosta di calata;
- doppia da 40 metri fino alla successiva sosta di calata, leggermente a sinistra in corrispondenza di un albero;
- doppia da 55 metri impressionante nel vuoto, fino ad un grosso intaglio che deve essere superato per raggiungere un avancorpo staccato dalla parete;
- si scende nel bosco verso destra e si arriva alla base della parete.
- Difficoltà: VII+ (VI+ e A0).
- Sviluppo: circa 245 metri.
- Attrezzatura: soste a spit o su qualche clessidra. In via chiodi, clessidre e qualche friend. Necessari 12 rinvii e friend (meglio totem) per integrare la chiodatura, per L6 e L7 può essere utile un friend BD del 4.
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: autunno, inverno, primavera.
- Tempo salita: 4h00.
- Primi salitori: Heinz Grill, Franz Heiss e Florian Kluckner, 2007.
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Riferimenti bibliografici:
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Ottimo il sito di Heinz Grill: http://www.arrampicata-arco.com
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Grill H., Arrampicare nella valle del Sarca, Idea montagna, 2011.
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- Relazione
- Lunghezza 1, IV+: salire obliquando leggermente a sinistra seguendo la linea delle protezioni. Fino ad arrivare ad una cengetta. Sostare su due fix da collegare.
- Lunghezza 2, VI: dalla sosta abbassarsi leggermente verso sinistra e traversare in cengia fino a una clessidra, qui risalire la parete con delle bellissime gocce, obliquando a sinistra per prendere l'evidente diedro, seguirlo fino ad uscire sulla cengia boscata. Sosta su un fix con anello.
- Lunghezza 3, IV: risalire il boschetto fino ad una facile paretina, risalirla aiutandosi con una spaccatura, e all'uscita traversare su una placca a gocce fino alla sosta.
- Lunghezza 4, VI-: risalire la placca a gocce sopra la sosta, per i primi 3 metri non proteggibile, e un filo expo, dopodiché iniziare un traverso verso sinistra su una bellissima roccia a gocce fino a fare sosta in un grottino sotto il grande tetto.
- Lunghezza 5, VI: usciti dal grottino continuare a traversare a sinistra su bellissime canne, fino a superare uno strapiombino e continuare per roccia più appoggiata fino alla base di un grande lama.
- Lunghezza 6, VI+: tiro bellissimo e sicuramente di resistenza. Salire tutto il diedro fessurato con tecnica dulfer o incastro fino a sostare, al suo termine, alla base di un breve diedrino (non sostare sull'anello circa a metà lama).
- Lunghezza 7, VI: salire il bel diedro strapiombante, è possibile proteggersi con friend medi nella fessura a destra e sostare al suo termine.
- Lunghezza 8, VII+: la via originale continuerebbe con un traverso a destra (difficoltà fino al VI-) noi abbiamo preso la nuova variante seguendo un fix a sinistra che porta su una bellissima placca a gocce da risalire nella sua prima parte sulla destra per poi traversare a sinistra e per roccette più facili continuare fino alla sosta su una comoda cengia, al di sotto di un grosso tetto. (Fix e clessidra da collegare).
- Lunghezza 9, VI-: salire sopra la sosta e superare il tetto seguendo una fessura che lo taglia verso destra, per poi uscire in cima alla struttura e sostare su un anellone da collegare a una clessidra.
- Note: come tutte le vie di Grill anche questa si è rivelata una garanzia, la roccia è fotonica dall’inizio alla fine e risulta abbastanza difficile trovare un tiro brutto. Certamente le difficoltà non bassissime, così come la scelta degli apritori di posizionare le protezioni, in alcuni casi un po’ troppo distanti la rendono ingaggiosa quanto basta, ma quando si entra nel mood giusto, questa via diventa puro piacere dell’arrampicata, tra placche a gocce, canne, e fessure perfette. Sicuramente non è una delle classiche della valle del Sarca, ma a mio parere rappresenta quella via di mezzo tra l’arrampicata Plasir e Alpinistica (che Grill definisce ritmica), alla quale mi sento di dare 5 stelle.
- Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Ceriani Cerio95, da un’ascensione effettuata con Fabrizio Grimandi e Damiano Ortali il 12 maggio 2024 durante il Sarca Climbing meet del CAAI.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.