Valmalenco, Campo Moro, Pilastri del Lago - via ViaVai

Valmalenco, Campo Moro, Pilastri del Lago - via ViaVai

Dettagli

  • Avvicinamento: dal parcheggio posto sotto la diga di Alpe Gera (costo 6 euro, possibilità di lasciare la macchina lungo la strada prima dell’ultima galleria) raggiungere la diga e risalirla. Giunti al lago proseguire lungo la sponda destra (senza attraversare la diga). Dopo aver oltrepassato una galleria, sulla destra troverete una parete con varie scritte e spit di vie che iniziano; la via Viavai si trova prima di un pendio erboso, lungo la strada. (20 minuti dal parcheggio).
  • Attacco: scritta alla base lungo la strada, partenza in comune con la via Lily.
  • Discesa: dall’ultima sosta risalire dei salti rocciosi, mettendo le mani sulla roccia e seguendo degli ometti abbastanza visibili. Una volta usciti su un pianoro proseguire a sinistra. Seguendo gli ometti, superare un piccolo laghetto e per sentiero ritornare alla strada che costeggia il lago della diga di Alpe Gera, da lì sempre in discesa fino all’attacco della via.
  • Difficoltà: 6b (5c e A0).
  • Sviluppo: circa 250 metri.
  • Attrezzatura: 10/12 rinvii e materiale per collegare le soste. Inutili dadi e friend.
  • Esposizione: nord-ovest.
  • Tipo di roccia: serpentino.
  • Periodo consigliato: dalla tarda primavera all’autunno. La parete è esposta al sole di pomeriggio. Non consigliata dopo grandi piogge, ci vuole qualche giorno prima che asciughi completamente.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: Rossi A. e Parolini O.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5a, 40 metri: raggiungere il primo spit con un passo su roccia "scivolosa". Dal lì, prendere a destra (a sinistra prosegue la via Lily) e seguire gli spit fino alla comoda sosta.
  • Lunghezza 2, 4c, 25 metri: passare a sinistra sopra la sosta e risalire per placche.
  • Lunghezza 3, 5a, 20 metri: ancora dritti in placca.
  • Lunghezza 4, 5c, 25 metri: risalire la placca fino a un tettino, da oltrepassare a sinistra. Da lì in sosta.
  • Lunghezza 5, 5c, 25 metri: passare a sinistra per poi affrontare un muro verticale, fino a delle placche che portano a una grossa cengia dove si trova la sosta.
  • Lunghezza 6, 6b (5c e A0), 40 metri: tiro chiave della via, molto faticoso. Dopo un primo passo complicato, risalire il muro aggettante fessurato. Usciti da questo primo ostacolo, superare un secondo muro, leggermente più facile rispetto al primo. Continuare per placche semplici fino a un bel terrazzino; qui affrontare, come ultima difficoltà (a mio parere il passo più complicato), una pancia carente di appoggi per i piedi, ma con rinvio all'altezza del proprio bacino, utile anche per infilarvi un'eventuale fettuccia o cordino.
  • Lunghezza 7, 4c, 30 metri: salire le ultime placche fino alla sosta finale.
  • Note: tiro chiave ottimamente protetto, molto fisico da fare in libera, ma azzerando si riesce a passare da un rinvio all’altro. Volendo si possono concatenare i tiri centrali.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Claudio Boldorini, da una salita del 12 agosto 2023 con Alessio Guzzetti. Dopo essere discesi dalla cima abbiamo attaccato la vicina Via del Gaggia.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.