La Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido della Torre
dal 1975 al 2000
I primi corsi
L'idea di tenere dei Corsi di alpinismo o meglio di creare una Scuola di Alpinismo era stata accarezzata da alcuni di noi già nel 1970-71.
Se ne parlava a Legnano entusiasticamente tra Andrea, Berto, Elvio, Vittorio ed altri come di qualcosa che sarebbe servito ad allargare la base alpinistica della Sezione e a saldare ulteriormente, con una iniziativa forte, un rapporto di amicizia alpina già consolidato. L'idea era pienamente appoggiata dal Consiglio Sezionale: ma non poteva essere altrimenti visto che tutti i principali fautori dell'iniziativa, tranne Elvio iscritto al CAI di Castellanza, erano membri del Consiglio stesso.
D'altra parte Elvio assicurava che la cosa interessava anche il CAI di Castellanza e quindi senza dubbio l'iniziativa avrebbe potuto decollare con il patrocinio di entrambe le Sezioni.
Restava però irrisolto il problema forse più importante e cioè "cosa" e soprattutto "come" insegnare: tutti noi eravamo dei buoni alpinisti, Andrea addirittura era "accademico" ma da qui ad organizzare un corso ne correva... e poi mancava un Direttore che già allora doveva essere un Istruttore Nazionale di Alpinismo (INA) affinché il Corso stesso fosse riconosciuto e avesse il nulla osta da parte della Commissione Scuole del CAI.
Il problema fu risolto attraverso le amicizie di Andrea: il milanese Guido della Torre, oltre che INA, era anche Segretario della Commissione e, cosa fondamentale, era disposto a darci una mano e a portare tutta la sua esperienza didattica affinata nella lunga permanenza presso la Scuola Parravicini di Milano.
Partiva così, nel 1972, il primo Corso di Alpinismo patrocinato dalle Sezioni di Castellanza e di Legnano del CAI che vide una decina di allievi svolgere la prima lezione in Grigna con una solenne benedizione che ci inzuppò da capo a fondo: ma anche la pioggia doveva accrescere il "bagaglio di esperienza" ed esisteva ancora la "lotta con l'alpe"! Per essere in linea con la prima, anche l'ultima uscita, sulla "normale" del Badile, doveva essere coronata da una solenne tempestata!
Malgrado le inclemenze del tempo questa prima esperienza di Corso di Alpinismo, dopo quelle sporadiche fatte a Legnano ancora negli anni '30, era risultata positiva sotto tutti gli aspetti e l'iniziativa si riproponeva anche per i due anni successivi: 1973 e 1974.
Nel '73 anche la Sezione di Busto Arsizio aderiva alla organizzazione del Corso, allargando così la struttura, dandole maggiore solidità e possibilità di durare nel tempo.
Sorgeva nel frattempo la necessità di preparare istruttori titolati e quindi prima Andrea (nell'autunno del 1972, sfortunatamente senza successo), e poi Elvio (nel 1974 con esito positivo) parteciparono al Corso Nazionale per conseguire il titolo di INA.
Purtroppo il 14 agosto 1974 periva, travolto da una caduta di seracchi lungo la via Major sul versante della Brenva del Monte Bianco, Guido della Torre, alpinista di prim'ordine oltre che uomo "squisito": improvvisamente ci veniva a mancare un carissimo amico e un fondamentale punto di riferimento proprio nel momento in cui eravamo ormai decisi a fondare una vera e propria Scuola di Alpinismo stabile e strutturata sulla base delle prime positive esperienze. La decisione era molto pesante in quanto condizionava i nostri slanci di entusiasmo trasformandoli in un impegno pesante che doveva essere serio e duraturo: ci pareva una scommessa con noi stessi, ci metteva alla prova e ci obbligava ad agire con grande serietà per "non perdere la faccia".
Nasce la scuola Guido della Torre
Dopo lunghe discussioni, pareri, "distinguo" (e purtroppo anche lacerazioni) nasceva nel 1975 la Scuola dei CAI di Busto Arsizio, Castellanza e Legnano dedicata a Guido della Torre che tanto ci aveva spinto in questa direzione. Giuseppe Lualdi, del CAI di Busto, era nominato Direttore della Scuola mentre il primo Corso veniva diretto da Elvio Boreatti, INA del CAI di Castellanza.
Le finalità dell'iniziativa trovano riscontro nei dettami della Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo: insegnare a praticare la montagna nella massima sicurezza in tutti i suoi aspetti illustrando le tecniche di arrampicata su tutti i terreni, le manovre di corda e le tecniche di autosoccorso della cordata.
Accanto alle finalità tecniche, la Scuola si è posto anche l'obiettivo di diffondere "cultura" alpinistica cercando di affiancare alle tecniche propriamente dette, elementi che permettessero di conoscere l'ambiente alpino nella sua più ampia accezione, l'alpinismo e la sua storia, la necessità della protezione di un mondo caratterizzato da un equilibrio estremamente precario oltre che una mentalità lontana dall'approccio consumistico della montagna che oggi sta dilagando.
Anche le Sezioni potevano trarre beneficio da una iniziativa che diffondeva la conoscenza delle tecniche più progredite (erano gli anni in cui incominciava a diffondersi il "mezzo barcaiolo" come mezzo per una assicurazione dinamica della cordata, sistema poi diventato internazionale e ufficialmente riconosciuto dalla UIAA) e che facilitava la crescita di elementi alpinisticamente validi dando modo alle Sezioni stesse di diventare punto di riferimento per l'alpinismo della zona.
Al classico e ormai consolidato Corso di Roccia , si affiancano altre tipologie, come il Corso di Alta Montagna: ma altre iniziative andavano maturando.
La scuola Guido della Torre estende l'attività allo sci-alpinismo
Già da qualche tempo un gruppo affiatato di soci e Istruttori della Scuola praticava regolarmente lo Sci-Alpinismo come disciplina che, riportando lo sci alle finalità d'origine, permetteva di praticare la montagna anche in periodo invernale e primaverile quando ancora gli alpinisti classici, ad eccezione di quei pochissimi che si dedicavano alle "invernali", affilavano le armi in palestra in attesa dei cimenti estivi.
Nel 1977 Vittorio Bedogni, del CAI di Legnano, conseguiva il titolo di Istruttore Regionale di Sci Alpinismo (ISA) permettendo l'organizzazione, nel 1978, del primo Corso di Base con 7 allievi coronando l'attività con la salita al Cevedale. Nello stesso anno Vittorio acquisiva il titolo di INA e l'anno successivo, 1979, quello di Istruttore Nazionale di Sci-Alpinismo (INSA).
Lo Sci-Alpinismo veniva così a far parte degli insegnamenti della Scuola, ampliandone il campo di azione e permettendo sinergie tra tecniche alpinistiche e conoscenze diverse.
Si era in sintonia con una evoluzione delle Scuole del CAI che doveva culminare poi, a livello centrale, con la unificazione delle Commissioni Nazionali di Alpinismo e di Sci-Alpinismo.
Questo permetteva di avere istruttori con una preparazione più estesa, toccando argomenti legati alla montagna in tutti i suoi aspetti, sia invernali che estivi, accrescendo il patrimonio di conoscenze della Scuola stessa.
Le attività ormai procedevano con regolarità ed entusiasmo; la Scuola, che per questioni logistiche aveva la sua Sede presso il CAI di Legnano, diventava sempre più punto di riferimento tanto è vero che si incominciavano ad annoverare istruttori appartenenti a Sezioni del CAI diverse da quelle patrocinatrici come Bollate, Gorla, Milano.
Il livello tecnico-didattico del Corpo Istruttori migliorava costantemente mediante continui aggiornamenti sia pratici che teorici permettendo a molti di noi anche l'acquisizione di titoli ufficiali concessi CAI sia a livello regionale che nazionale.
La spedizione all'Annapurna III, m.7555
A dieci anni dalla sua fondazione la Scuola si sente all'altezza di tentare una via nuova su una montagna himalayana: dopo varie analisi e discussioni la scelta cade sull'Annapurna III per il suo sperone Sud-Ovest, ancora inviolato.
Si tratta di una bellissima via con una parte inferiore di roccia, una mediana di ghiaccio e una finale di misto con una lunga cresta culminante nella vetta dopo 2500 metri di dislivello.
Oltre a Maurizio Maggi, Capo Spedizione, ne facevano parte Vittorio Bedogni, Elvio Boreatti, Massimo Caslini del CAI di Carate Brianza, Francesco Ferrari, Battista Scanabessi del CAI di Brembilla (BG) ed Ezio Goggi del CAI di Milano quale medico.
La spedizione lasciava l'Italia il 4 Settembre 1986 alla volta di Katmandu in Nepal e quindi di Pokara da dove, a piedi, raggiungeva il campo base a 4000 m.t. ai piedi della montagna.
Tutto procedeva per il meglio ed era già stata raggiunta la quota di 6300 m.t. e superate le difficoltà maggiori, quando, la mattina del 26 settembre, la caduta di un seracco travolgeva Massimo Caslini mettendo fine a tutto: non c'era più motivazione per completare la spedizione, si era rotto il "giocattolo" e il seracco, con Massimo, si era portata via anche tutta la nostra voglia di raggiungere la vetta!
La scuola progredisce e la famiglia si allarga: Saronno e Parabiago ne vengono a far parte
Ma la vita della Scuola continua e i corsi si susseguono: si arriva anche a fare 3 corsi nello stesso anno tra alpinismo e sci-alpinismo.
Nel frattempo i nulla-osta da parte della Commissione Nazionale di Alpinismo e Sci-Alpinismo richiedono condizioni sempre più strette: i permessi vengono rilasciati solo a strutture permanenti in grado di assicurare e mantenere una preparazione qualificata del Corpo Istruttori sotto la direzione di Istruttori Nazionali. Questa rivoluzione provoca grosse ripercussioni in varie Sezioni del CAI, non in regola con i nuovi dettami, spingendone molte ad associarsi per riuscire a far sopravvivere una Scuola.
Ma la "Guido della Torre" aveva precorso i tempi: già 15 anni prima aveva creato una delle prime Scuole multisezionali in Italia, giungendo con le carte perfettamente in regola all'appuntamento e continuando così regolarmente la sua attività.
La vicina Sezione di Saronno si trova in situazione critica per quanto riguarda i Corsi di sci-alpinismo ed ecco che la "Guido della Torre" diventa lìancora di salvezza per quella iniziativa che vantava ormai anni di attività: così nel 1995 anche Saronno viene a far parte della Scuola, apportando istruttori ed esperienza.
Nel 1998 la famiglia si allarga ancora e Parabiago, da poco diventata Sezione dopo anni di collaborazione con Legnano di cui era Sottosezione, entra a pieno titolo tra le Sezioni patrocinanti la Scuola.
Siamo ai giorni nostri e la Scuola continua nella sua opera di istruzione: sono ormai più di 900 gli allievi che hanno potuto apprendere i rudimenti delle tecniche alpinistiche o migliorare le proprie capacità attraverso l'opera appassionata di un corpo istruttori qualificato, mantenuto preparato ed aggiornato con uscite appositamente organizzate, in modo da rispondere nel modo più professionale possibile alle differenti richieste che il mondo della montagna oggi esige.