Albigna, Pizzo Frachiccio (m.2700) - via Schildkrote (Tartaruga)

Albigna, Pizzo Frachiccio (m.2700) - via Schildkrote (Tartaruga)

Dettagli

  • Accesso stradale: percorrere la SS36 dello Spluga fino a Chiavenna e da qui imboccare la SS37 del Maloja fino a Pranzaira (2 Km dopo Vicosoprano), dove c'è il parcheggio della funivia di servizio della diga. (Si veda: https://www.bregaglia.ch/it/?option=com_content&view=article&id=271:seilbahn-und-stausee-albigna&catid=2:uncategorised&lang= per informazioni su orari e prezzi)
  • Avvicinamento: dall'uscita della funivia salire alla diga e costeggiare il lago sulla sx orografica (segnavia bianchi e blu). Proseguire sul sentiero abbastanza agevole fino ad arrivare ad un valloncello con catene e scalette perfettamente attrezzate. Superato questo, il sentiero degrada leggermente e sulla dx vi è una grande placca dove parte la via. (0h45)
  • Attacco: sull'estrema sx della grande placca, a qualche metro di altezza, nei pressi di una lama, si nota una vistosa freccia blu, e, più in alto, una sbiadita freccia rossa.
  • Discesa: dall'evidente intaglio si scende per traccia e disarrampicando circa 45/50 metri (molto expo e molto delicato, fare moltissima attenzione) fino ad incontrare a sx (faccia a monte) un ometto ben visibile. Da questo andare a sx, sempre faccia a monte, per 2/3 metri: dietro un pilastrino si trova la calata. Una sola doppia da 60 metri (oppure 2 da 30 metri con sosta intermedia attrezzata) vi deposita sul ghiaione basale, da cui scendere fino ad incrociare il sentiero che vi riporterà alla base. (0h45)
    Da qui alla funivia servono altri 45 minuti (attenzione agli orari della funivia).
  • Difficoltà: 5c/6a (5c obbl.).
  • Sviluppo: circa 600 metri.
  • Attrezzatura:  N.D.A. (normale dotazione alpinistica) ed una serie di friends fino al 2 BD.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno.
  • Tempo salita: 5h00/6h00.
  • Primi salitori: C. Haller, B. Hartmann, H. Utelli, 05/08/1988.
  • Riferimenti bibliografici: Gaddi A., Masino-Bragaglia Vol. II (attenzione: la relazione presentata tende a minimizza le difficoltà effettive della via)
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5c/6a, 45 metri: partire prendendo la lama e risalirla sino al suo termine, ora andare a dx a prendere lo spit, alzarsi e seguire le protezioni (integrabili) deviando leggermente a sx, mirando ad un tettino dove si sosta.
  • Lunghezza 2, 5c, 45 metri: rimontare il muretto con un passo deciso a prendere delle lame, seguirle alzandosi e deviando man mano a dx. Al termine di esse si incrocia un tetto traversare decisamente a dx ed individuare la sosta dietro il pilastrino. Sosta poco visibile.
  • Lunghezza 3, 5b/c, 45 metri: partire dritti a prendere le evidenti lame sopra la sosta seguirle fino a che non muoiono e quindi andare leggermente a sx e salire fin sotto un muretto dove si sosta.
  • Lunghezza 4, 5c/6a, 50 metri: partire superando il muretto sopra la sosta per bellissime lame, al loro termine si risale una rampa verso sx fino ad arrivare ad una placca compatta. Traversare a sx mirando allo spit distante 5/6 metri (traverso expo, non salire) raggiunto questo su dritti ancora per placca delicata sino in sosta.
  • Lunghezza 5, 5b, 50 metri: ora in piena parete la roccia si abbatte leggermente e si segue una bellissima placca a quarzi e funghi per una lunghezza facile ma con roccia stupenda.
  • Lunghezza 6, 5a, 50 metri: e' la copia del tiro precedente con qualche passo più facile.
  • Lunghezza 7, 5b, 45 metri: la placca continua nel suo essere lavorata, ma verso la metà si impenna un pochino e volge leggermente a sx mirando allo spigolo. Roccia sempre lavoratissima.
  • Lunghezza 8, 5b, 25 metri: partenza sempre in placca poi pian piano diventa più delicata e verticale alzandosi va leggermente a sx incrocia delle lamettine e sosta sotto un tettino. A questo punto le soluzioni per la lunghezza successiva sono due.
  • Lunghezza 9, 5a, 55 metri: salire dritti allo spit poi aggirare a sx il muro a lame sopra di voi restando bassi seguire le rocce rotte (attenzione a non muovere sassi) sempre verso sx. Alzarsi ora dritti mirando alla grande placca sopra di voi (tiro facile ma poco intuibile e su rocce delicate. Tranne il primo spit è interamente da proteggere, allungare bene le protezioni per non creare attrito). Sosta completamente a dx (poco pratica) o alla base della placca su singolo spit.
  • Lunghezza 9bis, 5b, 45 metri: dalla sosta salire dritti per le evidenti lame sopra di voi fino ad incrociare la sosta alla fine del muro (cordini spit e chiodo) da qui appena sotto (5 metri) vi è una sosta a spit da attrezzare che permette, disarrampicando, di arrivare alla cengia dell'evidentissima placca, dove all'estrema dx vi è la sosta. Anche qui dopo il primo spit tiro interamente da proteggere (soluzione da noi non verificata).
  • Lunghezza 10, 5c/6a, 50 metri: si parte in placca delicata per una decina di metri poi si mira a sx alla bella fessura che si segue fino alla sua fine dove a sx parte un'altra piccola fessura che si prende fino ad arrivare in sosta. Tiro superlativo di grande soddisfazione. Pochi spit, occorre integrare bene.
  • Lunghezza 11, 5b, 45 metri: si esce dalla sosta andando decisamente a sx mirando a dei muretti che si superano fino ad arrivare ad una comoda cengetta dove si sosta.
  • Lunghezza 12, 6a+, 40 metri: partenza di decisione a superare il muretto verticale e un pochino aggettante, quindi andare a sx fino sotto ad un muro a lame verticali e appena strapiombanti. Con arrampicata fisica ma estetica si superano queste in piena esposizione fino a che si abbatte una placca con un muretto verticale ove si trova la sosta.
  • Lunghezza 13, 5b, 60 metri: ora salire dritti per lame fino ad un muretto aggettante, superare questo con un passo fisico e tecnico e prendere le lame di cresta per seguirle fino ad individuare l'intaglio dove finisce la via. E' consigliabile sostare su spuntone sulla verticale del tiro e poi traversare verso l'intaglio, così si evitano gli attriti delle corde e si sente meglio il compagno. Sosta su spuntone.
  • Note: bella via prevalentemente in placca ma che riserva anche qualche tratto su lame, fessure ed uno strapiombino. Ben protetta a spit, un po' "lunghi" nei tratti più facili, tranne che per la decima lunghezza dove occorre qualche friend medio se si vogliono evitare dei bei "viaggi" tra una protezione e l'altra.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Antonio Malandri, da una ripetizione del 13 agosto 2015 con Renato Corti, Michele Moscatelli, Alessio Guzzetti. Revisione relazione di Riccardo Girardi, da una ripetizione del 31 luglio 2022 con Susanna Martinelli e Claudio Boldorini.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.