Albigna, Punta Albigna (m.2824) - via Tempi Moderni

Albigna, Punta Albigna (m.2824) - via Tempi Moderni

Dettagli

  • Accesso stradale: da Chiavenna superare la frontiera con la Svizzera di Castasegna e proseguire per una decina di chilometri fino in località Pranzeira, da dove parte una piccola funivia di servizio per la diga dell'Albigna. La funivia effettua servizio dal 1° giugno al 30 settembre, dalle ore 7,00 alle ore 16,45. La corsa di andata e ritorno costa 18 franchi svizzeri: avevo letto da più parti che accettavano solo franchi, ma ho visto qualcuno pagare in lire. E' comunque semplice cambiare valuta in frontiera (accetteranno euro dall'anno prossimo?). In alternativa è possibile salire a piedi per sentiero in 2h00/2h30.
  • Avvicinamento: dall'arrivo della funivia seguire la strada sterrata che sale verso la diga e l'attraversa, raggiungendo il rifugio Albigna. (0h30)
    Dal rifugio, lasciando il lago sulla propria destra, scendere nel vallone verso la Punta dell'Albigna, seguendo un vecchio tubo parzialmente interrato, e lasciandolo in corrispondenza di alcuni ometti, scendendo per erbe e rocce ad attraversare un ampio torrente. In caso di difficoltà punti di attraversamento più agevoli si possono trovare risalendo il torrente. Traversare quindi per tracce di sentiero verso destra in direzione delle placche che scendono dalla Punta dell'Albigna, traversando alcuni nevai (abbastanza estesi all'epoca della nostra ripetizione). (1h00/1h15, in funzione delle difficoltà nell'attraversamento del torrente).
  • Attacco: in corrispondenza di una placca che scende dal versante nord-ovest, al limite della neve.
    I nomi delle vie Meuli e Moderne Zeite sono segnati in rosso alla partenza. Dopo il primo tiro, in caso di doppie linee di spit, scegliere sempre quella di destra, altrimenti si finisce sulla via Meuli. La via non arriva fino in cima alla punta dell'Albigna, ma solo sopra il netto avancorpo.
  • Discesa: seguendo ometti e tracce di sentiero si scende verso destra (viso a valle) attraversando anche alcune placche che richiedono un po' di attenzione e la ricerca del punto migliore (l'attraversamento è sicuramente problematico con neve o sotto la pioggia). Si scende poi nel vallone attraversato il mattino, scavalcando nuovamente il torrente, seguendo il vecchio tubo fino al rifugio e da lì alla partenza della funivia. (1h00-1h30)
  • Difficoltà: max V.
  • Sviluppo: 11 lunghezze, per circa 360 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: soste spittate, in via chiodatura buona, per lo più a spit. Utili dadi e friend.
  • Esposizione: nord-ovest. Pensavamo che la via fosse all'ombra, ma, attaccando verso le 11.00, si ha invece il sole di fronte per tutta la salita: consigliati gli occhiali da sole!
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: estate e, probabilmente, inizio dell'autunno.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: B. Falett, R. Lampert, 1990.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Jürg von Känel, Schweiz Plaisir, Edition Verlag Filidor
    • F. Giacomelli, R. Rossi, Albigna 2, Edizioni Albatros, 1992
  • Cartografia: Kompass n° 92 - Chiavenna - Val Bregaglia
  • Relazione
  • (nota: le difficoltà e lunghezze riportate sono riprese dal primo riferimento bibliografico indicato: Schweiz Plaisir. Tra parentesi le difficoltà indicate invece su Albigna 2)
  • Lunghezza 1, V- (IV+), 30 metri: salire per fessura lungo il filo dello spigolo, che più in alto si allarga presentando alcuni delicati passi in placca. Proseguire leggermente in obliquo a destra, verso il fondo del diedro che sale da destra, fino alla sosta su due spit da collegare, in corrispondenza di una fessura orizzontale che prosegue in placca verso destra. Alcuni delicati passi obbligati in placca.
  • Lunghezza 2, IV (IV-), 45 metri: attraversare a destra usando la fessura, salire ad uno spit e spostarsi ancora a destra oltre lo spigolo. Salire fino ad un secondo spit, poi per terreno via via più semplice, in obliquo a sinistra ripassando lo spigolo, fino alla sosta su anellone cementato piu spit posto in un canale/diedro.
  • Lunghezza 3, V (V-), 30 metri: salire l'ampio e abbattuto spigolone fin sotto ad una placca. Salire la placca e passare poi nel diedro a sinistra. Salire ancora di alcuni metri fino ad uno spit sotto il netto strapiombo, e uscirne a sinistra. Per rocce più semplici in sosta.
    Durante la nostra ripetizione abbiamo trovato il tratto più complicato (placchetta/diedro sotto lo strapiombo) bagnati... In questo tratto la chiodatura è buona, ma il diedro presenta comunque una fessura di fondo in cui è possibile aggiungere qualche protezione in caso di necessità.
  • Lunghezza 4, IV- (IV-) poi più semplice, 50 metri: salire per placche semplici leggermente in obliquo verso destra fino ad una sosta su due spit: moschettonarla e scendere a destra su una cengia, traversando poi in orizzontale verso destra per una decina di metri fino ad un'altra sosta. Inutile spezzare la lunghezza in due parti.
  • Lunghezza 5, V- (V-), 25/30 metri: con percorso decisamente poco logico la via non sale lo spigolo sopra la sosta, ma si sposta a destra in piena placca, che si risale al centro (tre spit un po' distanziati e poco visibili). Al suo termine la placca si stringe fino ad arrivare sotto muretti verticali e strapiombi: sosta poco visibile a destra su un chiodo ed uno spit.
  • Lunghezza 6, IV- (IV-), 30 metri: salire in obliquo a destra superando una paretina e arrivando ad un terrazzo. Ancora in obliquo verso destra fino ad una grande placca, alla base di una netta fessura. Lunghezza non difficile, ma nessun chiodo.
  • Lunghezza 7, IV (IV-), 35 metri: risalire la fessura (dadi e friend medio/grossi) fino ad uno spit: continuare a salire fino alla base di uno strapiombo, dove una larga fessura consente di traversare quasi orizzontalmente verso sinistra in modo molto agevole fino alla sosta.
  • Lunghezza 8, V (V-), 25 metri: aggirare lo spigolo a sinistra e seguire delle fessure oblique verso sinistra, salendo poi in verticale dove sembra più opportuno, fino ad un'ampia terrazza.
  • Lunghezza 9, IV- (IV-), 25 metri: salire per semplice placca compatta (un chiodo ed uno spit). Due spit di sosta.
  • Lunghezza 10, III (III), 30 metri: salire in obliquo verso sinistra (passando a sinistra di alcuni spuntoni) fino a superare lo spigolo: sosta poco oltre, assolutamente non visibile!
  • Lunghezza 11, V- (V-), 35 metri: traversare a sinistra (chiodo in placca sotto uno strapiombo) poi, dopo qualche metro, spit sopra un netto gradino. Da lì è possibile salire direttamente in placca (difficile) oppure spostarsi un po' a sinistra e risalire poi obliquamente verso destra fino al chiodo successivo, sfruttando alcune fessure che salgono obliquamente. Proseguendo poi per lo spigolo si arriva al termine della via (libro di via, cordino in clessidra "trapanata").
  • Da qui proseguire in orizzontale per una cinquantina di metri fino alla base di un enorme camino. Risalirlo integralmente (passi di II) per 60/70 metri fino ad uscire sull'avancorpo della punta dell'Albigna. Ad inizio stagione il canalone è sicuramente innevato.
    Da qui è possibile proseguire per la cima della punta dell'Albigna (roccette e cinque lunghezze di III/IV, almeno altre due ore; per dettagli sulla salita e l'itinerario di discesa si veda Albigna 2) o scendere come descritto.
  • Note: bella via, ben chiodata, su roccia buona ed in ambiente grandioso. Attenzione ai temporali pomeridiani e agli orari della funivia.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 29 luglio 2001. Agosto 2019: alcuni aggiornamenti (seconda lunghezza e attacco della via) su segnalazione di un gentile ripetitore (sig. Olivier Colaye) che ringraziamo.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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