Albigna, Pizzo Spazzacaldera (m.2487) - vie Cresta nord-est e Dente

Albigna, Pizzo Spazzacaldera (m.2487) - vie Cresta nord-est e Dente

Dettagli

  • Accesso stradale: da Chiavenna superare la frontiera di Castasegna con la Svizzera, e proseguire per una decina di chilometri fino in località Pranzeira, da dove parte una piccola funivia di servizio per la diga dell'Albigna. La funivia effettua servizio dal 1° giugno al 30 settembre, dalle ore 7,00 alle ore 16,45 (ma in discesa, di solito, continua ad andare fino a smaltire tutte le persone presenti). In alternativa è possibile salire a piedi per sentiero in 2h00/2h30.
  • Avvicinamento: dall'arrivo della funivia seguire la strada cementata, parzialmente ingombra di blocchi, che va in piano verso destra (parete est dello Spazzacaldera), mirando ad un evidente cono di erbe e detriti. Passare sotto il cono, da destra a sinistra e, quasi al suo limite sinistro, rimontarlo per sentierino fino a dei gradoni rocciosi. Salirli fino ad un muretto più verticale: spit e un paio di metri di corda fissa. Seguono circa 60/70 metri di sentiero a gradoni fino a tornare a sinistra alla base di una placca. Spit di sosta. (0h30)
  • Discesa: dalla cima del Dente ci si cala con una doppia sull'altro versante: 25 metri, in buona parte nel vuoto.
    Per rocce rotte a destra (viso a monte) aggirando la base della Fiamma. Continuare a traversare a destra, inizialmente in piano, poi in leggera discesa, fino ad una sella. Ometto. Se si sono lasciati gli zaini alla base del Dente, scendere a sinistra per recuperarli, altrimenti scendere direttamente a destra per ripido sentiero, con qualche tratto di arrampicata, sentiero che riconduce alla strada che scende dalla diga.(0h40)
  • Difficoltà: max V/V+ e A0.
  • Sviluppo: 9 lunghezze, per circa 350 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: via discretamente protetta: soste attrezzate, o facilmente attrezzabili su comodi spuntoni. In via chiodi e spit, utile qualche friend e dado.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: estate ed inizio dell'autunno.
  • Tempo salita: 4 ore.
  • Primi salitori: A. H. Sommer, 1928.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Jürg von Känel, Plaisir Sud, Edition Filidor, 2000
    • AAVV, Arrampicate sportive e moderne in Valtellina Valchiavenna Engadina, Edizioni Versante Sud, 1999
    • F. Giacomelli, R. Rossi, Albigna 2, Edizioni Albatros, 1992
  • Cartografia: Kompass n° 92 - Chiavenna - Val Bregaglia
  • Relazione
  • (difficoltà e lunghezze dei tiri parzialmente riprese dal terzo riferimento bibliografico indicato - Albigna 2)
  • Lunghezza 1, IV, V, V+, 40 metri circa: lunghezza prevalententemente in placca, abbastanza chiodata (spit) con un risalto delicato a metà. Sosta sullo spigolo.
  • Lunghezza 2, IV+, 45 metri circa: entusiasmante lunghezza su spigolo, con qualche breve tratto sulla placca a sinistra dello spigolo, magnificamente lavorata. Sosta su una terrazza poco sopra un intaglio. Chiodatura buona a chiodi e qualche spit.
  • Lunghezza 3, II, 50 metri: scendere a sinistra (rispetto al senso di salita) ed entrare in un'enorme spaccatura, salendo per blocchi. Quando il percorso inizia a diventare un po' ripido, uscire a destra e scendere ad un'ampia cengia, costeggiando una parete solcata da fessure, fino ad arrivare a dei blocchi, su cui attrezzare la sosta.
  • Lunghezza 4, V, IV+, 30 metri: salire direttamente in dulfer per fessura: un paio di movimenti atletici, poi più semplice. Al termine della fessura a destra (chiodo) e poi a sinistra per fessure più semplici fino ad una cengia: chiodo di sosta. Fino a quì si può anche arrivare per la cengetta da sinistra, effettuando, a partire dall'intaglio al termine del secondo tiro, due lunghezze di II, III+, anzichè un unico tiro da 50 metri. Dal chiodo della sosta (salendo direttamente non vale la pena fermarsi) si prosegue per fessure (qualche sasso mobile, uno spit) e lame fino a superare un muretto. Dopo pochi metri chiodo di sosta, con anello, sulla sinistra.
  • Lunghezza 5, III+, circa 50 metri: salire per placche verso sinistra (uno spit di passaggio) alzandosi un po' verso la cresta (a sinistra) fino ad alcuni spuntoni, su cui attrezzare la sosta.
  • Lunghezza 6, IV, circa 50 metri: non proseguire dritto ma salire a sinistra per placche e lame fino ad un vecchio chiodo, e poi a sinistra ad uno spit, da cui si ritorna in cresta (eventualmente mirare direttamente allo spit, evitando il chiodo). Seguire il filo della cresta (molto bello), scendendo a tratti sul suo lato destro, fino ad una zona di spuntoni: sosta da attrezzare.
  • Lunghezza 7, III+, circa 50 metri: proseguire per lo spigolo stando sul suo lato destro, fino ad un intaglio. Da lì salire per placche semplici fino alla cima della torre.
  • dalla cima effettuare una doppia da 10 metri sul versante opposto. Traversare quindi sul versante est (cioè a sinistra) per tracce di sentiero risalendo ad una sella e scendendo per rocce e tracce sotto la base del Dente (spit visibili).
    Se non si vuole scalare il Dente, proseguire ancora e risalire verso destra (rispetto al senso di marcia) raggiungendo una sella, che si scavalca e da cui si scende per ripido sentiero, con qualche tratto di arrampicata.
  • Lunghezza 8, V- (secondo la guida, forse qualcosa di più), 25 metri: risalire alcuni massi e prendere una netta fessura che si risale per alcuni metri (spit) traversando poi a sinistra, seguendo una lama staccata che si contorna a sinistra, e si usa poi per salire alla cengia: possibile sosta. Evitare di fermarsi e proseguire per fessura obliqua a destra, o per fessura obliqua a sinistra, arrivando ad un comodo terrazzo sotto la cuspide del dente. Sosta su spuntoni ed uno spit.
  • Lunghezza 9, VII- (6a+ in scala francese)(V/A0), 20 metri: la cuspide del dente è costituita da una placconata leggermente appoggiata solcata da fessure verticali, ben chiodata, ma faticosa e dolorosa: qualche incastro di mano e di piede. Alcuni tratti azzerabili con fatica.
  • Note: la prima lunghezza costituisce una variante di attacco non banale: il percorso originale sale il canale erboso a sinistra della placca, per arrivare direttamente all'attacco della seconda lunghezza.
    Anche la prima parte della quarta lunghezza è una variante, peraltro molto bella: solo giunti alla cengetta ci siamo resi conto che da essa arrivava il percorso descritto nella relazione...
    Complessivamente si tratta di una bella via in un ambiente grandioso, con alcuni tratti magnifici (per esempio la seconda lunghezza)
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 21 settembre 2003.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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