Antimedale (m.780) - via degli Istruttori o via di Marco o via Dinoia
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco prendere la strada che sale in Valsassina, raggiungendo la frazione di Laorca. Al secondo marcato tornante (ampio slargo) svoltare a sinistra e seguire la strada per 200/300 metri, fino ad un parcheggio.
- Avvicinamento: dal fondo del parcheggio imboccare una stradina (quella più a sx, indicazioni per Medale/Ferrata del Medale). Arrivati di fronte ad una chiesa, proseguire a dx sempre per stradina che costeggia un cimitero e diviene poi un sentiero, raggiungendo e superando l'ex rifugio Medale. Proseguendo si raggiunge la strada sotto le reti paramassi, che si segue in salita verso dx fino ad incrociare il sentiero che scende dal retro del Medale (a destra) e quello che porta all'attacco della ferrata del Medale (cartello). Seguire questo secondo sentiero, passando alla base del Medale (il sentiero rimane scostato dalla parete) superando l'attacco della ferrata, e risalendo poi verso destra (secondo il senso di marcia) il canale dell'Antimedale. (0h30)
- Attacco: e' il primo che si incontra sulla destra, ampio spiazzo.
- Discesa: dall'uscita si scende a sinistra (catena): segni rossi, cavi metallici e catene riconducono al canale. Si faccia attenzione a non smuovere sassi! (0h20)
- Difficoltà: VI+ (V+ e A0).
- Sviluppo: 6 lunghezze, per circa 220 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: buona a fittoni resinati e chiodi. Soste attrezzate con fittoni resinati e catene. Portare 14 rinvii, qualche nut e friend (varie misure).
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: calcare
- Periodo consigliato: via percorribile tutto l'anno, ma sconsigliata d'estate (troppo caldo). A fine dicembre la parete prende sole dalle 8.45 circa. A metà novembre è al sole dalle 8.15, a fine novembre è al sole già dalle 8.30.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: Raffaele Dinoia, Angelo Rocca, 1978.
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Riferimenti bibliografici:
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Pesci E., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2006
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Pietro Corti, Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
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Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
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Meciani L., Pesci E., Arrampicate moderne nel lecchese, Melograno Edizioni, 1992
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Casari V., Dinoia L., Arrampicate scelte nel lecchese, Milano, 1985
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- Cartografia: Kompass n° 105, Lecco-Valle Brembana
- Relazione
- Lunghezza 1, III+, III, 50 metri: salire con percorso non obbligato delle facili placche adagiate e gradoni (2 fittoni resinati, una clessidra), oltrepassare una prima sosta con catena e proseguire agevolmente fino alla base di una placca verticale a buchetti dove si sosta, sempre su catena.
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Lunghezza 2, IV, IV+, 40 metri:
dalla sosta salire la placca obliquando a destra (passaggio delicato), poi in verticale più facile (fittoni resinati). Sosta su comoda cengia. In caso di affollamento è possibile utilizzare la S0 della via Stelle Cadenti posta un paio di metri più a destra.
Dalla sosta è anche possibile salire dritti (fittone subito a sx, altrimenti inutilizzato) risalendo un vago diedrino aperto, e raccordandosi poco sopra al resto della lunghezza. - Lunghezza 3, IV+, 30 metri: dalla sosta obliquare a sinistra fino ad un fittone, salire poi in verticale per un diedrino cespuglioso (attenzione ai rovi!) fino a portarsi a pochi metri di distanza da una grossa pianta (fittone). Ignorare i fittoni che salgono a destra della pianta, e salire obliquamente a sinistra per rampa, con percorso logico ed evidente, rimontando infine dei massi erbosi (qualche sasso mobile) fino a sostare alla base di un piccolo tetto squadrato. In questo tratto obliquo si trova un solo fittone resinato a metà, non visibile dal basso.
- Lunghezza 4, VI (A0), V+, 20 metri: superare direttamente il tetto sfruttando un'ottima maniglia nascosta nella fessura in alto a destra, con bella dulfer proseguire per qualche metro sulla splendida fessura, poi verticalmente su placca tecnica di piedi fino ad una piccola cengia dove si sosta. Il tetto è molto unto, ma ben protetto, è comunque possibile superare la difficoltà in A0.
- Lunghezza 5, IV+, VI-, V+, 40/45 metri: dalla sosta obliquare a sinistra per placche, portarsi alla base dell'evidente diedro verticale a destra del grande tetto. Salire con difficoltà l'ostico diedro sfruttando in principio una piccola fessura al centro e successivamente delle piccole tacche piuttosto distanziate. Le difficoltà decrescono a metà, in corrispondenza del tetto a sx, verso cui è eventualmente possibile traversare per sostare sotto di esso (sosta della vicina via Chiappa). Si prosegue nel diedro, ora su buone fessure, arrivando infine (fittone) ad una placchetta appoggiata, chiusa da uno strapiombino aggirabile a dx (utile un friend piccolo) per rientrare poi a sx su una comoda cengia ove si sosta.
- Lunghezza 6, V+, VI-, VI+(A0), 35 metri: dalla sosta salire in verticale per placca con buoni appigli fino ad un chiodo, traversare orizzontalmente a sinistra su placca tecnica a listelli (chiodi) cercando di rimanere piuttosto bassi fino a raggiungere la base di un ostico diedrino un po' lucido ma ben chiodato. Salire in verticale sfruttando qualche buon appiglio nascosto oltre il pilastrino a sinistra e successivamente delle buone maniglie al centro, raggiungere l'ultima sosta posta sul ciglio della parete.
- Note: bella via su roccia buona ma unta nei tratti più impegnativi. Si consiglia di scegliere una giornata invernale, serena e senza vento e di essere all'attacco poco prima che la parete prenda il sole (evitando così l'affollamento).
- Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, 17 Novembre 2007. Revisione: 26 novembre 2022.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.