Antimedale (m.780) - via Quo vadis? Ubi me paret!
Dettagli
- Accesso stradale: dalla città di Lecco seguire le indicazioni per la Valsassina e in salita uscire dalla città. Presso un netto tornante a destra imboccare a sinistra una strada che conduce a Rancio (via Quarto). Seguire la via sino ad un primo piazzale ed imboccare verso monte, a destra, una ripidissima strada asfaltata con stanga aperta all’inizio, e seguirla fino ad arrivare nei pressi di una stanga chiusa, dove se c’è spazio è possibile parcheggiare (ma non ostacolare il transito!). Lo spazio è spesso occupato ed allora conviene parcheggiare più a valle, negli slarghi presenti.
- Avvicinamento: superare la stanga chiusa e seguire la strada fino ad uno slargo, dove bisogna prendere una sterrata a sinistra, che porta verso il Monte S. Martino. Dopo qualche centinaio di metri, imboccare a destra una traccia ripida nel bosco, che seguita porta oltre le reti paramassi e poi sulle ghiaie che scendono dall’evidente ghiaione dell’Antimedale. Salire seguendo sempre un sentierino, evitare a destra una traccia che conduce alla Ferrata Alpini della Medale, e continuare a salire. La prima traccia che taglia a destra porta all’attacco della Via degli Istruttori (chiamata anche "di Marco" oppure "Dinoia"). (0h15)
- Attacco: nei pressi di un muretto, con evidente spiazzo ripulito alla base.
- Discesa: dalla sosta salire delle facili roccette a sinistra, quindi continuare in traverso, anche in discesa, fino ad una catena. La si segue e si continua a seguire le tracce, in salita e poi in piano, per poi traversare seguendo un vecchio cavo metallico. Si scende su terreno ripido e si arriva ad una catena, che porta ad un canale. Un breve traversino a sinistra, attrezzato, porta alla traccia di sentiero nel canale, che seguita in discesa arriva alla base della parete. Da lì tornare alla macchina. (0h30)
- Difficoltà: VI+, A0, A1, in libera fino a VII+/VIII- circa. Proteggibilità: R2-R3
- Sviluppo: 100 metri e 130 metri della Via degli Istruttori.
- Attrezzatura: soste su fix e chiodi. Nei tiri chiodi e pochi fix. Portare una serie di friend fino al n°3 BD. Eventualmente portare una staffa, ma non indispensabile. Non abbiamo usato martello e chiodi, ma potrebbero tornare utili in caso di fuoriuscita di un chiodo.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: calcare. Roccia buona e ruvida.
- Periodo consigliato: primavera, autunno, inverno nelle giornate assolate.
- Tempo salita: 3h30
- Primi salitori: Paolo Vitali, Luigi Fantoni, 24/03/1985. Ripresa con varianti da Fabio Valseschini nel 2016.
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Riferimenti bibliografici:
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http://larioclimb.paolo-sonja.net/falesie_lecco/antimedale/index.html
- Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud
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- Cartografia: Kompass n° 105, Lecco-Valle Brembana
- Relazione
- Via Istruttori
- Lunghezza 1, III+, III, 50 metri: salire con percorso non obbligato delle facili placche adagiate e gradoni (due fittoni resinati, una clessidra), oltrepassare una prima sosta con catena e proseguire agevolmente fino alla base di una placca verticale a buchetti dove si sosta, sempre su catena.
- Lunghezza 2, IV, IV+, 35 metri: dalla sosta salire la placca a buchi obliquando a destra, poi in verticale più facile (fittoni resinati). Sosta su comoda cengia, S0 della via Stelle Cadenti.
- Lunghezza 3, IV+, 30 metri: dalla sosta obliquare a sinistra fino ad un fittone, salire poi in verticale per un diedrino cespuglioso (attenzione ai rovi!) fino a portarsi a pochi metri di distanza da una grossa pianta (fittone). Ignorare i fittoni che salgono a destra della pianta, e salire obliquamente a sinistra per rampa, con percorso logico ed evidente, rimontando infine dei massi erbosi (qualche sasso mobile) fino a sostare alla base di un piccolo tetto squadrato. In questo tratto obliquo si trova un solo fittone resinato a metà, non visibile dal basso.
- Lunghezza 4, VI o V+ e A0, 25 metri: superare direttamente il tetto sfruttando un'ottima maniglia nascosta nella fessura in alto a destra, con bella dulfer proseguire per qualche metro sulla splendida fessura obliqua a sinistra, in verticale sempre per fessura, traversare poi a dx in placca ed infine in verticale fino ad una piccola cengia dove si sosta. Il tetto è molto unto e scivoloso, ma ben protetto, è comunque possibile superarlo in A0.
- Via Quo Vadis? Ubi me paret!
- Lunghezza 1, VI, 35 metri: arrivati alla sosta 4 della Via degli Istruttori, conviene proseguire brevemente col quinto tiro, in obliquo verso sinistra, fino ad una evidente sosta a fix. Questa è l'ultima sosta della via "La Scarpa Igienica", via percorribile per arrivare allo stesso punto. Dalla sosta spostarsi leggermente a destra e salire un muretto, puntando ad un fix. Continuare su muro più appigliato, fino ad un tratto difficile, dove occorre spostarsi a destra, doppiando uno spigolino. Salire alla sosta su fix e chiodo.
- Lunghezza 2, VI+, A0, A1, in libera VII+?, 35 metri: salire a destra della sosta, su muretto ostico (chiodo e poi fix, poco visibili). Si raggiunge una zona compatta, dove occorre salire a sinistra, a prendere una fessura. Continuare ora su fessura quasi orizzontale, prima buona e poi più svasa, fino al suo termine. Salire ad una piccola cengia con vegetazione e da lì salire verso destra, arrivando alla sosta su fix e due chiodi.
- Lunghezza 3, VI+, 30 metri: la via originale sale a destra, per muretto e diedrino, arrivando al traverso dell'ultimo tiro di Stelle Cadenti (fittoni). Qui salire brevemente e poi traversare nettamente a sinistra, fino ad arrivare ad una spaccatura strapiombante, punto debole di questa fascia rocciosa. Salire la spaccatura con passaggi fisici, fino alla sosta su fittoni, attenzione ai detriti. A sinistra della sosta 2 sale invece una variante ben più difficile, protetta a fix abbastanza distanziati: salire un bel muro con tacchette, andando poi leggermente a sinistra, per salire dritti a superare uno strapiombo. Si esce su muro compatto, da prendere leggermente a destra, per arrivare al netto traverso descritto prima, dove andando a sinistra si raggiunge la spaccatura strapiombante (6b+/6c).
- Note: bella via, meritevole, più alpinistica delle vie solite dell’Antimedale.
- Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin ed Angelo Curti, da un’ascensione effettuata il 7 dicembre 2013. Revisione relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 5 dicembre 2021 con Alessandro Ceriani.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.