Asta Sottana (m.2903) - via Direttissima alla Torre Sud
Dettagli
- Accesso stradale: risalire la Valle Gesso oltrepassando S. Anna di Valdieri. Superati i Tetti Gaina, si prosegue fino all'evidente parcheggio (a d.) in prossimità del Ponte della Vagliotta (1115 m) dove si lascia l'auto.
- Avvicinamento: attraversato il ponte si prosegue sulla comoda mulattiera che s'inoltra nel vallone della Vagliotta. Superato un ponte si risale il lato d. (orografico) del vallone con ampi tornanti, fino al Gias della Vagliotta inferiore (1595 m). Trascurando la diramazione a d. verso il bivacco Barbero, si prosegue nella conca pascoliva. Ancora con ampi tornanti, sul lato d. (orografico) del vallone, si raggiunge una balza rocciosa e di seguito un bivio a circa quota 1800 m. Proseguendo a d. in piano (sorgente), ci si affaccia sulla comba che chiude il vallone. Si scende nella comba e si traversa a d. il torrente (ometti e segnale giallo). Reperita la traccia del sentiero, si prosegue in un vallonetto laterale (V.ne della Miniera, segni di vernice rossa). Il sentiero sale tra arbusti e rododendri fino ad un ripiano. Si attraversa il ruscello a d. per poi proseguire ripidamente su pietraie al centro del vallonetto. Piegando a s. si raggiunge un'evidente cengia che porta verso i ruderi di un'antica miniera abbandonata. Da qui si segue la cresta erbosa fino al bivacco Costi-Falchero (2275 m - 3.30 ore - acqua nei pressi, stufa a legna - raccogliere la legna lungo il percorso). Dal bivacco si salgono i pendii erbosi e detritici (qualche ometto) fino alla base dell'evidente parete (40 min. dal bivacco).
- Attacco: attaccare nel punto più basso della parete, in corrispondenza di un'ampia placconata (ometto).
- Discesa: dalla vetta si scende seguendo la via normale. Altrimenti, al termine delle difficoltà (colletto di S10), calarsi per 20 m nel canale erboso a s. e percorrerlo fin dove, diviso da uno sperone, si biforca. Da qui traversare a d. (faccia a valle), per cengie erbose e tracce di camosci (qualche ometto), fino a raggiungere il canalone sud dove si riprende l'itinerario della normale. Da qui in breve alla base della parete.
- Difficoltà: TD- (dal IV al V).
- Sviluppo: 10 lunghezze, per 280 m di dislivello e 330 m di sviluppo.
- Attrezzatura: normale dotazione alpinistica, 10 rinvii, serie di nuts e friends, 2 corde da 50 m. La via è chiodata ma è necessario disporre di un assortimento di tre, quattro chiodi (alcuni di quelli in loco sono malfermi).
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: gneiss.
- Periodo consigliato: estate.
- Tempo salita: considerare circa 3.30 ore per raggiungere il bivacco Costi-Falchero; 40 minuti per la base della parete; 5.00 ore per la salita; 3.30 per la discesa fino all'auto.
- Primi salitori: Franco Piana e Giorgio Noli, 1973.
- Riferimenti bibliografici: A. Parodi, F. Scotto, N. Villardi - Montagne d'oc - Edizioni CDA Torino, "Le grandi tracce"
- Cartografia: Meridiani Montagne, Alpi Marittime, scala 1:30.000.
- Relazione
- Lunghezza 1, III+, 40 m: salire le belle placche obliquando a d. fino ad una cengia posta a d. di un marcato diedro. S1 su spuntone e 1 chiodo.
- Lunghezza 2, V, poi IV/IV+, 35 m: traversare a s. oltre il diedro e salire un breve diedro tecnico (2 ch.), salire dritti per qualche metro (sosta inutile) e traversare a d. per una decina di metri. Salire ora dritti per poi ritornare a s. fin sotto uno strapiombo. S2 su 3 chiodi.
- Lunghezza 3, V, poi IV+, 35 m: obliquando verso d. si doppia uno spigoletto, fino ad un diedro aperto (1 ch.). Proseguire dritto (1 ch.) raggiungendo un blocco (1 ch.) che si aggira a d., ritornare a s. (1 ch.) fino alla sosta posta sotto un altro strapiombo. S3 su 3 chiodi.
- Lunghezza 4, IV+, III, poi IV+, 40 m: salire verso destra, e per rocce più abbattute (1 ch.) si raggiunge a s. la base di un diedro-camino evidente (2 ch., uno malsicuro) che si risale (2 ch.) per due terzi, fino ad un piccolo ripiano. S4 su 2 chiodi.
- Lunghezza 5, IV+, poi III, 15 m: proseguire nel diedro-camino, poi per gradoni fino ad una terrazza erbosa. S5 su 2 chiodi.
- Lunghezza 6, V+, 35 m: traversare a d. in parete per alcuni metri (2 ch.) e continuare in obliquo, sempre verso d. per ca. 10 m su placca compatta (5 ch.), molto tecnico. Raggiunto un esiguo terrazzino si sale verticalmente superando un piccolo strapiombo ed una successiva fessura-camino fino ad un pulpito a d. molto esposto. S6 su 2 chiodi.
- Lunghezza 7, IV+, V poi IV, 20 m: si prosegue direttamente sopra la sosta per lo spigolo (2 ch.), poi a d. fino ad un terrazzino. S7 su 4 chiodi, 2 malsicuri.
- Lunghezza 8, IV+, V+ poi III+, 25 m: traversare a d. e raggiungere una fessura che si risale (1 ch.), superare lo strapiombo che la chiude (1 ch.), e proseguire più facilmente fin sotto ad uno strapiombo. S8 su 3 chiodi.
- Lunghezza 9, IV+, poi III+, 30 m: obliquare a d. fin oltre uno spigolo, e continuare in traverso su blocchi e muretti per poi salire dritti fin sotto ad un camino dove si sosta su cengia. S9 su 2 chiodi.
- Lunghezza 10, IV poi IV+, 30 m: traversare a d. per 20/25 m su lame. Raggiunta una placca (1 nut incastrato) risalirla fino ad un'evidente fessura (1 ch.), oltre la quale si raggiunge la cresta sommitale tra le due cime della torre. S10 su 2 chiodi.
- Aggirando a d. (est) la guglia orientale, si raggiunge il colletto tra la torre e la cresta nord est dell'Asta Sottana (40 m, II e III) che si segue fino alla vetta. E' anche possibile aggirare a s. la punta orientale, effettuando una breve doppia per scendere nel sottostante canale.
- Note: una perla delle marittime, in luogo ameno e scarsamente frequentato. La bellezza discreta e defilata del sito, i frequenti avvistamenti di animali e la confortevole accoglienza di cui si gode al bivacco, ben ripagano il lungo avvicinamento. L'ascensione è di soddisfazione, dal tracciato logico e mai banale, richiede un po' di intuito. Fa assaporare il gusto dell'alpinismo classico di ricerca. Moderatamente ripetuta (le notizie dal libro del bivacco riportano fino al 1977!), regala una arrampicata entusiasmante su buona roccia (gneiss). Ripetizione raccomandabilissima.
- Aggiornamento: relazione a cura di Davide Rogora e Claudio Camisasca, 27 agosto 2006.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.