Dolomiti Orientali, Gruppo Nuvolau, Averau (m.2647) - via Alverà (parete sud-ovest)
Dettagli
- Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Bressanone, percorrere la Val Pusteria fino a Dobbiaco. Prima del centro di Dobbiaco deviare a destra sulla Alemagna, seguendo le indicazioni per Cortina. Giunti a Cortina si prende per il passo Falzarego. Si può arrivare fino al passo (prendendo poco prima la seggiovia per le 5 Torri) o alternativamente, dalla località Pocol, si devia per il Passo Giau. Giunti al Passo Giau, si può partire a piedi da qui o scendere verso il Cadore qualche tornante (rifugio Fedare), ove si prende la seggiovia al rifugio Averau.
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Avvicinamento:
dal rifugio Averau (raggiungibile sia in seggiovia dal rifugio Fedare, sia a piedi dal passo Giau in 1h00 circa, sia in seggiovia dal rifugio Scoiattoli e 5 Torri) si prende il sentiero numero 441, che costeggia la parte basale sud del Monte Averau, per lasciarlo dopo solo 100 metri e risalire a destra il ghiaione per traccia.
Per un canale, con passaggi di I grado e un passaggio di II grado, si raggiunge un terrazzo di erba e sassi che si attraversa per arrivare alla base della parete. L'attacco si trova a sinistra di un evidente torrione, all'imbocco di un camino tra il torrione e una parete di roccia gialla. - Attacco: sopra il primo risalto, a sinistra di un evidente torrione, all'imbocco di un camino tra il torrione e una parete di roccia gialla. Non ci sono chiodi nè segni particolari.
- Discesa: dalla vetta seguire la via normale che, per sentiero marcato prima e per un breve tratto attrezzato (facile via ferrata) raggiunge i ghiaioni basali. Sentiero frequentato anche da semplici escursionisti. In breve al rifugio Averau. (0h35)
- Difficoltà: IV+.
- Sviluppo: 200 metri.
- Attrezzatura: 7 rinvii, alcuni friends e nuts, cordini. Normale dotazione alpinistica.
- Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: dolomia.
- Periodo consigliato: estate.
- Tempo salita: 2h30/3h00.
- Primi salitori: A.Alverà, U.Pompanin, U.Illing, A.Apollonio.
- Riferimenti bibliografici: Bernardi M., Arrampicare a Cortina d'Ampezzo e dintorni
- Cartografia: Kompass n°055, Cortina d'Ampezzo, scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, IV, 30 metri: salire per facili passaggi prima, piegando a poco a poco verso destra, fino ad affrontare un tratto più verticale direttamente sul pilastro a destra della fessura che divide il pilastro stesso dalla parete gialla di sinistra. Una volta sormontato il pilastro si fa sosta su evidente clessidra.
- Lunghezza 2, IV+, 35 metri: si riparte seguendo un canale per arrivare ad una cengia, ove si trova un chiodo. La si supera e si procede su un pilastrino appoggiato, delicato, senza protezioni. Si raggiunge una sosta su un terrazzino. In alternativa si può percorrere la cengia intermedia verso sinistra, fino a trovare un chiodo; da qui si sale qualche metro e si raggiunge la sosta venendo da sx.
- Lunghezza 3, IV, 25 metri: si segue una nuova cengia verso sx, per una decina di metri e si sale una placca per qualche metro, per poi deviare verso dx e raggiungere la sosta all'ingresso di un canale (che non si dovrà percorrere).
- Lunghezza 4, IV+, 20 metri: alla propria destra c'è un traverso delicato, ma facile da proteggere e appigliato. Passato il primo chiodo si vede la grotta al termine del traverso che si deve raggiungere per far sosta. In questo antro c'è un barattolo di plastica con il libro della via...
- Lunghezza 5, IV, 35 metri: si esce dalla grotta per scavarcarla, sormontando il suo bordo destro. Da qui si prosegue piegando leggermente verso destra per qualche metro, ma per poi - dopo aver sfruttato una evidente clessidra - ci si sposta a sinistra per prendere una lama piegata a sinistra, la si percorre per qualche metro fino al termine e, dopo aver superato un'altra evidente clessidra, si piega verso destra per facili roccette e si raggiunge una sosta (anche questa su clessidra).
- Lunghezza 6, IV-, 30 metri: si sale ora per un canale, spostandosi a sinistra poco sotto due evidenti nicchie gialle che si devono raggiungere. Si traversa verso destra alla loro base, superandole completamente. Lasciandosele quindi sulla sinistra si torna a salire, piegando a sinistra e sfruttando una lama che in pochi metri porta alla sosta.
- Lunghezza 7, IV-, 30 metri: si sale per bella placca, lasciando a sinistra un pilastrino, per arrivare a una cengia inclinata (occhio a non far cadere sassi) e di qui alla croce di vetta.
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Note:
via classica, di bella roccia, non difficile. Impagabile l'ambiente e il panorama. Portare materiale alpinistico (friends, nuts, ma soprattutto cordini e fettucce per le soste).
La linea della via non è complessa, ma il percorso non è sempre evidente. La discesa è per sentiero, una percorso escursionistico che ha qualche tratto di sentiero attrezzato, e che riporta in breve tempo al rifugio. - Aggiornamento: relazione a cura di Alberto Borghi, da una ripetizione dell'estate 2011 con Riccardo Borghi e Sandro Pescara.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.