Pizzo Badile (m.3308) – via Molteni

Pizzo Badile (m.3308) – via Molteni

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla strada statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sinistra all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate e seguire le indicazioni per S. Martino in Val Masino. Giunti al centro del paese, in corrispondenza di un ponte e di un ampio parcheggio sulla sinistra, svoltare a sinistra e seguire le indicazioni per i Bagni di Masino, dopo alcuni tornanti ed un rettilineo alberato la strada termina poco prima dell'ingresso delle Terme. Lasciare la macchina nel piccolo parcheggio sulla sinistra oppure ai lati della strada (leggere bene i cartelli di divieto di sosta e rimozione forzata).
  • Avvicinamento: dal parcheggio proseguire lungo la strada che costeggia gli edifici dei Bagni fino ad una radura con paline indicative, seguire a destra l'indicazione per il rifugio Gianetti e salire il sentiero nel bosco. Raggiungere l'Alpe Corte Vecchia e successivamente le Termopili, una caratteristica strettoia tra due grossi massi. Proseguire ancora nel bosco fino ad una grande cascata. Oltrepassarla e raggiungere il grande altipiano detto il Pianone. Superare un ponte e proseguire su un ripido sentiero rimontando sulla sinistra un costone roccioso. Proseguire ancora per il sentiero intervallato da alcune placche di roccia e raggiungere un grosso ometto di pietre con bandierine colorate. Proseguire ancora per dossi e pietraie fino al rifugio a quota 2534 m (2h30/3h00).
  • Attacco: dal rifugio salire in direzione della parete Sud Est del Pizzo Badile stando a sinistra della Punta Enrichetta. Risalire il nevaio sino al suo termine (attenzione alla crepacciata terminale - fondamentali i ramponi ad inizio stagione) puntando all'estremità destra dove alla base di un diedro si trova l'attacco. Oppure aggirare il nevaio a dx fino gradini rocciosi che permettono di traversare a sx senza neve. (1h00)
  • Discesa: dalla cima abbassarsi sulla normale per circa 150 metri; scendere disarrampicando in piccoli e brevi camini. Giunti ad un intaglio, c’è un terrazzino roccioso a dx con 2 spiti e anelli calata. Effetturare 6 doppie. La prima dentro il canale (possibile neve), alla fine del canale sosta a dx su paretina. Altra calata inizialmente verticale poi puntare a spigolo sulla sx (faccia a monte). Altre 2 calate portano 15 metri sopra il bordo dello strapiombo (quasi verticali); la penultima sosta (quella sopra lo strapiombo) rimane sulla verticale sopra 15 metri di un masso con cordini. Penultima doppia su strapiombo fino sosta con due anelli indipendenti sulla placca sottostante. Da qui effettuare ultima calata su placche/sfasciumi fino terminare corde. Scendere su sfasciumi e placchette puntando al rifugio, fino trovare percorso ad ometti. Tempi: 1h30 le calate, 0h40 al rifugio.
  • Difficoltà: V+.
  • Sviluppo: 470 metri.
  • Attrezzatura: pochissimi chiodi in via; soste su chiodi o uno spit (portare friend fino 3 BD).
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 5h30.
  • Primi salitori: M. Molteni e M. Camporini nel 1935.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Miotti G., Mottarella L., Sul granito della Valmasino - Ascensioni ed escursioni scelte, Melograno Editore, Aprile 1982
    • Sertori M., Lisignoli G., Solo Granito - Masino Bregaglia Disgrazia. Arrampicate classiche e moderne, Edizioni Versante Sud, Luglio 2007
    • Gaddi A., Masino Bregaglia - Regno del Granito, giugno 2007
    • Miotti G., Gogna A., Dal Pizzo Badile al Bernina - le 100 più belle ascensioni ed escursioni in Valmasino e Bregaglia, Disgrazia, Bernina, Egandina, Zanichelli Editore, Ottobre 1986
  • Cartografia: Kompass, Foglio 92 – Chiavenna, Val Bregaglia, scala 1:50.000.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, II, 25 metri: diedro sfasciumoso verso sx senza alzarsi troppo! Sosta a spit con scritta "SR" (in comune con Stella Retica). Potrebbe variare in base alle condizioni del nevaio sottostante.
  • Lunghezza 2, IV: traversare a sx su placche lavorate fino a puntare il lato dx dei diedri neri "a scalino"; sosta 3 chiodi.
  • Lunghezza 3, IV, 55 metri: seguire a sinistra il diedro-rampa a doppio scalino (stare sullo scalino superiore) sino a raggiungere una grande cengia alla cui estremità sinistra in corrispondenza della base di un diedro/fessura si trova la sosta (due spit). Nel tiro: tre chiodi.
  • Lunghezza 4, V, III, 40 metri: rimontare la fessura (un chiodo) fino a una cengia, poi salire/traversando verso sx fino sosta evidente su spigolo (spit e chiodo) all'inizio di una cengia/rampa erbosa.
  • Lunghezza 5, III, 45 metri: salire la cengia/rampa erbosa, poi in verticale su placche lavorate; a circa metà placconata sotto il "bottone" (struttura rocciosa evidente in alto a dx con lame orizzontali) Sosta 1 spit.
  • Lunghezza 6, III/IV: salire sempre in verticale su placca fino alla sosta (uno spit e un chiodo).
  • Lunghezza 7, IV: salire sopra la sosta su diedrino poi traversare a dx, un chiodo, e puntare alla cengia a sx del "bottone", raggiunta la cengia andare all'estremità sx (sosta spit e chiodo).
  • Lunghezza 8, IV+, 30 metri: seguire la rampa che poi diviene diedro sino al suo termine. Continuare poi sino a raggiungere la sosta alla base di un diedro (due spit).
  • Lunghezza 9, V/IV, 40 metri: proseguire lungo il diedro superando qualche passo delicato. Continuare poi lungo una cengetta sino alla sosta (uno spit e due chiodi).
  • Lunghezza 10, V+: traversare a sx seguendo la corda fissa, al termire salire la paretina lamata (un chiodo) fino terrazzino roccioso, poi diedro/lama verticale (2 chiodi e un friend) fino ad un altro terrazzino con due chiodi (sosta intermedia). Sostare per evitare attriti.
  • Lunghezza 11, V-, 10 metri: tiro breve. A sx della sosta rimontare uno strapiombino con belle lame (un chiodo con anello). Sosta.
  • Lunghezza 12, IV: salire la placca a dx di una fessura; raggiungere l'intaglio sulla cresta. Proseguire sullo spigolo con roccia fessurata orizzontalmente, poi qualche placchetta (due chiodi) fino raggiungere la sosta (due spit).
  • Lunghezza 13, IV, 50 metri: seguire lo spigolo; arrivati a una piccola cuspide non salire sulla sommità ma stargli leggermente a dx e abbassarsi fino alla sosta (due spit). Attenzione allo scorrimento delle corde.
  • Lunghezza 14, III: tenere lo spigolo superando dei risalti fino una cengia detritica poco prima del bivacco. Sosta su masso.
  • Salire sulla cresta larga con massi tra cima e bivacco. Raggiungere la cima.
  • Note: grande via classica, la prima nata sulla parete Sud-Est del Pizzo Badile, a torto poco frequentata, forse per via delle difficoltà poco elevate, merita comunque una ripetizione, da non sottovalutare: l'itinerario si svolge in aperta parete e non è sempre evidente, richiede perciò un certo grado di esperienza e di intuito alpinistico.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Emanuele Nugara il 19 agosto 2009. Aggiornamento estate 2022.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.