Bergseeschijen (m.2815) - cresta Sud

Bergseeschijen (m.2815) - cresta Sud

Dettagli

  • Accesso stradale: appena usciti dalla galleria del Gottardo lasciare l'autostrada all'uscita di Göschenen, che si raggiunge in breve. Seguire la strada per la valle di Göschenen fino al suo termine, nei pressi di una diga (parcheggio). Salire al rifugio Bergseehütte (1h00/1h30, chiare indicazioni).
  • Avvicinamento: dal rifugio prendere la traccia che scende nella pietraia, in direzione della falesia di fronte al rifugio, poi andare verso sinistra per aggirare la paretina, fino a trovare il sentierino che sale e poi tracce fino ad un colletto alla base dell'evidente spigolone della parete. (0h30/0h45)
  • Attacco: alla base dell'evidente spigolo Sud, arrampicando dal colletto su facili roccette (II) fino alla sosta con anellone cementato, sopra al chiodo vecchio della vecchia sosta.
  • Discesa: dalla vetta scendere su facile terreno seguendo gli ometti ed i segnali blu-bianchi. Arrivati a delle rocce più ripide c'è un cavo metallico che permette di scendere con sicurezza. Seguendo ancora i segnali si arriva ad un colletto che si scavalca verso destra (faccia a valle), dopo il quale c'è un altro facile tratto attrezzato che permette di arrivare, con diagonale verso destra, alla base della parete.
    Da qui seguire le tracce di sentiero e poi continuare in discesa nel pendio con massi fino a trovare i segnali blu-bianchi che vanno verso destra fino al rifugio. (1h00)
  • Difficoltà: max V.
  • Sviluppo: 11 lunghezze, per circa 330 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: serie di nuts e friends, molti cordini.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: estate, inizio dell'autunno.
  • Tempo salita: 2h00/4h00.
  • Riferimenti bibliografici: von Känel, Jürg, Plaisir Ost, Edition Filidor, 1999
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV+: dalla sosta traversare a destra sotto uno strapiombino, fino ad arrivare all'inizio della placcosa parete, quindi prendere verticalmente su placca abbastanza liscia ma adagiata e arrivare in sosta legg. a sinistra (un paio di chiodi).
  • Lunghezza 2, IV+: prendere verticalmente la parete fino ad un primo chiodo, quindi due possibilità:
    1. dal chiodo traversare a destra fino ad un chiodo vecchio dietro uno spigolino, poco visibile e da questo prendere dritti su rocce più articolate (possibilità di rinviare uno spit più in alto a sinistra, allungando molto il rinvio). Continuare su rocce articolate scegliendo l'itinerario più logico, fino ad arrivare in sosta;
    2. dal primo chiodo non attraversare verso destra ma andare dritti verso lo spit (quello rinviabile con la 1a possibilità allungando il rinvio), quindi attraversare a destra e proseguire come per la prima possibilità (soluzione non provata).
  • Lunghezza 3, V: continuare sul filo dello spigolo, con arrampicata inizialmente più sostenuta e tecnica, fino alla sosta alla destra di un grande diedro.
  • Lunghezza 4, IV: non salire per il diedro strapiombante a sinistra, ma prendere la placca fessurata a destra, fino ad un ottimo terrazzino.
  • Lunghezza 5, III: prendere ancora il filo dello spigolo, su splendide lame articolate (attenzione però alle lame mobili).
  • Lunghezza 6, III: ancora sul filo dello spigolo, a sinistra di una impressionante placca liscia, ben visibile anche dal rifugio. Arrampicata molto divertente su lame (attenzione però alle lame mobili).
  • Lunghezza 7, III: ancora sullo spigolo, sempre con bella e facile arrampicata.
  • Lunghezza 8, V+: salire le facili rocce sopra la sosta, quindi andare sul filo dello spigolo, a destra del facile canale, con arrampicata abbastanza impegnativa inizialmente. Raggiungere poi su rocce più facili una comoda sosta alla base di una placca.
  • Lunghezza 9, V+ all'inizio: salire la placca (all'inizio chiodo vecchio), fino ad una lama rovescia sotto la quale c'è un buon appoggio per i piedi su cui bisogna alzarsi con movimento delicato. Da qui ci si alza ancora su rocce più facili, si aggira a destra una cuspide, si traversa ad un altro terrazzino (esposto) e si prende per una nuova placca con fessura-diedro, fino ad un nuovo terrazzino alla base di una nuova placca.
  • Lunghezza 10, IV+, passo di V+: salire dritti su una placchettina ostica (passo di V+), quindi prendere le lame-fessure sovrastanti, arrivare ad una zona che permette facilmente di attraversare a destra a fessure-lame più articolate e seguirle fino alla sosta finale. Tiro splendido.
  • Lunghezza 11, II: procedere assicurati od in conserva su terreno facile, andando verso sinistra alla croce di vetta. Attenzione, lunghezza di circa 100 mt, eventualmente fare sicura intermedia su spuntone.
  • Note: via con difficoltà dichiarate più semplici nella guida "Plaisir Ost". Alcuni passaggi sono secondo me invece da non sottovalutare. Soste attrezzate con anelloni cementati, chiodatura lungo i tiri molto ridotta ma quasi sempre molto ben integrabile con protezioni veloci. Via molto bella, di sicura soddisfazione.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, 5 settembre 2004.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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