Bergseeschijen (m.2815) - via Esther

Bergseeschijen (m.2815) - via Esther

Dettagli

  • Accesso stradale: appena usciti dalla galleria del Gottardo lasciare l'autostrada all'uscita di Göschenen, che si raggiunge in breve. Seguire la strada per la valle di Göschenen fino al suo termine, nei pressi di una diga (parcheggio).
  • Avvicinamento: salire al rifugio Bergseehütte (1h00) e da lì alla base della parete per tracce di sentiero e pietraia, aggirando da sinistra un netto avancorpo fino ad una sella tra l'avancorpo stesso e la parete. Dalla sella un'ampia cengia attraversa la parete permettendo di raggiungere gli attacchi delle vie: Esther inizia a circa 40/50 metri dalla sella, poco prima di un netto diedro (1h30 dal parcheggio).
  • Discesa: dalla croce di vetta scendere sul versante opposto per facili roccette e piegare poi verso destra seguendo alcuni ometti fino ad un salto di 20/30 metri, sul versante opposto a quello di salita, che si può scendere arrampicando o con una doppia di una quarantina di metri, consigliata in caso di neve: le placche sottostanti sono facilmente coperte di ghiaccio. Ancora verso destra seguendo il filo di cresta sempre più affilato fino ad un cavo metallico, che consente di tornare sul versante di salita, scendendo alcune placche e saltini. Proseguire poi per pietraia fino al rifugio o direttamente al sentiero che scende dal rifugio al parcheggio. (1h00)
  • Difficoltà: 6a (5c+ obbligatorio).
  • Sviluppo: 10 lunghezze per circa 300 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con spit e chiodi ad espansione con anello. In via spit e qualche chiodo, da integrare con nut e friend: la chiodatura in loco è piuttosto "lunga".
  • Esposizione: sud: parete in pieno sole, su cui la neve si scioglie rapidamente, mentre sul versante opposto, quello di discesa, rimane più a lungo.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: estate (ma non troppo presto) e autunno prima che inizino le nevicate.
  • Tempo salita: 4h00
  • Primi salitori: K. e B. Müller, H. Zgraggen, R. Herger, 1988.
  • Riferimenti bibliografici: von Känel, Jürg, Plaisir Ost, Edition Filidor, 1999 - (schizzo molto dettagliato e preciso)
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5b, 40 metri: dal chiodo con anello di partenza salire dritti (segno blu) fino ad un gradino, sopra cui è posto uno spit. Da qui deviare un po' a destra verso il diedro (volendo può esser più semplice salire direttamente più vicino al diedro, senza entrare sul suo fondo, come sembrerebbe dallo schizzo della relazione indicata in bibliografia). Circa a metà lunghezza si sale obliquamente verso sinistra con passi delicati, seguendo un netto gradino, e poi in verticale fino alla sosta posta sotto uno strapiombo. Chiodatura lunga.
  • Lunghezza 2, 6a, 30 metri: dalla sosta traversare su placca liscia verso destra per alcuni metri, fino ad uno spit posto sopra lo strapiombo. Salire il netto gradino dello strapiombo fino allo spit successivo e traversare poi a destra, superando lo spigolo (spuntone per cordino). Risalire una sequenza di diedrini via via più difficili e discretamente spittati fino alla sosta. Lunghezza chiave, impegnativa.
  • Lunghezza 3, 5b, 30 metri: lunghezza non difficile ma magnifica. Fino a metà abbastanza verticale, su roccia molto lavorata, ma comunque non banale: molti appigli e lame verticali, poi placche un po' più abbattute.
  • Lunghezza 4, 3c, 20 metri: breve lunghezza di raccordo: canale che sale leggermente verso sinistra (spit) e poi placche verso destra.
  • Lunghezza 5, 5b, 45 metri: per placca in obliquo a sinistra fino ad un diedro leggermente appoggiato, che si risale per una decina di metri, per proseguire poi per magnifiche lame fino alla sosta. Lunghezza molto estetica.
  • Lunghezza 6, 5a, 40 metri: quattro spit.
  • Lunghezza 7, 4a, 20 metri: diedro abbattuto, di raccordo, semplice. Sosta comoda su ampio terrazzo.
  • Lunghezza 8, 4c, 20/30 metri circa: salire in placca fino ad un chiodo nascosto. Spostarsi poi un poco a sinistra proseguendo in un diedro non semplice (a sinistra corre un'altra via, con cui si condividono alcuni appoggi e appigli...).
  • le ultime due lunghezze di corda costituiscono la parte terminale dello spigolo sud, e sono in comune a tutte le vie della parete sud.
  • Lunghezza 9, 4b: salire per placca verticalmente per alcuni metri fino ad una fessura orizzontale (chiodo). Traversare a destra lungo la fessura e proseguire per rocce più semplici. Sosta su anellone.
  • Lunghezza 10, 4a: partenza un po' ostica: stare a sinistra della sosta e salire grazie ad una lametta. Per rocce via via più semplici fino alla cima. Lungo la cresta per 50/60 metri si raggiunge la croce di vetta.
  • Note: la via è in alcuni punti segnata con strisce di vernice blu.
    Via spettacolare su magnifiche placche lavorate, ben esposta al sole. Impegnativa, chiodata, ma la chiodatura non è corta e va integrata. Attenzione alla discesa: possibilità di neve e ghiaccio in caso di salite non estive.
    Dal basso sembra una via molto appoggiata, specie nella prima lunghezza: è solo un'impressione...
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 22 ottobre 2000.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.