Mont Maudit (m.4465) - via Cresta sud-est e nord-est (Cresta Kuffner)
Dettagli
- Avvicinamento: prendere la funivia per il vecchio rifugio Torino (m.3338). Si risale la faticosa scalinata che porta al Nuovo rifugio Torino. Dal rifugio si prosegue per il ghiacciaio del Gigante in direzione del Col des Flambeaux (m.3407), da qui si scende piegando a sx passando sotto la parete Nord della Tour Ronde (crepacci). Si prosegue praticamente in piano puntando in direzione del Grand Capucin. In prossimità di questo piegare decisamente a sx in direzione della cresta che collega la Tour Ronde al Maudit. Costeggiandola si individua il canale (il secondo dei tre visibili) che porta al Colle de la Fourche (m.3684) dove è situato il bivacco Alberigo e Borgna alla Fourche. (Noi siamo arrivati nel Circle Maudit con presenza di nebbia: individuato l'ipotetico canale che risultava in pessime condizioni, abbiamo risalito prima le rocce di sx molto friabili, e, dopo aver attraversato a dx lo stesso canale, abbiamo risalito una rampa di ghiaccio e sfasciumi giungendo sulla cresta, poco distanti dal bivacco)(2h30/3h00 dal rifugio Torino)
- Attacco: dallo stesso bivacco, riportandosi sul filo di cresta dopo aver scavalcato il breve caminetto iniziale, si percorre il tratto di cresta orizzontale sino a ridosso del primo salto.
- Discesa: raggiunta la spalla nevosa di quota m.4240 si può proseguire per la cresta nord est sino in cima al Maudit per poi scendere per la cresta ovest a riprendere la traccia della via normale che porta al Monte Bianco, oppure percorso un tratto della cresta nord est puntare direttamente alle tracce sottostanti della normale (ripido) e ridiscendere sino al rifugio Cosmiques per il versante nord ovest del Mont Blanche du Tacul. Raggiungere il Col du Gros Rognon ed attraversare i ghiacciai della Vallèe Blanche e del Gigante risalendo al Col de Flambeaux e quindi al rifugio Torino.
- Difficoltà: D, III con un passo di IV.
- Sviluppo: 800 metri (bivacco - vetta) con sviluppo di 1500 metri.
- Attrezzatura: completa d'alta quota, materiale per ghiaccio (piccozza, casco, 2 viti da ghiaccio, cordini e una scelta di nuts).
- Esposizione: sud-est sino alla spalla, poi nord-est sino in cima.
- Periodo consigliato: giugno-luglio... dipende dalle condizioni climatiche, molto variabili a secondo dell'andamento stagionale.
- Tempo salita: 5h00/7h00 ore dal bivacco, 7h00/10h00 ore se si parte dal rifugio Torino.
- Primi salitori: Moritz von Kuffner con Alexander Burgener, Josef Furrer e un portatore, 2-4 Luglio 1887.
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Riferimenti bibliografici:
- Monte Bianco, Guida dei Monti d'Italia, CAI-TCI
- Guide Vallot
- Iacopelli R., Climbing Trips, Cierre Edizioni
- Cartografia: IGC 107 Monte Bianco (1:25.000), IGN 3630 Monte Bianco.
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Relazione:
lasciato il bivacco si riprende il filo della cresta orizzontale di sfasciumi e blocchi (II) e la si percorre con attenzione sino a scavalcare un primo gendarme. Un tratto nevoso molto affilato porta sotto al primo risalto. Si risale il pendio parzialmente nevoso stando in una specie di canale formato da blocchi e gradoni sino al suo termine (nei tratti senza neve si percorrono piccole cenge con andamento sinuoso evitando i blocchi più instabili) riguadagnando il filo di cresta molto esposta. Siamo a ridosso della Pointe de l'Androsace (m.4107) per filo di cresta nevoso si attaccano le rocce basali, qui tre soluzioni:
- si sale su roccia verso sx con passaggi di IV (visibili cordini per eventuale pendolo) sino a recuperare il filo di cresta;
- si arrampica per camino sulla dx con passaggi di IV e V sino a reperire una fessura che porta in vetta, da qui con una doppia (cordoni) di circa 20 metri si ritorna in cresta;
- si aggira sempre sulla sx scendendo un poco per tratti nevosi e placche e blocchi sino a reperire un canalino, lo si risale sino a giungere ad un muretto (chiodo da ghiaccio in fessura) non si risale direttamente la fessura sovrastante ma ci si sposta a sx su di un pulpito da cui si prosegue sempre per fessura (friend incastrato) riguadagnando il filo della cresta (III, IV).
Si prosegue per gradoni sempre sul filo di cresta a cavallo dei due versanti (III) sino ad imboccare un canalino molto friabile (sicuramente più sicuro in presenza di neve) lo si risale nel suo fondo (attenzione) sino riportarsi di nuovo sul filo di cresta. Si segue quindi un tratto nevoso sino a giungere sotto l'ultimo risalto. Lo si percorre per rocce rotte seguendo un canale superficiale che conduce direttamente sulla spalla (II,III). Una volta raggiuntala si prosegue per l'aerea cresta nevosa che porta alla vetta.
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Note:
ambiente magnifico, una delle creste più belle del Monte Bianco, panoramica e con passaggi esposti su ghiaccio. Difficoltà complessiva da valutare a secondo delle condizioni ambientali.
Considerare che il primo giorno sono 500 metri per raggiungere il bivacco e il secondo giorno ci sono ulteriori 200/250 metri per tornare al rifugio Torino: una sfacchinata. Nel complesso una salita da consigliare. Attenzione alle condizioni: le stagioni non sono più quelle di una volta!!! Il bivacco tiene 10 posti, coperte incluse ma sprovvisto di fornello e pentolame, portare il necessario. Al mattino se c'è ressa è molto difficile riuscire a muoversi, si consiglia pertanto di anticipare la sveglia a secondo delle situazioni. - Aggiornamento: relazione a cura di Massimo Marazzini ed Emanuele Nugara, da un'ascensione effettuata il 17-18 luglio 2010.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.