Rognon du plan (m 3601) - Le Fil à Plomb
Dettagli
- Attacco: da Chamonix prendere la funicolare che porta al Plan de l'Aiguille. Usciti dallo stabile è già ben visibile la via in tutto il suo sviluppo. (Foto 1). Risalire il ghiacciaio dei Pèlerins puntando verso l'evidente parete nord dell'Aiguille du Midi.
- Discesa: la via termina sull'elegantissima cresta Aiguille du Midi - Aiguille du Plan (che secondo Gaston Rebuffat è una delle creste più belle delle Alpi) che va percorsa fino alla stazione della funicolare a monte dalla quale è possibile scendere direttamente a Chamonix ripassando per la stazione intermedia del Plan de l'Aiguille (attenzione agli orari dell'ultima corsa in discesa!) oppure trascorrere la notte negli ambienti non custoditi della stazione. (Segnaliamo a tal proposito che presso la stazione della funicolare dell'Aiguille du Midi i bagni sono illuminati, riscaldati ed è possibile disporre di acqua). Dall'uscita alla funivia circa 1h30.
- Difficoltà: III/4+.
- Sviluppo: 700 metri circa. Ma il dislivello complessivo è di 1450 metri circa.
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Attrezzatura:
soste attrezzate su chiodi collegati da cordoni, il cui stato è chiaramente da verificare. Materiale consigliato:
- due mezze corde da 60 metri;
- 7-8 viti da ghiaccio;
- due piccozze e ramponi;
- friend di misura piccola/media per rinforzare i tratti di misto
- Esposizione: nord.
- Periodo consigliato: inverno, primavera.
- Primi salitori: Sylviane Tavernier e Dominique Radique, Giugno 1985.
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Riferimenti bibliografici:
- Damilano F., Snow, ice and mixe - Volume 2, JMEditions, Itinerario 120 (purchè non ci si lasci distrarre dalle bellissime fotografie che documentano in maniera eccezionale gli itinerari del Monte Bianco!)
- Laroche J.L., Lelong F., Monte Bianco - itinerari d'alpinismo tra neve e ghiaccio, Edizioni White Star - (per la Cresta Midi-Plan)
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Cartografia:
- Cartina IGC Monte Bianco (1:50.000)
- Cartina IGN Chamonix Massif du Mont Blanc (1:25.000)
- Relazione
- Lunghezza 1: risalire il ghiacciaio dei Pèlerins in direzione della gigantesca seraccata, superare una evidente zona crepacciata (lato sinistro rispetto al senso di marcia) che porta alla base di un evidente canale che si risale per circa 300 metri (pendenza massima pari a 50°/55°).
- Lunghezza 2: quando il canale si biforca puntare verso sinistra fino a giungere alla base del primo tiro che può essere affrontato direttamente su una colata a 90° su ghiaccio fine di circa 10 metri o aggirato utilizzando una rampa di neve e misto sulla sinistra (sosta a chiodi al termine della stessa); (Foto 2). Se si decide per la rampa si affronta dapprima un breve scivolo di ghiaccio e poi si superano le roccette (IV) fino alla sosta.
- Lunghezza 3: proseguire quindi superando un breve risalto (70°-75°) e il nevaio soprastante (sosta a chiodi intermedia) fino a raggiungere la base del tiro chiave della via (sosta su 3 chiodi); in caso di affollamento possibile sosta su spuntone, molto più comoda di quella a chiodi.
- Lunghezza 4: il tiro chiave è caratterizzato da un bellissimo diedro di circa 50 metri su difficoltà costanti e con pendenza di 80°/90° ed uscita in una stretta goulotte. La partenza del tiro può essere anche caratterizzata da alcuni delicati movimenti in dry; (Foto 3)
- Attenzione: il tiro chiave può essere caratterizzato da ghiaccio molto fine, verificare con attenzione le condizioni prima di cimentarsi con la salita!
- Lunghezza 5: dalla sommità del tiro chiave proseguire lungo la rampa di misto evidente sulla sinistra (faccia a monte), quindi risalire una evidente colata di circa 10 m a 75°/80° fino alla sosta successiva (chiodi) che si trova sulla destra.
- Lunghezza 6: superare un breve risalto a 70° fino a raggiungere una sosta al termine di un piccolo nevaio.
- Lunghezza 7: proseguire sulla sinistra della sosta portandosi alla base del tratto finale e non sulle rocce soprastanti che conducono su delicate placche; si supera quindi una colata (75°-80°) di 15 metri circa che porta alla base del grande canale d'uscita: lo si percorre nel mezzo (50°) fino a portarsi all'ultimo tratto (ghiaccio 60°-65° - misto) che conduce sulla cresta cresta Midi-Plan.
- Note: salita in ambiente di alta montagna da affrontare con adeguata preparazione fisica, prevedere la possibilità di dover affrontare la notte alla funivia qualora si perdesse l'ultima corsa (16.30 circa).
- Aggiornamento: relazione a cura di Mauro Luinetti e Davide Franchini, febbraio 2011.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.