Mont Blanc du Tacul (m.4248), Parete Nord (Triangle du Tacul) - Goulotte Chèrè
Dettagli
- Attacco: dal Refuge des Cosmiques ridiscendere il pendio nevoso per riprendere la traccia che dal Col du Midi conduce alla normale del Tacul, puntando verso l'evidente base del Triangle du Tacul. Seguendo la traccia si costeggia la parete sul suo fianco destro (NW). L'attacco della via è situato sull'estrema destra della struttura, poco prima dell'evidente via normale che porta in cima al Mont Blanc du Tacul.
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Discesa:
due possibilità:
- è possibile calarsi in qualsiasi momento dato che le soste sono tutte a spit e munite di anelli di calata;
- se si preferisce, raggiungere la cima del Mont Blanc du Tacul (quota m.4248): una volta raggiunta la sommità del Triangle (m.3970) seguire l'elegante cresta che si sviluppa dapprima su una gigantesca cornice e poi prosegue con qualche saliscendi in direzione della cima, terminando nei pressi della sella da cui in breve si può raggiungere la vetta del Mont Blanc du Tacul. Da qui è possibile raggiungere la Croce di Vetta (passaggi fino al III grado, sommità molto spaziosa), oppure puntare in direzione Ovest verso il Colle del Maudit dal quale ci si ricongiunge alla via normale che parte in prossimità del rifugio Cosmiques. Prestare molta attenzione ai giganteschi seracchi che sovrastano questa via Normale, ritenuta tra le più pericolose delle Alpi.
- Difficoltà: TD-, II/4, 2 passaggi a 80°/85°. Alla vetta del triangolo: terreno misto a 50°/60°.
- Sviluppo: 350 metri la goulotte vera e propria, altri 200 metri misti se si raggiunge la cima del Triangolo.
- Attrezzatura: due mezze corde da 60 metri, viti da ghiaccio, due piccozze e ramponi, friend di misura media.
- Esposizione: nord, nord ovest.
- Periodo consigliato: primavera e inizio estate, previa verifica delle condizioni della parete. Segnaliamo che il crepaccio terminale può essere un ostacolo per raggiungere l'attacco del canale!
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Primi salitori:
- R. Chèrè e J. Tranchant, 18 Agosto 1973
- Prima invernale: R. Ghilini, B. Pasche, Febbraio 1975
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Riferimenti bibliografici:
- Buscaini G., Monte Bianco, Vol. I , CAI-TCI Guida dei Monti d'Italia; (itinerario 109b, fotografia 63)
- Laroche J. L., Lelong F., Monte Bianco - itinerari d'alpinismo tra neve e ghiaccio, Edizioni White Star; (itinerario 15, ottimi disegni e schizzi della via)
- Damilano F.,Snow, ice and mixe - Volume 2, JMEditions, Itinerario 190
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Cartografia:
- Cartina IGC Monte Bianco (1:50.000)
- Cartina IGN Chamonix Massif du Mont Blanc (1:25.000)
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Relazione:
superata la crepaccia terminale, risalire il pendio nevoso (50°-55°) per circa 60 metri. In corrispondenza di un piccolo terrazzino sulla destra è possibile trovare una sosta costituita da vecchi cordoni. Proseguire quindi lungo il canale (50°) superando una sosta (evitabile) a spit sulla destra (non riusciamo a raggiungerla perchè è troppo elevata rispetto al piano del canale!). Seguire quindi il canale che diventa sempre più stretto e verticale (possibilità di proteggersi con friend di misura media) fino ad incontrare un'altra sosta sulla destra a chiodi.
Da qui proseguire (70°) fino ad incontrare due soste a distanza molto ravvicinata sulla sinistra. Segue un altro bellissimo tiro (85°) con possibilità di sostare (spit) sia a destra che a sinistra al termine del tiro. Il tiro successivo (85à) presenta un chiodo vecchio con cordone a cui segue una sosta sulla destra su chiodi vecchi.
Da qui si procede per l'ultimo tiro che può terminare sulla destra (sosta a spit con anello di calata) o poco più sopra con sosta su vecchi chiodi. Da qui ci si potrà calare sulla via stessa per tornare all'attacco oppure risalire verso la cima del triangolo. - Note: bella salita, sebbene la vicinanza alla funivia consenta la salita in giornata si è sempre in ambiente e sul Monte Bianco. Prestare attenzione in caso di affollamento per le possibili scariche.
- Aggiornamento: relazione a cura di a cura di Mauro Luinetti e Davide Franchini, da una ripetizione del Marzo 2011.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.