Croz dell'Altissimo (m.2339) - via Dibona
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere Andalo (Trentino, Dolomiti di Brenta) vicino a Molveno e all'omonimo lago. Prendere la stradina che porta alla località Pradel (rifugi e albergi). La strada ha il divieto di transito se non si è clienti di una struttura ricettiva (per il ritorno il rifugio o l'albergo dove si è stati clienti può rilasciare apposito scontrino lasciapassare).
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Avvicinamento:
prendere il grande sentiero per il rifugio Croz dell'Altissimo, seguirlo in piano-leggera discesa fino al greto secco che proviene dal diedro dove sale la via. (1h00)
Il diedro non è il primo che si incontra, dove invece sale la via Armani, è il secondo, inizialmente non visibile. -
Attacco:
dal sentiero imboccare l'evidente greto secco del torrente che sale verso il grande diedrone dove sale la via. Arrivati contro degli strapiombi, salire a sx per dedriti e roccette, traversare ancora a sx contornando il bordo della fascia rocciosa, e poi salire questa nella prima evidente zona più facile (1 passaggio di III). Si arriva così ad una cengia detritica e rocciosa da seguire verso dx (attenzione, rocce spesso bagnate e scivolose, esposto) fino ad un saltino da cui scendere su detriti. Prima sosta poco più sopra da attrezzare (eventualmente il tratto può essere percorso con maggiore sicurezza in cordata, cercando di rinviare la corda).
Nota: è possibile anche pernottare al Rif. Croz dell'Altissimo, più vicino all'attacco, ma più scomodo se si vuole ripassare al rifugio al ritorno. - Discesa: dalla vetta per roccette facili scendere sul lato opposto e poi continuare per evidente sentiero molto tracciato e segnato che, con lungo percorso e vari saliscendi (attenzione, molti buchi carsici nel terreno) arriva ad un bosco e in seguito ad un edificio da contornare a dx per salire all'arrivo della seggiovia. Scendere a sx di questa per strada sterrata, fino ad arrivare dopo circa 50m ad una abitazione visibile a dx. Per sterrata continuare dritti in discesa fino a tornare alla località Pradel. (1h30/1h50)
- Difficoltà: VI+ o V+ e A0.
- Sviluppo: 1000 metri (abbondanti).
- Attrezzatura: serie di nut e friend (meglio raddoppiare le misure medie e avere qualche misura grande fino al 4 Camelot), martello e qualche chiodo, due mezze corde (possibilmente da 60 m).
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: dolomia.
- Periodo consigliato: estate, eventualmente anche fine primavera assicurandosi che la zona dello zoccolo e del diedro sia asciutta.
- Tempo salita: 10h00/14h00, a seconda dell'itinerario seguito nella prima parte della via.
- Primi salitori: A. Dibona, Guido e Max Mayer, L. Rizzi, 1910.
- Riferimenti bibliografici: Buscaini G., Castiglioni E., Dolomiti di Brenta, Guida dei Monti d'Italia, 1977
- Relazione
- Lunghezza 1, III: traversare a dx fino ad una zona erbosa che si risale in obliquo a dx a prendere una cengia da seguire verso dx orizzontalmente. Cengia a zone esposta e delicata (1 chiodo presente). Si continua lungamente fino a quando la cengia si allarga (dopo circa 100m).
- Lunghezza 2, III (passi): salire un diedrino con mughi; dopo circa 50m si sosta su mughi.
- Lunghezza 3, II: salire ancora per mughi fino ad arrivare ad una cengia sotto gli strapiombi. Qui forse bisogna attraversare a sx fino al diedrone-camino della via (?). Noi abbiamo invece attraversato a dx fino al termine degli strapiombi, arrivando ad una rampa facile che sale a sx sopra gli strapiombi.
- Lunghezza 4, II: salire per la rampa e raggiungere una zona a sx con una placca rocciosa (visibile spit a sx alla base di un diedrino erboso).
- Lunghezza 5, IV+: attraversare verso sx la placca rocciosa, quindi salire e sostare poco sopra.
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Lunghezza 6, III:
salire ad una cengia da seguire a sx fino ad una sosta con chiodi (un po' di metri prima sale su parete verticale una via; visibili chiodi con cordoni e spit, da evitare).
La cengia è quella SBAGLIATA, quindi ci siamo calati dalla sosta a chiodi (lasciato kevlar viola) alla sottostante cengia con mughi circa 40m più sotto. Questa è la cengia giusta!! - Lunghezza 7, I: traversare a sx su cengia erbosa e poi su rocce e detriti + residui di neve fino alla base del colatoio centrale (circa 200m). Si sosta alla base del camino più a sx (sosta da attrezzare).
- Lunghezza 8, IV+: salire il camino su roccia delicata, marcia sul lato sx, fino ad una sosta con due chiodi. Rocce lisciate e detriti.
- Lunghezza 9, V+: continuare dritti su placca delicata con appigli da verificare (non proteggibile per circa 10m), puntando ad un tetto con chiodo. Dal chiodo poi si contorna il tetto sulla dx seguendo la fessura formata dal tetto con la placca. Si continua su placchette delicate fino alla sosta sotto uno strapiombo.
- Lunghezza 10, V+: salire la placca con roccia molto compatta e uscire sul bordo dx dello strapiombo; continuare fino ad una zona con roccia più marcia e poco proteggibile, puntando a sx in alto ad un grosso tetto con sosta su chiodi. Il tetto è il cosiddetto "masso squarciato".
- Lunghezza 11, VI+ o V+ e A0: salire dritti (2 chiodi con cordone), poi attraversare nella spaccatura viscida e a tratti marcia (altri 2 chiodi con cordone, utili friend medi), quindi uscire faticosamente sull'estremo bordo dx del tetto. Continuare per placca fino ad una sosta a chiodi (molto fastidioso lo zaino).
- Lunghezza 12, V+: continuare su roccia ottima lisciata dall'acqua, fino ad una lama da salire con qualche movimento in dulfer, quindi superare un diedrino delicato e sostare poco sotto la cengia ormai visibile (sosta da attrezzare).
- Lunghezza 13, II: salire alla cengia erbosa, in una specie di conca, e attraversare sulla cengia verso dx; sosta da attrezzare dopo circa 50m.
- Lunghezza 14, IV: continuare ancora salendo diagonalmente verso dx per prati, quindi arrampicare su un diedro-placchetta e roccette e sostare dopo circa 50m su mughi. Ora si è sul "filo" dello spigolo (in realtà poco definito, ma andando a dx c'è un precipizio, il limite dx dello spigolo).
- Lunghezza 15, III: continuare dritti per mughi e roccette per circa 50m.
- Lunghezza 16, III: ancora per roccette e poi mughi fino ad un roccione fra i mughi (circa 50m, si arriva in prossimità di uno sperone roccioso). Sosta su mughi.
- Lunghezza 17, V+: andare a dx, individuando un evidente camino da salire per circa 50m, sosta da attrezzare.
- Lunghezza 18, IV+: continuare dritti su roccia delicata, fino ad uscire in cima allo sperone tra grossi spuntoni, sosta su spuntoni (attenzione, alcuni instabili!).
- Lunghezza 19, IV: salire per rampetta rocciosa su un nuovo sperone (chiodo alla base), fino alla base di una paretina più compatta (sosta da attrezzare).
- Lunghezza 20, V+, IV-: salire la placca, roccia delicata e difficilmente proteggibile, fino al suo termine e traversare a sx ad una zona con mughi. Da lì risalire fino alla base di una placca compatta (sosta su mughi).
- Lunghezza 21, V+, faticoso all'inizio: salire la placca prima appoggiata e poi più verticale, puntando ad un primo chiodo in una lama arrotondata che deve essere salita direttamente. Si trovano altri due chiodi, dopo dei quali andare leggermente a sx e poi dritti a sostare.
- Lunghezza 22, V+: salire verso un'altra placca (chiodo alla base di una fessura); salire il diedrino alla dx della fessura, poi continuare dritti per placca compatta con qualche lametta fino ad un pianoro alla base di un altro risalto dello spigolo, sosta su masso.
- Lunghezza 23, IV+: il risalto va affrontato procedendo circa dritti dalla sosta cercando i punti deboli della parete (trovati 2-3 chiodi) e puntando poi ad un mugo ben visibile dal quale si traversa a dx su cengetta rocciosa ad una sosta a chiodi.
- Lunghezza 24, IV+, un passo di V+: traversare ancora a dx fino al filo dello spigolo, quindi seguirlo su rocce articolate. Superare un breve saltino più impegnativo, quindi andare facilmente a sx alla base di una rampetta di rocce-erba (sosta da attrezzare).
- Lunghezza 25, IV+: su per la rampetta, arrivando ad una zona di rocce compatte (saltino) da salire facilmente sulla dx, quindi arrivare ad una marcata cengia (sosta da attrezzare.
- Lunghezza 26, I/II: traversare lungamente a sx sulla cengia, prima in piano e poi leggermente in discesa, fino alla base di un grande colatoio (circa 50m).
- Lunghezze 27-28, IV+: salire nel colatoio per due tiri (sosta intermedia da attrezzare) su rocce articolate ma molto marce, fino alla cresta sommitale da cui in breve si arriva alla vetta (grande croce). Grande pericolo di caduta sassi per il movimento della corda.
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Note:
la relazione, data la lunghezza e la possibilità di varianti, può contenere degli errori: confrontare sempre con altre relazioni.
Via molto alpinistica da non sottovalutare, poco chiodata, a zone da cercare e con roccia mediamente mediocre (qualche zona pericolosa e poco proteggibile). Da evitare in presenza di altre cordate davanti.
Una grande via di soddisfazione, che... non finisce mai, una notevole impresa di Dibona. Forse il VI grado era stato superato ben prima della Solleder al Civetta, e con pochi chiodi!! - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Claudio Camisasca (Fasin) 16 luglio 2008.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.