Briancon, Tenailles de Montbrison, Grand Doigt Central (m.2568) - via L'Ecume des Jours
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere Briancon, paese situato poco a valle del Passo del Monginevro, raggiungibile dalla Val di susa. Da Briancon si continua sulla strada principale D4 verso Villard Meyer, ma prima di arrivarci girare a dx per Bouchier. Si segue una strada sterrata fino ad una svolta a dx proprio in corrispondenza del minuscolo paese di Bouchier (m.1490). Qui la strada diventa più dissestata. Bisogna seguirla lungamente (3km), fino ad incontrare un ruscello che passa sotto la strada, su una curva. Alla dx del ruscello è visibile un ometto, che indica il sentiero che sale verso monte.
- Avvicinamento: seguire il sentiero tra i boschi, fino a quando ci si trova abbastanza alti per entrare facilmente nel ghiaione che scende dalla parete (non attaccare il ghiaione al suo inizio in basso, è molto più comodo salire un po' col sentiero). (1h30)
- Attacco: in corrispondenza di una scritta che riporta il nome della via, nella zona dove il canale di dx inizia a restringersi.
- Discesa: traversare verso sx rispetto all'uscita dall'ultimo tiro. Scendere con attenzione un saltino di rocce un po' friabili, fino ad una forcella. Ora salire alla dx della punta che ci si trova davanti (ometto) e poi scendere pochi metri un canalino fino alla sosta di calata attrezzata. Fare una doppia di circa 60 metri per scendere tutto il canalino. Si procede verso sx (faccia a valle), scendendo un breve pendio friabile, quindi si trova una marcata traccia che va verso dx e poi scende ad un pulpito (è la stessa utilizzata per scendere dalle Tenailles). Scendere per canalini e roccette (passi di II/III), seguendo ometti e tracce, fino ad arrivare a un grande ghiaione dove si continua a seguire la traccia che con un ampio giro arriva fin sotto le Tenailles. Ad un certo punto non continuare a contornare le Tenailles, ma scendere direttamente il ghiaione per traccia, fino ad arrivare al sentiero principale, che, seguito in discesa, riporta a valle. Dalla vetta alla macchina calcolare circa 1h30/2h00.
- Difficoltà: 6b+, qualche passo di 6c, 6b/A0 obbligato.
- Sviluppo: 400 metri. Lunghezza tiri: circa 30 metri ognuno.
- Attrezzatura: 12 rinvii, nut e friend non necessari, al massimo portare qualche friend piccolo e micro. In via soste a fix. Tiri attrezzati a fix.
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: calcare, quasi sempre ottimo ma con qualche zona da verificare per scagliette friabili. Roccia solitamente compatta, con appigli rovesci.
- Periodo consigliato: tarda primavera, estate e autunno.
- Tempo salita: 6h00/7h00.
- Primi salitori: Jean Michel Cambon, Gerard Fiaschi, 1987.
- Riferimenti bibliografici: Cambon J.M., Oisans Nouveau, Oisans Sauvage - Livre Est.
- Relazione
- Lunghezza 1, 4c: salire in una zona rientrante della roccia, prima dritto e poi verso dx. Si esce poi dritto fino ad arrivare in cengia, ad una sosta alla base di placconate più solide. Roccia a tratti delicata.
- Lunghezza 2, 5b: su per la placconata a balze, fino ad un muretto che porta alla base della parete verticale, sotto la direttiva della zona sx di un tratto strapiombante.
- Lunghezza 3, 6b+: si sale su parete subito verticale/strapiombante compatta, per poi traversare a dx sotto un grosso strapiombo.
- Lunghezza 4, 6a+: salire a dx della sosta, quindi puntare ad uno strapiombetto da superare. Si va a dx, con un movimento delicato si doppia uno spigoletto e si sale a raggiungere una bella placca compatta dove si traversa a sx, stando bassi su appoggi discreti. Infine si sale dritti alla sosta.
- Lunghezza 5, 6b+, 1 passaggio di 6c: su a sx per diedrino liscio, con passaggio difficile. Si continua per muro verticale verso dx a raggiungere una bella lama-fessura che si segue fino in sosta.
- Lunghezza 6, 6b: dritto sopra la sosta, raggiungere uno strapiombetto e poi grazie a delle liste orizzontali a dx superarlo. Ora traversare a sx in piena esposizione ma con qualche buona presa. Si arriva ad un altro strapiombetto da cui uscire a sx su una buona lama verticale, quindi placchetta fino in sosta.
- Lunghezza 7, 6b: su nel diedro sopra la sosta, quindi doppiare lo spigolo verso sx e traversare su bel muro verticale. Seguono alcuni strapiombi e muri con roccia bellissima. Sosta prima di un tratto facile abbattuto. Possibile concatenare il tiro successivo con corde da 60 metri e se non ci sono troppi attriti.
- Lunghezza 8, II: salire direttamente su terreno abbattuto con roccette fino alla sosta contro la parete. Concatenabile col tiro precedente.
- Lunghezza 9, 5c: dritto seguendo uno spigolo, fino alla sosta al termine del primo risalto. Conviene andare avanti ancora qualche metro fino ad una sosta di calata inizialmente non visibile. Ci si cala in doppia nel canale sottostante, salendo poi pochi metri verso sx (guardando la parete) grazie ad una cengetta, fino alla sosta.
- Lunghezza 10, 6b, 1 passaggio di 6c: salire una placca, per poi seguire i fix in parete verticale verso sx. Si arriva in prossimità di una spaccatura a sx da prendere (passaggio difficile), e poi si arriva in sosta.
- Lunghezza 11, 6b: su a dx della sosta, si contorna a dx uno strapiombo e poi lo si supera nel suo punto debole. Si arriva ad un secondo strapiombo che si supera sulla sx, quindi placchetta e poi altro muretto.
- Lunghezza 12, 6b: salire nella spaccatura sopra alla sosta, fino ad un diedro di roccia cattiva. Seguirlo brevemente, per poi attraversare su roccia compatta a dx. Si seguono i fix sulla bellissima placconata, prima verso dx e poi verso sx fino alla sosta.
- Lunghezza 13, 6b/66b+: si sale su muro molto compatto, cercando di concatenare l'utilizzo di alcune lame. In alcuni punti i passaggi sono molto delicati e di equilibrio. Segue una parte un po' più facile, ma con una sezione chiodata molto lunga con difficoltà di 5c/6a. Infine la parete si adagia e diventa più facile, fino alla vetta.
- Note: via moderna a spit, stupenda per estetica, ambiente, continuità della via e passaggi non sempre facili da interpretare. Richiede una buona preparazione per potersela godere. Nonostante l'ottima chiodatura a fix, è necessario affrontare qualche passaggio con decisione.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Massimo Max Camba del 12 giugno 2016.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.