Gruppo dei Cadini di Misurina, Torre Wundt (m.2517) - via Mazzorana

Gruppo dei Cadini di Misurina, Torre Wundt (m.2517) - via Mazzorana

Dettagli

  • Accesso stradale: dal lago di Misurina seguire per circa un chilometro la strada che porta al rifugio Auronzo, fino ad una sterrata che si stacca sulla destra, con indicazioni per il rifugio Fonda-Savio. Seguire brevemente la sterrata e parcheggiare (difficile dopo una certa ora, la zona è molto frequentata) oppure parcheggiare lungo la strada per l'Auronzo.
  • Avvicinamento: seguire il sentiero 115 per rifugio Fonda-Savio, inizialmente nel bosco, poi sempre più "all'aperto". Con una serie di svolte il sentiero porta, dopo un ultimo strappo, ad entrare in una magnifica conca. Si prosegue con un ampio semicerchio sul lato sinistro della conca erbosa: la Torre è ben evidente in fondo a sinistra, e l'attacco della via è posto verso l'estremità destra della parete sud, in corrispondenza di un ampio diedro-camino. (1h15)
  • Discesa: per tracce di sentiero dirigersi a sinistra (rispetto a come si è usciti in vetta). Scendere arrampicando per una decina di metri esposti fino ad un primo anello per doppia. Da lì eseguire una prima calata da 25 metri e poi tre calate da 20 metri o anche solo due (da 45 m e 20 m rispettivamente), facendo attenzione ai detriti. Scendere poi verso sinistra (viso a valle) arrampicando in discesa per rampette detritiche o eseguendo una doppia da 40 metri su due cordini in clessidra. Non scendere fino all'evidente sella, ma fermarsi qualche metro prima e scendere verso sinistra (viso a valle) per cengette esposte e tracce di sentiero, costeggiando la parete e risalendo ad una sella. Da lì ancora verso sinistra ad un'altra selletta all'imbocco di un canale detritico che riporta alle ghiaie basali, spostati di un centinaio di metri rispetto al punto di attacco. (0h45)
  • Difficoltà: IV-.
  • Sviluppo: 6/7 lunghezze per circa 200 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: anelli cementati alle soste. In via qualche chiodo: necessari dadi/friend e cordini.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: estate e, probabilmente, inizio dell'autunno.
  • Tempo salita: 2/3 ore.
  • Primi salitori: P. Mazzorana, S. del Torso, 7/9/1938.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Koheler A., Memmel N., Dolomiti - Arrampicate classiche III-VI, Freytag & Berndt Rother Italia, 1994 - (schizzo con difficoltà, descrizione avvicinamento, discesa, ecc.)
    • Primi passi da capocordata, a cura della scuola di Alpinismo e Scialpinismo "Cesare Capuis" - CAI Mestre, 1995 (descrizione e schizzo generale)
  • Cartografia: Tabacco foglio 03 - Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane - scala 1:25.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III+, 45 metri, 1 chiodo: risalire l'ampio diedro-camino, aggirando da destra, al suo termine, dei grossi blocchi che lo ostruiscono, e ritornando poi a sinistra a sostare sui blocchi stessi.
  • Lunghezza 2, III+, 20 metri: fessura lavorata.
  • Lunghezza 3, IV-, 45 metri, 1 chiodo ed un cordone: salire inizialmente quasi nel diedro, mirando ad un cordone attorno ad un masso incastrato. Chiodo a circa 2/3 del percorso per arrivare al cordone. Dal cordone è possibile rimanere nel diedro, oppure obliquare un po' a destra e salire per semplice e bella placca.
  • Lunghezza 4, III, 40 metri, 2 chiodi: risalire un camino a sinistra (un chiodo subito alla partenza ed un altro poco più sopra). Al termine del camino spostarsi a destra e risalire un secondo camino, andando a sostare sotto una grotta costituita dalla prosecuzione del camino stesso.
  • Lunghezza 5, III+, II, 30/40 metri: salire a sinistra per un tratto verticale di pochi metri, cui segue una semplice rampa detritica che sale verso sinistra. Sosta su clessidre o spuntoni.
  • Lunghezza 6, II, 50 metri: proseguire ancora lungo la rampa e svoltare poi a destra per semplici gradoni, arrivando in vetta (sosta su spuntoni, libro di via).
  • Note: breve salita dolomitica, consigliata anche a principianti con un minimo di esperienza: ad eccezione delle soste ottimamente attrezzate, presenta molte delle caratteristiche tipiche delle salite in Dolomiti: chiodatura lunga, roccia a tratti ottima, alternata a tratti più delicati che richiedono attenzione; percorso globalmente evidente ma che richiede, in alcuni punti, di essere ricercato; discesa non difficile ma laboriosa: doppie, tratti detritici, qualche passaggio un po' esposto.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 16 agosto 2001.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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