Valmalenco, Campo Moro, Pilastri del Lago - La via del Gaggia

Valmalenco, Campo Moro, Pilastri del Lago - La via del Gaggia

Dettagli

  • Accesso stradale: da Sondrio seguire la strada provinciale della Valmalenco fino a Lanzada, da dove si seguono le indicazioni per Campo Franscia, e infine per Campo Moro.
  • Avvicinamento: la via attacca in corrispondenza della sommità della conoide detritica del diedro canale che caratterizza l'estrema sinistra della struttura rocciosa denominata "Pilastri del Lago" (immediatamente a dx della Diga di Campo Moro - 10 minuti a piedi).
  • Attacco: targhetta con il nome della via alla base, primo fix a circa 4 metri, ben visibile sulla placca.
  • Discesa: due possibilità:
    • a piedi: semplice ma non ovvia, comunque segnalata da ometti. Dalla cima scendere sul versante opposto a quello di salita verso la Val Poschiavina, facendo attenzione (soprattutto in caso di nebbia) ad alcuni risalti rocciosi; raggiunto il pratone di fondovalle, puntare a sinistra per evitare altri salti rocciosi fino a raggiungere un muretto in cemento. Da qui, superando un passaggio astuto e non evidente (ometti) si raggiunge la strada che riporta verso la Diga. Il tutto in circa 30
    • Difficoltà: 5c, con un passo di 6a+/A0.
    • Sviluppo: 250 metri.
    • Attrezzatura: via ottimamente protetta a fix in tutti i passaggi più difficili; protezioni invece relativamente "lontane" nei tratti più facili; per chi volesse integrare la protezione di tali tratti, sono quindi consigliabili friend (dallo 0,5 al 2) e dadi. Corde da 60 metri.
    • Esposizione: nord.
    • Tipo di roccia: serpentino.
    • Periodo consigliato: estate, fino ad autunno non inoltrato (vedi note).
    • Riferimenti bibliografici: http://www.caisem.org/4s-news.asp#483
    • Relazione
    • Lunghezza 1, 5c, 6 fix, 35 metri: salire la prima placca fino ad un obliquo a sinistra che propone alcuni passi di decisione; la linea di salita e ben indicata dai fix presenti. Sosta attrezzata.
    • Lunghezza 2, 5a, 5 fix, 45 metri: salire per facile rampette verso destra (2 fix piuttosto distanziati) fino a giungere, puntando a sinistra, ad una placca spesso umida che si sale delicatamente (3 fix). Sosta attrezzata.
    • Lunghezza 3, 5b, 3 fix, 30 metri: tralasciando una linea di fix completamente a sinistra (roccia sempre bagnata), si sale per rocce rotte piegando leggermente a sinistra per puntare a uno spigolo/diedro, passato il quale si raggiunge facilmente una comoda cengia erbosa. Si incontrano due soste: una alla fine del tiro, prima della cengia; una all'attacco del tiro successivo, dopo la cengia. Si consiglia di utilizzare la prima per un'eventuale discesa in doppia e direttamente la seconda per l'assicurazione in salita.
    • Lunghezza 4, 5c, 3 fix, 30 metri: superare il muretto iniziale con alcuni passi delicati (comunque ben protetti), per giungere in una zona più rotta e più facile ma meno protetta (comunque ben proteggibile con friend e dadi). Proseguire logicamente fin sotto un evidente muro leggermente strapiombante. Sosta attrezzata.
    • Lunghezza 5, 6a+/A0, 9 fix, 60 metri: forzare il muro sfruttando il diedro sulla sua destra, con difficile ristabilimento (passo chiave della via). Proseguire per placchette con fessure superficiali fino ad una zona dove la roccia diventa più scura, da qui spostarsi lungamente in diagonale verso sx (seguendo la linea imposta dai fix), fino a sbucare su un'ampia e comoda cengia erbosa. Sosta attrezzata.
    • Lunghezza 6, 5c, 5 fix, 25 metri: risalire direttamente lo spigolo soprastante per roccia scura verticale e ben lavorata, ma un poco muschiosa (3 fix). Dopo circa 10 m la roccia si abbatte e, spostandosi leggermente a sx per facili roccette si raggiunge la sosta (poco più in alto rispetto a quella della via Caprice, che lasciamo sulla nostra dx).
    • Lunghezza 7, 3b, 1 fix, 20 metri: salire ancora verso sinistra per facile rampetta obliqua, poi direttamente fino alla sosta attrezzata su un grosso masso oltre il quale troviamo il bel praticello di vetta. Sosta attrezzata.
    • Note: il sole, anche nei periodi estivi, arriva tardi sulla parete. Si consiglia di non attaccare la via prima delle 10.00 e di privilegiare i periodi "asciutti" (la parete può restare bagnata in molti tratti dopo una giornata di pioggia).
      Nella lunghezza 5, per arrivare da sosta a sosta, è necessaria una corda da 60 metri.

      La via è stata aperta tra luglio e settembre 2014 in ricordo di Luca Gaggianese (Istruttore Nazionale di Alpinismo della Scuola di alpinismo, scialpinismo, arrampicata libera e sciescursionismo "Silvio Saglio" - CAI SEM - Milano, scomparso nel 2012 durante una salita nel massiccio degli Ecrins), grazie all'impegno e al lavoro degli istruttori della Scuola "Silvio Saglio".

      La relazione e le fotografie sono state gentilmente offerte per la pubblicazione dal direttore della scuola Silvio Saglio, Massimo Pantani.
    • Aggiornamento: ottobre 2014.
    • Disclaimer
      L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
      Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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