Croda da Lago, Cima Cason di Formin (m.2376) - via Dallago

Croda da Lago, Cima Cason di Formin (m.2376) - via Dallago

Dettagli

  • Accesso stradale: da Cortina d'Ampezzo seguire la strada statale 638 per il Passo Giau fino all'altezza di Ponte Rocurto (una cinquantina di metri prima di un ponte, cartelli indicatori di sentieri).
  • Avvicinamento: seguire il sentiero 437 (lato sinistro della strada salendo) fino ad un bivio segnalato. Da qui prendere a destra il sentiero 435, fino a portarsi in prossimità del monte. Abbandonare il sentiero e, per ghiaie, salire alla base di un evidente diedro (clessidra), che nella parte superiore si apre a "Y": la via segue il ramo di destra. (1h00)
  • Discesa: salire verso sinistra per tracce di sentiero (ometti). Traversare a destra e salire nel camino/canale di sinistra (delicato, terriccio). Salire per pochi metri e girare poi a destra, entrando in un profondo camino, che permette di raggiungere il canale-camino di destra. Risalirlo passando sotto un grosso masso incastrato e arrivando ad una selletta. Scendere per sentiero delicato, poi più semplice, tenendo la sinistra fino all'imbocco di un nuovo canale. Scenderlo per sentiero inizialmente delicato, poi per facili ghiaioni, che consentono di contornare la montagna, tornando all'attacco. (0h45 per tornare all'attacco)
  • Difficoltà: IV, un passo di IV+.
  • Sviluppo: 7 lunghezze per circa 350 metri di sviluppo e 300 metri di dislivello.
  • Attrezzatura: via poco attrezzata, utili alcuni chiodi, oltre a dadi e friend.
  • Esposizione: nord-ovest: via completamente in ombra.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 3/4 ore.
  • Primi salitori: F. Dallago, D. Costantini, 23/09/1970.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Primi passi da capocordata, a cura della scuola di Alpinismo e Scialpinismo "Cesare Capuis" - CAI Mestre - (descrizione e schizzo generale)
    • Dragosei F., Dolomiti. Itinerari scelti di croda, Vivalda Editori, 1999 - (schizzo dettagliato)
  • Cartografia: Tabacco foglio 03 - Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane - scala 1:25.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III, III+, 50 metri: salire sul fondo del diedro spostandosi progressivamente a destra (non continuare sul fondo del diedro, che è poi sbarrato da tetti) fino ad un terrazzo con sosta su chiodi.
  • Lunghezza 2, III, IV, 45 metri: salire per canale con blocchi (semplice) per una ventina di metri, fino a dove il canale si biforca. Seguire il ramo di destra fino ad un terrazzino con sosta da attrezzare (utili i chiodi). C'è anche uno spuntone, ma si muove... La soluzione migliore è probabilmente spostarsi sul fondo del diedro e sostare su blocchi incastrati.
  • Lunghezza 3, III, IV, 35 metri: proseguire per il diedro o la parete di destra fino ad una sosta su chiodi in una nicchia sul fondo del diedro.
  • Lunghezza 4, IV, IV+, 50 metri: salire ancora per il diedro. Portarsi poi in parete a destra: abbastanza appigliata ma poco proteggibile (placca molto compatta). Un chiodo. Riattraversare diagonalmente a sinistra (salendo) andando a sostare su clessidre su una specie di terrazzo alla base della prosecuzione del diedro.
  • Lunghezza 5, IV, 45 metri: continuare per il diedro (semplice) fino alla base di una parete verticale (faccia destra del diedro). Due chiodi, possibile sosta (noi non abbiamo sostato qui, ma sarebbe stato meglio). Salire ancora sul lato destro del diedro fino ad un terrazzino. Sosta da chiodare. (Nota bene: sono circa 20 metri fino alla possibile sosta sui due chiodi)
  • Lunghezza 6, III, 20 metri: proseguire superando un caminetto (o più a destra per rocce appigliate). Il diedro poi si abbatte. Sosta su spuntone.
  • Lunghezza 7, III, II, 20 metri: non siamo saliti in cima, ma abbiamo proseguito su una rampa a destra fino ad uno spuntone.
  • Note: bella via, non banale per la scarsa attrezzature. Percorso evidente a grandi linee. Data l'esposizione scegliere una giornata calda.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 10 agosto 1998.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.