Aiguille de Chardonnet (m.3824) - via Goulotte Escarra
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere Le Tour, paese situato in Alta Savoia, da Chamonix (seguire per Argentiere e poi deviare per Le Tour), oppure dalla Svizzera Ovest. Lasciare la macchina al parcheggio della funivia per il Col de Balme.
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Avvicinamento:
due possibilità:
- salire con la funivia alla stazione superiore che arriva al Col de Balme; da qui per facile sentiero in lungo traverso verso dx fino a raggiungere la morena dove si trova il sentiero che sale direttamente al rifugio Albert Premier (circa 1h15);
- nel caso la funivia sia chiusa (informarsi), oppure se si vuole salire a piedi, prendere il sentiero dietro la stazione della funivia, che sale verso il Col de Balme e poi devia verso dx prima del Colle, raggiungendo il sentiero in traverso descritto prima (calcolare circa 1h30/2h00 in più rispetto alla salita con la funivia
Per raggiungere l'Aiguille de Chardonnet, dal rifugio consigliato prendere il sentiero che sta sulle roccette alla dx orografica del ghiacciaio e poi continuare su ghiacciaio facendo un grande semicerchio da sx a dx, per arrivare in corrispondenza della via normale di discesa. Questa deve essere risalita per pendii a volte ripidi, fino a trovare l'evidente conoide alla base della goulotte (non è il primo grande canale, ma la goulotte subito dopo). Circa 2h30/3h00 dal rifugio.
In alternativa possibile puntare su ghiacciaio direttamente alla Chardonnet, ma sconsigliato per la grande quantità di grossi crepacci più o meno visibili. - Attacco: occorre individuare il punto in cui la terminale è più facile (noi l'abbiamo salita a dx).
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Discesa:
seguire la cresta ovest, che sale alla cima e poi scende in un canalino con roccette. Continuare quindi ancora per cresta esile (in questo punto si arriva in salita se si utilizza il canale subito all'uscita dal colletto finale della goulotte), scendere di nuovo ed arrivare ad un grande canale che piega a dx. Da qui scendere direttamente (ripido, possibilità di doppie a dx su ancoraggi in loco se il pendio risulta difficile), costeggiando delle rocce sulla dx, ma non continuare fino al termine del grande canale: dopo una zona rocciosa subito dopo un colletto sulla dx, evitare le rocce passando a sx e poi andare a dx per arrivare infine a delle roccette con cordoni attrezzati per una doppia in un canale secondario. Dopo la doppia si scende ancora fino ad un altro ancoraggio per doppia, che permette di arrivare allo sbocco del canale. Da qui scendere per pendii a volte ripidi (faccia a valle prima a sx, scendere, ritraversare a dx) raggiungendo infine la traccia usata al mattino per l'avvicinamento.
Per il ritorno "obbligatorio" passare per la dx orografica del bacino (ghiacciaio molto pericoloso se percorso direttamente!!). - Difficoltà: III/4, pendii di neve/ghiaccio e qualche roccetta, inclinazione 60° e un tiro a 80° (pochi metri).
- Sviluppo: 400 metri dalla crepaccia terminale (1122 metri dal rifugio).
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Attrezzatura:
due mezze corde, chiodi da ghiaccio (numero variabile a seconda delle condizioni della goulotte), qualche friend, eventualmente qualche chiodo da roccia per emergenza.
In via presenti alcuni cordoni su spuntoni (da verificare, alcuni precari!!) e qualche raro chiodo da roccia. Le rocce ai lati si prestano spesso all'uso dei friends. - Esposizione: nord-ovest.
- Tempo salita: circa 5h00/6h00 h a seconda dell'allenamento e delle condizioni della via.
- Primi salitori: Jean Escarra, Etienne Payot e Emile Borgeat (per la sponda rocciosa), 29 agosto 1929.
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Riferimenti bibliografici:
- Guida Vallot - Monte Bianco (2), Edizioni Mediterranee
- Damilano F., Neige, glace et mixte - Le topo du massif du Mont-Blanc, Tome 1, JMEditions
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Relazione:
- Salire il pendio verso la crepaccia terminale e superarla dove è più semplice e sicuro (dx?);
- continuare su pendio a 50°. Prendere il canale di sx (ad una biforcazione si vede a dx un altro canale dove sale la via Bettenbourg); arrivare a dei canalini tra roccette. Noi siamo saliti in quello centrale, per poi traversare a sx ed entrare nel canalino vicino;
- si continua per pendio abbastanza uniforme, stando spesso vicini a roccette dove è possibile proteggersi con friends;
- si arriva sotto il tiro chiave, costituito da un salto di ghiaccio a sx di un grosso roccione che fa diedro. Chiodo da roccia a dx poco più sotto;
- salire direttamente il salto di ghiaccio (un chiodo da roccia a dx verso l'alto. Inclinazione iniziale circa 70°, poi più in alto qualche metro a 80°. Si esce in canale e si sosta più in alto a sx (cordino su spuntone);
- continuare ora sul lato sx del canale, con qualche strettoia e roccette da superare/evitare (60° max), per poi spostarsi sul lato dx, dove si trova anche una sosta;
- continuare ancora nel canale fino ad un evidente colletto dove si sosta;
- da qui scendere qualche metro oltre il colletto, nel grande pendio seguente, e salire direttamente alla cresta sommitale prendendo un canale subito a dx (soluzione non verificata);
- in alternativa noi abbiamo traversato lungamente a sx arrivando a delle roccette, dove arriva anche lo Sperone Migot (possibilità di fare sosta). Da qui traversare ancora a sx e poi salire a raggiungere un evidente colletto sotto delle rocce (tratto 50°).Continuare per cresta rocciosa, stando a sx, fino ad arrivare ad una zona di roccette che sale a dx alla vetta (II/III).
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Note:
stupenda salita in bell'ambiente. Se le condizioni sono buone non risulta difficile, anche se è continua.
All'arrivo in vetta la visione sulle pareti nord del bacino d'Argentiere è mozzafiato... - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori e Guido Carnevali, da una ripetizione del 26 giugno 2011 con Luca Monfrini, Paolo Morelli, Matteo Maino, Matteo Rossini durante una uscita del corso avanzato ARG2.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.