Cima Scotoni (m.2874) - via Lacedelli (via degli Scoiattoli)
Dettagli
- Accesso stradale: individuare la strada sterrata che indica il Rif. Scotoni, tra il passo Valparola e San Cassiano, raggiungibile sia dal passo Falzarego, sia dalla Val Badia. Si parcheggia in fondo alla strada (sbarra), in corrispondenza della Capanna Alpina.
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Avvicinamento:
dal parcheggio seguire la sterrata-sentiero che porta al Rif. Scotoni (0h40); possibile dormire lì (rifugio molto accogliente, noi abbiamo optato per questa comoda possibilità).
Dal rifugio continuare per l'evidente sentiero che porta al pianoro sopra al rifugio ad un bellissimo laghetto sotto la parete. Seguire il sentiero che inizialmente va a dx e poi piega a sx verso la Torre del Lago. Appena visibile, seguire una traccia che sale verso il centro della parete e raggiungere lo zoccolo (0h45 dal Rifugio Scotoni, circa 1h30 complessivamente). - Attacco: individuare la sosta zero su clessidra con cordoni vecchi.
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Discesa:
seguire la cengia verso sx (faccia a monte), che facilmente porta al lato opposto della parete e poi alla traccia ed al sentiero fino all'intaglio tra Scotoni e Torre del Lago (attenzione in caso di neve!!!).
Dall'intaglio seguire il sentiero verso l'evidente laghetto ed il sentiero preso al mattino. 0h30 circa per arrivare all'intaglio, poi 0h45 per arrivare al Rifugio Scotoni e 0h30 per arrivare al parcheggio. Totale circa 1h30/1h45. - Difficoltà: VI/VI+, A0/A1.
- Sviluppo: circa 550 metri fino alla seconda grande cengia.
- Attrezzatura: 15-16 rinvii, serie di nut e friend (fino al n°3 BD), cordini vari (soprattutto per allungare i punti di rinvio), martello e chiodi non indispensabili ma utili per emergenze e per aggiungere punti di rinvio, due mezze corde da 55-60m.
- Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: dolomia con qualità variabile, ma sempre da buona a ottima, anche nelle zone gialle ormai ripulite dai passaggi.
- Periodo consigliato: estate, da affrontare con condizioni meteo sicure.
- Tempo salita: 8h00/10h00.
- Primi salitori: L.Ghedina, L.Lacedelli, G.Lorenzi, 10-12/06/1952.
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Riferimenti bibliografici:
- Cortina d'Ampezzo "Best of", Loboedition.de
- Buscaini G., Le Dolomiti Orientali - le 100 più belle ascensioni ed escursioni, Zanichelli
- Relazione
- Lunghezza 1, IV+: dalla clessidra della sosta zero salire sullo zoccolo prima dritto qualche metro e poi spostarsi ad una spaccatura a sx, da salire fino ad una zona più facile dove verso sx si individua una sosta su chiodi.
- Lunghezza 2, IV+/V-: salire dritto su rocce facili, verso la parete vertical-strapiombante. Si trova una sosta sotto un diedro giallastro; ci si può fermare lì ma meglio traversare a dx ad un cordino visibile e salire poi lo spigolo grigiastro sovrastante fino alla sosta sotto un muro strapiombante giallastro.
- Lunghezza 3, A0/A1, VI/V+: salire su per il muro chiodato (A0, altrimenti A1 con staffe); dopo pochi metri c'è un passaggio obbligato di VI/VI+ (probabile chiodo mancante). Si attraversa quindi verso sx per poi trovare la sosta leggermente sopra (tratto di VI obbligato).
- Lunghezza 4, V?: non mi ricordo esattamente questo tiro, comunque si sale in direzione di un evidente diedro sotto il quale si sosta.
- Lunghezza 5, V/V+: salire il bellissimo diedro fino al suo termine (protezioni assenti, utili friends).
- Lunghezza 6, V+: salire su gradoni e poi leggermente a dx prendere un muro giallastro sfruttando fessurine-buchi e buone liste fino ad arrivare sotto l'evidente tetto, da dove si attraversa a sx strisciando per una decina di metri in un cunicolo terroso (impossibile con zaino: meglio che il primo di cordata non abbia lo zaino e che il secondo lo fissi sulle corde davanti a sè, facendolo strisciare). Arrivare ad una sosta su chiodi.
- Lunghezza 7, I: attraversare facilmente verso sx su cengia per una settantina di metri (a metà circa presente spit di una via moderna dove è possibile rinviare). Arrivare ad un chiodo che segnala dove prosegue la via.
- Lunghezza 8, VI+: salire dritti, rinviare ad un chiodo sotto uno strapiombino e salirlo. Salire dritti e poi traversare a sx (non farsi sviare da un chiodo a dx); dritti per rocce compatte e difficili fino ad una zona più ammanigliata da cui traversare a dx alla sosta.
- Lunghezza 9, V: per rocce grigie andare verso dx, fino ad arrivare a sostare sotto un diedro poco marcato con due chiodi visibili.
- Lunghezza 10, VI: su verso il diedro per pochi metri, rinviare lungo al primo chiodo e poi scendere leggermente e attraversare sotto lo strapiombo a dx (friend incastrato). Continuare con un bel traverso su roccia grigia per 10-15 metri fino alla sosta (nel traverso un chiodo nuovo all'altezza degli occhi e poi un chiodo vecchio poco più avanti all'altezza dei piedi). NB: dalla sosta di partenza visibile un cordino colorato in alto a sx: errato!!
- Lunghezza 11, VI: salire dritti qualche metro su roccia compatta, poi traversare a dx (non puntare a cordini più in alto a sx in una zona gialla evidentemente difficile (errato!!!) fino ad arrivare ad una zona rossastra che porta ad accedere ai diedri superiori. Si trovano uno spit e poi dei chiodi normali (non seguire poi gli spit a dx che sono sullo strapiombo in alto), poi andare verso sx sotto uno strapiombo dove si sosta.
- Lunghezza 12, VI/A0: salire a sx della sosta su una spaccatura, arrivare sotto lo strapiombo e poi evitarlo alla sua dx, nel diedro che forma (VI o A0), quindi uscirne a sx ad un piccolo ballatoio sotto un muretto verticale. Si trovano un chido alla sua base ed un chiodo più in alto. Salire il muretto (VI/A0) ed entrare nel diedro a dx. Salire il seguente diedro poco protetto (utili friends), fino ad uscirne a dx al suo termine sotto una zona panciuta con fessura alla sua dx (VI continuo, tiro lungo di circa 50m).
- Lunghezza 13, VI o A1, IV: salire la fessura incastrandosi all'inizio, quindi più facilmente fino ad un anfiteatro dove occorre salire un muretto verticale alla sx (un chiodo alla base + una sosta poco sotto, da noi non usata). Salire il muretto in libera o in artificiale su nut/friends (VI o A1), quindi più facilmente seguire il dedro rampa seguente che porta a dx ad una cengetta. Andare a dx per salire uno speroncino sopra il quale c'è una sosta su due grosse clessidre (IV).
- Lunghezza 14, IV/IV+, II: salire lo strapiombino a dx della sosta, poi più facilmente per rocce facili e per detriti alla seconda grande cengia. Si trova un solo chiodo di sosta, difficilmente rinforzabile. Forse meglio fare sosta più sotto dove ci sono ancora rocce.
- da qui è possibile continuare fino in cima per rocce più facili, individuando più a sx la zona giusta (soluzione non verificata e sconsigliata normalmente per la presenza di rocce instabili).
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Note:
le relazioni consultate da libri ed internet mi hanno deluso per gli evidenti errori contenuti; spesso, seguendo le indicazioni, avrei sbagliato nettamente la direzione di progressione.
In effetti la via non è sempre evidente ed occorre fiuto e non avere troppa fretta. Per questo i tempi di salita possono essere più lunghi del previsto.
Questa relazione non è comunque da prendere alla lettera, consiglio sempre di fare riferimento ad altre relazioni (auguri!!).
Probabilmente in alcuni punti ci possono essere delle possibili varianti; occorre fare attenzione a diversi chiodi trovati fuori via.
Salita grandiosa, una via di gran soddisfazione, una classica difficile. Per me un sogno realizzato...
Via continua e da non sottovalutare, con passaggi prevalentemente in libera e non sempre ben protetti, ma la roccia non è mai avara di appigli.
Durante la salita abbiamo fatto più volte i complimenti ai primi salitori: incredibile la loro bravura per i tempi... - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Mario Colombo del 17 luglio 2009.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.