Courmaon (m.3162) - Cresta Est, via Gervasutti

Courmaon (m.3162) - Cresta Est, via Gervasutti

Dettagli

  • Avvicinamento: dalla carrozzabile che, dalla frazione Prese di Ceresole, sale al capoluogo, appena oltre il secondo tornante, individuare sulla destra la stradina che conduce all'imbocco del sentiero Gta (segnali e indicazioni per Bivacco Giraudo). Seguire l'ampio e comodo sentiero che, dapprima con alcuni tornanti, poi in direzione nord-est, consente di raggiungere il pianoro erboso in località Cà Bianca (1942 m, baita). Proseguire, abbandonando il sentiero Gta alla quota di circa 2000 m, per i ripidi pascoli dell'Alpe Ramà prima e Ciaplus poi (2019 m e 2168 m) rimontando con alcune svolte l'amena conca, fino alla sovrastante ampia sella del Colle Sià 2274 m. Oltrepassato il colle, nel magnifico vallone del Roc, localizzare e raggiungere, in direzione est, l'Alpe Loserai di Sopra 2312 m (2 ore da Ceresole - possibilità di bivacco di fortuna nelle baite). Dalle baite, rinvenire un antico manufatto per la captazione dell'acqua, e seguirlo pressochè in piano per immettersi nella parte alta del vallone del Roc (acqua poco lontano dalle baite in prossimità di un canalone a monte della presa). Puntare quindi al punto più basso della cresta est del Courmaon, in corrispondenza della quota 2791 m, che si raggiunge risalendo faticosamente la pietraia. (1.00-1.30 da Loserai di Sopra)
  • Attacco: raggiunta la cresta, aggirare sul versante Roc i primi risalti, su roccia mediocre, poi per cengia continuare facilmente fino alla base dell'evidente triangolo roccioso che caratterizza il versante est. Individuare un ometto, in prossimità del primo diedro che si raggiunge con un tiro di corda.
  • Discesa: dalla sommità dell'anticima, quota 3155 m, traversare in leggero sali-scendi il versante sud (lato Ceresole), fin oltre la vetta principale del Courmaon 3162 m, raggiungendo il colletto a quota 3077 m, compreso fra Courmaon e Cuccagna. Abbassarsi direttamente nel canale sul versante nord (lato Roc), per raggiungere senza difficoltà i detriti e le pietraie alla sua base. Traversare lungamente per pascoli e gande rocciose fino a ritornare all'Alpe Loserai di Sopra e al Colle Sià dove riprendere il sentiero di rientro a Ceresole.
  • Difficoltà: fino al 6a (2 passaggi), oppure: 5+ e A0.
  • Sviluppo: 300 m (oltre lo zoccolo - 10 lunghezze).
  • Attrezzatura: normale dotazione alpinistica, 10 rinvii, serie di nuts e friends, 2 corde da 50 m. La via è chiodata ove necessario, tuttavia non tutte le soste lo sono.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: gneiss.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: Considerare circa 2.30 ore per l'avvicinamento dall'Alpe Loserai di Sopra alla base del Triangolo, 3.00 ore per la salita e 2.30 per il ritorno a Loserai di Sopra.
  • Primi salitori: G. Gervasutti con E. Giraudo, 14 luglio 1942.
  • Riferimenti bibliografici: Oviglia M., Rock Paradise, Edizioni Versante Sud, 2000
  • Cartografia: IGC, n° 3 - Gran Paradiso - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 4+ poi 5, 2 ch., 40 metri: dalla estremità sinistra della cengia, salire un diedro fessura, traversare a d. in direzione dell' evidente ometto di pietre, risalire il diedro sovrastante e sostare alla sommità del medesimo su un terrazzino. S1 su 2 chiodi.
  • Lunghezza 2, 4+ poi 5, 2 ch., 25 metri: salire leggermente e traversare a d. per immettersi in un secondo diedro che conduce ad un ampio terrazzo sul filo dello spigolo. S2 su 2 chiodi.
  • Lunghezza 3, 5, 5+ e 6a, 5 ch., 35 metri: proseguire per ottime fessure in direzione di un caratteristico monolito giallo, superarne lo strapiombo ed uscire a d. sull'esile ma netto gradino di sosta. S3 su 2 chiodi.
  • Lunghezza 4, 6a poi 5+ e 5, 3 ch., 45 metri: alzarsi per la fessura appena a d. della sosta, proseguire leggermente a d. puntando ad un grosso blocco strapiombante, superarlo e dove la parete diviene aggettante, traversare delicatamente a d. per immettersi nel diedro fessurato che riporta sul filo di cresta. S4 su blocchi.
  • Lunghezza 5, 6a poi 4 e 3, 1 ch., 30 metri: superare direttamente il breve e compatto salto giallo che segue, poggiando poi sul lato s. (sud) del filo di cresta. S5 su blocchi.
  • Lunghezza 6, 4 poi 3, 30 metri: ancora per gradoni sul lato s. del filo di cresta fino alla base di un evidente salto rossastro solcato da un'esile fessura. S6 su blocchi.
  • Lunghezza 7, 2 poi 3, 50 metri: traversare a s. e raggiungere un grosso ripiano monolitico, alla cui estremità è situato un netto diedro verticale. S7 su 1 chiodo.
  • Lunghezza 8, 5 poi 4, 2 ch., 35 metri: proseguire fino alla sommità del diedro, poi per gradoni traversando leggermente a s. fino ad una cengia ove sostare. S8 su nuts e friends.
  • Lunghezza 9, 4 poi 3, 35 metri: salire poggiano a d. in direzione di un diedro fessurato che riporta in cresta, sostandone alla base. S9 su nuts e friends.
  • Lunghezza 10, 5 poi 4, 1 ch., 35 metri: salire il diedro e piegando a s. in breve raggiungere la sommità dell'anticima. S10 su blocchi.
  • Note: nel solitario e incantevole vallone del Roc, al cospetto dei versanti meridionali del Ciarforon, della Becca di Monciair e dei Denti di Broglio, la forma slanciata e insolita, caratterizzata da una parete perfettamente triangolare, alta 150 m del Courmaon, attira l'attenzione dell'alpinista già dalla strada che risale la valle dell'Orco. La ripetizione di questo itinerario, offre l'opportunità di calarsi in un angolo speciale del parco del Gran Paradiso, e l'occasione di saggiare il tipico gneiss granitoide che richiede un'arrampicata spesso rude e decisa.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Davide Rogora, 11 luglio 2004.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.