Daint de Mesdì (m.2881) - via Rizzi-Thomasson (parete sud)

Daint de Mesdì (m.2881) - via Rizzi-Thomasson (parete sud)

Dettagli

  • Avvicinamento: da Colfosco (Alta Badia) seguire il sentiero che risale la valle di Mesdì (segnavia 651), oltrepassare il bivio per il rifugio Cavazza (sentiero che sale a destra) e proseguire fino a che si è in vista, sulla destra, del profondo intaglio tra Becco e Dente di Mesdì. Fin quì circa 1h45. Abbandonare il sentiero e salire a imboccare il canale, che si risale per saltini, ghiaie, qualche tratto di arrampicata, sfasciumi (e, in altre annate, anche neve) fino ad un'ampia cengia che si stacca sulla destra. Percorrere comodamente la cengia per qualche decina di metri fino al secondo di due ometti. Complessivamente 2h30.
  • Discesa: dal punto in cui esce la via, scendere alcuni metri nel canale sul versante opposto a quello di salita, piegando subito a destra in un camino. Scendere il camino arrampicando o con una prima doppia di 20 metri. Seguono poi una serie altre doppie:
    • 2a doppia: 25 metri
    • 3a doppia: 33/34 metri
    • 4a doppia: 20/25 metri
    • 5a doppia: 50 metri, fino alle ghiaie basali

    Proseguire a sinistra (viso a valle) per tracce di sentiero (ometti) e risalire alla Sella di Val de Tita (dove scende da destra il sentiero della normale alla Cima Piasciadù). Da qui scendere al Rifugio Cavazza (1h00).

  • Difficoltà: III e IV.
  • Sviluppo: 6/7 lunghezze, per circa 230 metri di dislivello e 360 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: soste su chiodi, clessidre e spuntoni, qualche chiodo in via. Utili dadi e friend.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 3/4 ore.
  • Primi salitori: Luigi Rizzi, Beatrice Thomasson, Luglio 1900.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Favaretto F., Zannini A., Gruppo di Sella, CAI-TCI, 1991
    • Dragosei F., Dolomiti. Itinerari scelti di croda, Vivalda Editori, 1999
    • Iacopelli R., Dolomiti & dintorni, CIERRE Edizioni, 2000
  • Cartografia: Kompass n° 616 - Val Gardena - Sella - Canazei - scala 1:25.000
  • Relazione
  • nota: le difficoltà: indicate sono tratte dal terzo riferimento bibliografico indicato (Dolomiti e dintorni).
  • Lunghezza 1, IV-, III, 55 metri, 1 chiodo: dall'ometto salire a sinistra per due gradoni e poi per un canale fino a portarsi alla stessa altezza dell'inizio di un ampio diedro che sale una quindicina di metri più a sinistra. Passare il canale sulla sinistra (passo delicato, 1 chiodo) e traversare verso sinistra, in esposizione ma su ottima roccia, fino all'inizio del diedro. Risalire integralmente il diedro, ampio, su roccia buona, che strapiomba leggermente nell'ultimo tratto. Sosta su cordino in clessidra.
    Attenzione ai rinviaggi: corde molto angolate. Potrebbe essere una buona idea spezzare la lunghezza attrezzando una sosta al termine del traverso, all'inizio del diedro.
  • Lunghezza 2, III+, 15 metri, tre chiodi: risalire uno stretto camino non molto verticale fino ad una nicchia (vecchio chiodo con anello). Da lì salire a destra per fessura e poi placca compatta (2 chiodi) mirando ad un evidente ballatoio a destra: sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 3, III/IV, 40 metri: lunghezza difficile, su ottima roccia, molto compatta. Si sale per placche compatte non facilmente proteggibili spostandosi un po' a destra dopo qualche metro, rispetto alla verticale della sosta. Sosta su cengia su due chiodi distanziati e clessidra.
  • Lunghezza 4, III, 50/55 metri: aggirare un muretto strapiombante da sinistra per ottima roccia e rientrare poi sulla verticale della sosta in un caminetto superficiale di una decina di metri (2 chiodi, possibilità di sosta). Proseguire e sostare su spuntoni.
  • Lunghezza 5, III, 50 metri: proseguire con percorso abbastanza libero per paretine. Salire un caminetto a sinistra o una parete articolata a destra fino ad una prima terrazza. Ancora per muretto ben articolato fino ad un ampia cengia. Sosta su spuntone.
  • corde in mano proseguire per alcuni metri fino ad un intaglio. Sosta su clessidra o spuntone.
  • Lunghezza 6, III, IV-, II, 50 metri: salire per caminetto e traversare a sinistra per cengia. Scendere in arrampicata per alcuni metri fino ad una conca (volendo dovrebbe essere possibile attraversare anche su una cengia più in basso, semplificando così il percorso al secondo di cordata). Delle due fessure/camino salire quella di sinistra per alcuni metri fino ad un ripiano, spostarsi a destra e proseguire per questa fessura/camino, o, meglio, per lo spigolo che separa le due fessure, di ottima roccia (possibilità di proteggersi su sassi incastrati nella fessura). Si arriva così ad un ampia cengia con un'enorme clessidra. Salire la paretina sovrastante (altra clessidra) e proseguire poi in camino ben appigliato che si abbatte sempre più (divenendo anche un po' friabile) fino alla forcella di uscita. Spuntone (un po' corto!) a sinistra.
  • slegati, traversare a destra e per roccette salire all'anticima (50 metri), scendere in un intaglio e risalire alla cima vera e propria: ometto e libro di via.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 13 agosto 2002.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.