Dammazwillinge (m.3275) - SW-Pfeiler
Dettagli
- Accesso stradale: oltrepassata la galleria del Gottardo, lasciare l'autostrada all'uscita di Göschenen e seguire le indicazioni per Andermatt prima ed il passo del Furka poi. Prima del passo, poco oltre Tiefenbach, una strada parzialmente sterrata sale a destra e conduce ad un parcheggio sterrato.
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Avvicinamento:
dal parcheggio seguire il sentiero per il rifugio Albert-Heim. Prima che il sentiero inizi a salire sull'ultimo dosso (dopo circa 30/40 minuti dalla partenza) seguire una deviazione segnalata (cartello) verso sinistra (segnavia bianchi e rossi) e poi, per un breve tratto, segnavia bianchi e blu. Si giunge così all'inizio del ghiacciaio, su cui si può salire immediatamente o solo al termine di una morena laterale.
Risalire lungamente il ghiacciaio lasciando a destra l'evidente cresta del Gletschhorn. Oltre questo punto proseguire sul ghiacciaio per circa 0h15. - Attacco: l'attacco è situato in corrispondenza di una nicchia che si trova sulla verticale della caratteristica macchia rosso-nera (cfr. anche la seconda foto), visibile alla sommità delle rocce grigie basali (ometto). La nicchia è a destra di un tetto grigio e al piede della fessura-diedro che delinea il tracciato della prima lunghezza. (2h45 dal parcheggio)
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Discesa:
5 calate con corde da 60 metri, altrimenti 7 con corde da 50 m. Nel dettaglio:
- effettuare una doppia breve (sufficiente una corda) per tornare alla sosta 7. E' sconsigliabile eseguirne una più lunga, essendo questo tratto irto di spuntoni;
- con una doppia di quasi 60 metri si torna alla sosta 4. Con corde più corte è possibile effettuare due calate, sostando alla base della fessura-lama;
- doppia obliqua verso dx (viso a valle) a scavalcare il canale e arrivando alla base della placca delle fessure sinuose;
- si arriva alla sosta 2 anche con corde da 50 m; doppia spezzabile (attenti al recupero, a noi si è incastrata!);
- si arriva fino a terra. Con corde da 50 m è necessario frazionare alla sosta 1.
- Difficoltà: 5b.
- Sviluppo: 8 lunghezze, per circa 220 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: soste attrezzate. In via chiodatura discreta a spit e chiodi, facilmente integrabile con friend e nut (utili). Ramponi e piccozza consigliabili (secondo la stagione) per l'avvicinamento, che si svolge per un lungo tratto su ghiacciaio talora crepacciato; procedere eventualmente legati.
- Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: primavera (avvicinamento con gli sci), estate, inizio dell'autunno. Sole da metà mattina.
- Tempo salita: 3h00/4h00.
- Primi salitori: Peter Arigoni, Hanspeter Geier, 1962.
- Riferimenti bibliografici: von Känel, Jürg, Plaisir Ost, Edition Filidor, 1999
- Relazione
- Lunghezza 1, 5a, 35 m: dalla nicchia innalzarsi sulla destra, seguire una rampetta semplice, poi tornare a sx alla fessura-diedro in corrispondenza della macchia rosso-nera. Salire fino ad una fessura verticale (chiodo, mobile!), alzarsi con difficoltà fino a riuscire a compiere un breve movimento in dulfer e raggiungere più facilmente la sosta visibile a sx.
- Lunghezza 2, 4a, 5a, 25 m: riportasi a dx (spit) e proseguire, con percorso logico, per rampetta verso destra, rimanendo poi un po' a destra, fuori dalle fessure (più semplice di quanto sembri). Si arriva così ad un ultimo tratto verticale ben protetto: spit, chiodo a pressione con anello, spit. Poco più sopra, a sinistra, la sosta.
- Lunghezza 3, 5b, 30 m: salire a sinistra della sosta (chiodo a pressione con anello) e traversare a sinistra orizzontalmente in placca su piccoli appoggi: delicato ma non molto difficile, fino ad un altro chiodo con anello. Ancora a sinistra, per poi risalire un vago spigolo ben fessurato: due spit, un chiodo. Sosta comoda.
- Lunghezza 4, 5b, 40 m: verticalmente ma obliquando leggermente verso sx: 2 spit. Dal secondo spit due possibilità: a) proseguire a sx doppiando lo spigolo, giungere ad un ballatoio e salire la breve placca compatta sovrastante (2 spit, possibile A0 o 5c) poi più facilmente fino alla sosta; b) tornare a dx e proseguire verticalmente (difficile passaggio su fessura larga una dozzina di centimetri, con sassi incastrati), sopra più semplice fino alla sosta.
- Lunghezza 5, 5b, 4c, 45 m: salire verticalmente seguendo sistemi di fessure sinuose (incastri di piede) ben chiodate (spit accanto ai vecchi chiodi, sic!). Ci si sposta così progressivamente verso destra, salendo poi parallelamente ad un diedro/canale, in cui infine si entra: chiodo con cordone, resti probabilmente di una vecchia sosta. Su difficoltà minori si sale in obliquo a destra, uscendo quindi dal diedro/canale su difficoltà contenute. Sosta. Nota: da quì, in discesa, andrà fatta una doppia obliqua: attenzione.
- Lunghezza 6, 5a, 40 m: spostarsi a destra (chiodo) per rocce semplici, poi alzarsi per lame verticali direttamente alla sosta (4 spit). La via originale continua a dx fino ad un ampio diedro-canale (cordino su spuntone), che si risale di qualche metro fino a quando è possibile tornare a salire obliquamente a sinistra con percorso logico (rampa).
- Lunghezza 7, 5a, 4c, 40 m: salire a sinistra per spuntoni appigliati (qualche rumore sospetto...) fino alla base di una netta lama-fessura che sale verticalmente per una quindicina di metri. Tratto molto estetico ma più semplice di quanto possa sembrare. Dopo la lama-fessura si prosegue ancora lungamente su difficoltà minori (qualche spit) fino alla sosta.
- Lunghezza 8, 4c, 3b, 30 m: proseguire leggermente in obliquo a destra: la sosta finale è ben visibile. Semplice, con qualche passo un po' più complicato verso la fine. La sosta è ben posizionata per la calata, ma non per recuperare i secondi: scavalcare la lama cui è attaccata, arrivando ad una comoda piattaforma su cui sostare (spit). Libro di vetta.
- Note: bella via, in ambiente grandioso, su roccia ottima e ben fessurata. Attenzione alla quota: se il cielo si copre, fa freddo!
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 24 giugno 2007. Aggiornamento a cura di Davide Rogora, in occasione di una ripetizione del 18 agosto 2009.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.