Dent Blanche (m.4356) - cresta Sud (via normale)
Dettagli
- Avvicinamento: da Ferpècle (m.1900, Vallese - CH) si sale all'Alpe Bricola per comodo sentiero dove si prosegue fino al ghiacciaio des Manzette, lo si attraversa sino a raggiungere una dorsale rocciosa da risalire (faticosamente) lungamente, al termine si attraversa un nevaio e si giunge al rifugio a quota m.3507 (Rifugio della Dent Blanche - Capanna Rossier). Ottime segnalazioni sul nevaio con trespoli visibili da lontano, anche con nebbia (come è successo durante la nostra salita). (5h0/5h30)
- Attacco: direttamente dietro al rifugio, risalendo la cresta rocciosa su cui è posto lo stesso edificio.
- Discesa: per la stessa via di salita.
- Difficoltà: AD, con passi di III e uno di IV.
- Sviluppo: 1700 m il primo giorno per la salita al rifugio, 850 m per la salita alla cima.
- Attrezzatura: completa d'alta quota, materiale per ghiaccio (piccozza, casco, 2 chiodi da ghiaccio, cordini e una scelta di nuts).
- Esposizione: sud.
- Periodo consigliato: luglio, agosto, settembre.
- Tempo salita: 5 ore il primo giorno, 3-4 ore per la salita alla vetta, altrettante per la discesa sino al rifugio.
- Primi salitori: Jean-Baptiste Croz, Johann Kronig con Thomas Stuart Kennedy e William Wigram, 1862.
- Riferimenti bibliografici: Goedeke R., I 4000 delle Alpi, Edizioni Guide Iter.
- Cartografia: CNS 1237, 1247 (1:25000) e CNS 283 (1:50000).
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Relazione:
dal rifugio si risale un tratto roccioso da fare al buio, sino ad arrivare sulla lunga spalla nevosa (cornici sul versante est). La si percorre alternando tratti di facili roccette a tratti di neve con traversate sui due versanti che sorreggono la cresta. Proseguendo sul filo della cresta, che diviene sempre più roccioso, si arriva sotto il Gran Gendarme, la cui scalata diretta presenta passi di III e IV, oppure (come abbiamo fatto noi) si aggira sul versante Ferpècle, con traversata esposta sino a prendere un couloir di neve-ghiaccio (50°) che con circa due tiri di corda riporta sulla cresta alle spalle e in prossimità della vetta del gendarme appena aggirato. Si prosegue poi su una cresta aerea con roccia molto buona, superando altri piccoli gendarmi fino ad un gendarme di roccia bianca molto caratteristico. Segue ancora un tratto facile e molto panoramico che in breve conduce alla grande croce di vetta.
Lungo la cresta si trovano alcuni ancoraggi e spit posizionati per agevolare la salita e per rendere soprattutto più veloce la discesa che avviene per lo stesso itinerario, utilizzando le soste di calata nei tratti più impegnativi. - Note: montagna spettacolare, cresta ariosa e panoramica, tratti di ottima roccia e traversate particolarmente esposte lungo i versanti est ed ovest della cresta. Particolare attenzione sui pendii durante la discesa.
- Aggiornamento: relazione a cura di Massimo Marazzini, ascensione effettuata il 23/07/2006 con Guido Gagliardi, Paolo Morelli e Palma Lanfredi.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.