Cima delle Dune (m.1417) - via Marmotta in Placca

Cima delle Dune (m.1417) - via Marmotta in Placca

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla cima del Lago di Como, quasi in corrispondenza del Ponte del Passo, seguire le indicazioni per raggiungere il paese di Albonico. Poco prima del paese prendere a sinistra la via Peschiera, e per strada a tratti molto tortuosa (tornanti stretti che, con un auto di media dimensione, richiedono manovre!) proseguire per circa un chilometro e mezzo, fino alla località "Il Forno", parcheggiando a lato della strada, a questo punto sterrata.
  • Avvicinamento: dal parcheggio seguire la freccia in legno con l'indicazione "Albonico vecchia" ed inoltrarsi nel bosco per sentiero. Tutto il percorso è contraddistinto da lettere "M" a vernice (rosse, verdi, bianche) su rocce ed alberi. Dapprima si passa nei pressi di una chiesetta, che si lascia sulla sinistra per salire nel bosco e tornare decisamente verso destra (viso a monte) per tracce di sentiero, fino ad un traliccio isolato con molte "M". Da quì si risale verso monte, passando tra due baite e proseguendo per tracce di sentiero nel bosco di castagni, passando vicino ad alcuni ricoveri costruiti sotto grossi massi. Nell'ultimo tratto le "M" divengono bianche, e poco visibili, ma sono presenti un buon numero di ometti che conducono fino alla placca di attacco. (1h30)
  • Attacco: segno bianco, buco di spit, e primo spit utile visibile dopo qualche metro.
  • Discesa: a doppie lungo la via: ogni sosta è attrezzata con una piccola maglia rapida. Oppure è possibile scendere quasi integralmente a piedi, scendendo nel canale a sinistra della via (viso a monte) per tracce di sentiero (in partenza c'è anche un ometto). Prestare attenzione: terreno non molto compatto (terra) e a tratti erba secca che può essere pericolosa. In questo modo si arriva fin sopra i primi due tiri, dove, reperita la seconda sosta, ci si cala con due doppie fino al punto di attacco (prestare attenzione, durante la salita, a dove è posizionata questa sosta: scendendo dall'alto non è facilmente visibile).
  • Difficoltà: max 5c.
  • Sviluppo: 12 lunghezze, per circa 600 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: la via è attrezzata a spit dove serve, con chiodatura abbastanza distanziata ma sufficiente. Utile, eventualmente, qualche friend o dado medio/grosso.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: primavera e autunno, probabilmente troppo caldo in estate.
  • Tempo salita: 3h00/4h00
  • Primi salitori: J. Palermo, V. Rubini, Giugno 2002.
  • Cartografia: Kompass, foglio 92 - Chiavenna, Val Bregaglia - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 4c, 45 metri: dall'attacco si risale per placche compatte, ma con qualche lametta e scaglia che richiede attenzione, prendendo confidenza con la roccia.
  • Lunghezza 2, 5b, 45 metri: primo tratto abbastanza impegnativo: spostarsi leggeremnte a sinistra per rientrare poi a destra e proseguire in verticale. Là dove non si vedono più spit proseguire dritti (terreno comunque un po' più semplice) fino ad uno spit non visibile posto sopra una roccia, da cui in breve alla sosta.
  • risalire per erbe e massi per qualche minuto, piegando leggermente a destra fino alla base di un'ampia placconata rossastra, abbastanza abbattuta.
  • Lunghezza 3, 3a, 50 metri: risalire la placconata, aggirando da destra un piccolo strapiombino.
  • Lunghezza 4, 5a, 45 metri: proseguire per terreno semplice e traversare poi a sinistra, quasi orizzontalmente, sfruttando delle lame sporgenti verso il basso (eventualmente è possibile integrare le protezioni in loco con un paio di friend medio-grossi). Continuare a traversare fino a che non diviene possibile salire fino ad un ripiano. Segue un tratto in placca, chiodato lungo, ma con ottimi appoggi, fino alla sosta.
  • Lunghezza 5, 4a, 50 metri: per placche più semplici, ma non elementari, si supera un primo risalto, poi un tratto abbattuto, ed infine un secondo risalto.
  • corde in spalla si risale per prati, su erba scivolosa, puntando leggermente a destra ad una placca, con alla base una cengia alberata: spit visibili.
  • Lunghezza 6, 4b, 50 metri: salire con un movimento delicato tra il primo ed il secondo spit (spostarsi un po' a destra). Segue un tratto di erba (pochi metri) ed un secondo salto di difficoltà elementari, alla cui sommità si sosta.
  • ancora per prato, si sale leggermente a sinistra alla base di una nuova placca. Spit poco visibili: cercare un ometto alla base delle placche, che segnala il punto di attacco. La placca è anche riconoscibile perchè chiusa, dopo una dozzina di metri, da un muretto strapiombante.
  • Lunghezza 7, 5c, 45 metri: salire la placca appoggiata e superare a destra (spit) l'evidente strapiombino grazie ad un'ottima fessura (e ad un'ampia spaccata). Segue un tratto in placca appoggiata, semplice, che termina alla base di un muretto verticale (spit), da cui si esce con movimento delicato (difficile ristabilimento su una buona presa per le mani). Ancora qualche metro più semplice e si è in sosta. Le difficoltà della lunghezza sono in pratica concentrate tutte nei due passaggi descritti (più difficile il secondo).
  • Lunghezza 8, 5c, 45 metri: lunghezza più continua della precedente. Si inizia con un trato semplice, cui segue una placca delicata, che richiede qualche spostamento verso destra, con chiodatura un po' lunga, fino a delle lame (possibile integrare le protezioni con un dado medio o un friend piccolo) che consentono di spostarsi a destra in obliquo. Continuare a traversare a destra (spit inizialmente non visibile) fino a raggiungere il lato destro di una placca da usare per salire. Ancora pochi metri e si è in sosta.
  • Lunghezza 9, 4b, 45 metri: si prosegue su difficoltà via via minori.
  • Lunghezza 10, 3a, 45 metri: sempre più facile...
  • Lunghezza 11, 2c, 30 metri: ...quasi camminando.
  • ancora un tratto a piedi per erbe fino alla base della placca successiva: cercare gli spit, mancano altri segni evidenti.
  • Lunghezza 12, 5c, 50 metri: bella lunghezza su placca compatta. Salire dritti (non difficile) e poi in leggera salita in obliquo a sinistra (delicato e chiodato lungo), poi dritto con difficoltà decrescenti fino alla sosta terminale (uno spit con un moschettone bloccato).
  • Note: via discontinua, che collega una successione di placche fino ad arrivare alla cima. Consigliabile per l'ambiente ed il magnifico panorama sul fondovalle (lago di Novate Mezzola) e le montagne circostanti.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 25 aprile 2004.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.