Eldorado (m.2400) - via Motorhead
Dettagli
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Accesso stradale:
da Milano prendere l'autostrada per Como e superare il confine con la Svizzera, seguendo le indicazioni per Bellinzona e poi per il Gottardo. Superare il traforo e uscire per Andermatt-Furkapass. Raggiunto il Furkapass si va per il Grimselpass e poco dopo si raggiunge il Grimsel Hospitz, dove si parcheggia.
Il Grimselpass è raggiungibile, forse più comodamente, evitando il traforo del Gottardo ad Airolo e seguendo la Val Bedretto, oltrepassando poi il Nufenenpass. Al termine della strada andare a dx per Gletsch e poi Grimselpass. -
Avvicinamento:
dal parcheggio seguire l'indicazione per Lauterhaar Hutte (a dx guardando l'entrata dell'albergo). Il sentiero passa dietro una costruzione, scende per scalini metallici e va verso la diga, che si attraversa fino ad una scala coperta. Da lì seguire il sentiero che va prima a dx e poi a sx, segue una galleria buia e continua lungamente per saliscendi fino sotto la parete. Per tracce si sale verso la parete. (1h30)
NB: prima della parete, in corrispondenza del canale poco intuibile alla sua dx, sul sentiero è poco visibile una traccia a dx che sale. Si tratta della traccia di discesa, dove può essere comodo lasciare gli zaini. Poco sopra c'è un grosso masso con muretto eventualmente comodo per bivaccare. - Attacco: a dx del caratteristico tettone visibile nella parte bassa della parete, in corrispondenza di una rampa-fessura appoggiata con la scritta della via.
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Discesa:
dalla sommità andare a dx (faccia a monte), verso un evidente ometto. Continuare ancora in quella direzione per tracce ben visibili ed un altro ometto. Si entra ora in un canale dove si seguono ancora visibili tracce. Si arriva ad un salto che scende in un canale incassato. Prima di arrivare lì occorre fare attenzione ad una placca leggermente più in alto della traccia, a dx (faccia a valle), dove si trova una sosta con spit e cordoni per la calata. Scesi nel canalone incassato si continua per tracce e roccette, per poi sbucare in una zona più fangosa e con vegetazione dove, con traversi vari, seguendo sempre tracce, si arriva infine al sentiero che costeggia il lago preso al mattino. (1h00)
Da quì, andando a sx, si torna all'Ospizio. (1h30) - Difficoltà: VI+.
- Sviluppo: circa 500 metri.
- Attrezzatura: serie di friend (fino al n°3 BD, molto importanti le misure medio-piccole), serie di nut, due mezze corde da 60 metri (utili per eventuali ritirate).
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: granito di ottima qualità ma lisciato dal ghiacciaio.
- Periodo consigliato: estate e autunno.
- Tempo salita: 5h00/6h00.
- Primi salitori: C. & Y. Remy, 1981.
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Riferimenti bibliografici:
- Mangili F., Quaglia A., Arrampicare in Svizzera, Edizioni Versante Sud
- Von Kanel J., Plaisir West
- Relazione
- Lunghezza 1, IV+: su per la rampa-fessura svasa fino a superare una zona leggermente più verticale, sopra la quale si sosta, alla dx di un grosso tetto/strapiombo.
- Lunghezza 2, VI+: continuare ancora per fessura-rampa facilmente fino ad una placca con uno spit. Passaggio difficile in aderenza a raggiungere una presa piatta. Da lì si va verso sx ad un terrazzo alla base di un diedro verticale inciso da una fessura da salire in dulfer per arrivare alla sosta sotto un bel diedro.
- Lunghezza 3, VI+: salire il diedro in dulfer utilizzando la fessura anche per i piedi. Al termine si va leggermente verso sx, salendo poi per fessure-lame (seguire quelle di dx) ad uno spit dal quale si traversa a sx alla sosta.
- Lunghezza 4, IV: procedere per facili placche fessurate, andando poi a dx verso la base di un diedro.
- Lunghezza 5, V: continuare per diedro fessurato man mano più appoggiato fino alla sosta.
- Lunghezza 6, VI, poi V+: prendere le fessure a dx della sosta. Passo delicato alcuni metri sopra lo spit. Si raggiunge così una zona con qualche maniglia e il successivo diedro appoggiato, da seguire su placca fino alla sosta.
- Lunghezza 7, VI+: continuare in dulfer per il diedro, placca inizialmente difficile per i piedi. Continuare fino alla sosta.
- Lunghezza 8, VI+ oppure VI e A0, poi IV: NON CONTINUARE PER IL DIEDRO (visibili spit più in alto, ma si tratta di un'altra via che passa a sx). Salire invece la parete a dx della sosta (visibile nut incastrato e uno spit). Dallo spit si traversa a dx a fessurine da prendere da cui salire verticalmente per continuare su rocce più facili e fessura fino alla sosta.
- Lunghezza 9, IV: continuare per facili placche inclinate fessurate fino alla comoda sosta su terrazzino verso dx.
- Lunghezza 10, V+: salire la placca appoggiata e liscia sopra la sosta, raggiungendo uno spit circa a metà di essa. Continuare per placca ma attraversando gradualmente a dx per arrivare alla zona più articolata di una rampa. Si sale fino contro una paretina verticale ma ammanigliata da salire per uscire ad una sosta poco più sopra.
- Lunghezza 11, VI: salire a dx della sosta fino ad una zona con grossi quarzi che permettono di traversare a dx, per arrivare ad una lama cieca da seguire fino a rimontare una lama orizzontale. Traversare a sx ad uno spit per arrivare alla sosta alla base di un diedro.
- Lunghezza 12, VI+: continuare per il diedro con la fessura da salire in dulfer, inizialmente abbastanza facile fino ad uno spit, poi la fessura diventa svasata e cieca, improteggibile per qualche metro. Si arriva ad un tetto che si aggira a sx ad una buona lama dietro la quale c'è un altro spit. Ora si prosegue per placca più appoggiata da seguire in prossimità della parete di dx, fino ad arrivare ad una zona della parete con fessure (spit) da salire direttamente (possibilità di proteggersi con friends sotto il tettino a dx). Continuare poi per diedro più ammanigliato fino ad una cengetta a dx che si evita, per andare alla sosta scomoda sul filo dello spigolo a sx.
- Lunghezza 13, V+, poi IV: dalla sosta salire per la fessura svasata sovrastante e le due fessure arrotondate seguenti, poi continuare più facilmente su roccia più appoggiata, fino alla sosta. Da qui noi abbiamo continuato per altri 10 metri circa, spostandoci a dx della sosta e salendo per rocce ammanigliate fino al pianoro dove termina la parete. Sosta verso sx.
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Note:
salita stupenda, roccia compatta, fantastica, poco appigliata tranne dove ci sono le fessure, che però spesso sono svase.
Via con carattere alpinistico per i pochi spit presenti e la necessità di proteggersi (non sempre facile e possibile).
Via molto consigliabile, a patto di padroneggiare il tipo di arrampicata, prevalentemente tecnico e di testa, con qualche breve tratto in dulfer faticoso.
Il posto è fantastico e merita una visita. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 3 luglio 2010 con Guido Gagliardi e Matteo Colombo.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.