Engadina, Valle del Forno (m.2000) - cascata di Cavloch

Engadina, Valle del Forno (m.2000) - cascata di Cavloch

Dettagli

  • Accesso stradale: da Chiavenna (SO) si segue la strada che sale verso il passo del Maloja. Dopo i tornanti e poco prima del passo, prendere una strada sterrata che va a dx verso la Valle del Forno. Lasciare la macchina poco dopo in ampio parcheggio.
  • Avvicinamento: seguire la sterrata che va verso il lago di Cavloch, con tratti in piano, tornanti e salite. Arrivati al lago (cascata visibile in alcuni punti sulla dx idrografica della valle), continuare brevemente nella valle, per poi uscire dalla sterrata e dirigersi verso sx, a individuare una debolezza nel dosso montuoso che deve essere superato. Si trova una traccia di sentiero in salita e poi si scende verso un torrente. Guadare il torrente in prossimità di un grosso ometto. Ora salire il pendio ripido che porta alla cascata.
    Tempo: circa 1h30/2h00, dipende molto dalla quantità di neve presente. Con molta neve necessari sci/ciaspole.
  • Attacco: in corrispondenza della base del primo salto, stando protetti dalle rocce a dx o sx.
  • Discesa: indicazioni faccia a valle:
    1. dall'ultima sosta raggiungere un pinetto cordonato sulla dx (o raggiungerlo direttamente nell'ultimo tiro). Controllare la bontà del pino;
    2. doppia di 60 metri dal pinetto fino alla base del secondo salto (da verificare, con 60 metri tirati si arriva alla parte nevosa a sx), eventualmente fare una doppia intermedia su abalakov;
    3. scendere il canale nevoso fino ad una spalla a sx. Li salire una decina di metri a raggiungere un alberello con cordone;
    4. doppia verso i pendii nevosi sulla sx idrografica della cascata;
    5. scendere brevemente i pendii e poi traversare a sx. Si deve raggiungere un pendio che permette di raggiungere un evidente prua con alberi. Sulla prua individuare un albero con cordone che dà sulla parete rocciosa sottostante;
    6. doppia sulla parete, fino ad un albero cordonato (circa 55 metri) leggermente a dx;
    7. ultima doppia di 55 metri verso la base della cascata;
    8. si torna a ritroso verso il parcheggio.

    Uscendo sul ripiano superiore del secondo salto, dovrebbe essere possibile scendere in doppia su alberi sulla sx idrografica, soluzione non verificata.

  • Difficoltà: 4/III, se si esce per il ramo di sx (variante) la difficoltà è 5.
  • Sviluppo: circa 250 metri, escludendo il canale fra i due salti.
  • Attrezzatura: due corde da 60 metri, chiodi da ghiaccio, cordini da abbandono, materiale per abalakov.
  • Esposizione: ovest.
  • Tempo salita: circa 4h00 a seconda della linea di salita e dell’allenamento.
  • Primi salitori: Ignoti.
  • Riferimenti bibliografici: Sertori M., Cascate , Alpi Centrali Lombardia e Svizzera, Blu Edizioni
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 75°-80°, 45 metri: salire in centro per diedrini, rampette e tratti verticali, fino a sostare su ghiaccio alla base di un tratto a balze.
  • Lunghezza 2, 75°-80°, 55 metri: salire per balze e muretti, fino a sostare su ghiaccio prima di arrivare ad un muro ghiacciato.
  • Lunghezza 3, 70°-80°/85°, 55 metri: salire il muro sovrastante (a dx più facile), raggiungere un altro muro con candela e salirle (candela evitabile a sx), continuare per pendio nevoso fino a raggiungere un albero a dx dove si sosta.
  • Lunghezza 4, neve 40°: salire lungamente per pendio nevoso, fino a raggiungere a dx la base del salto superiore (neve 40°). A sx ben visibile la candela con la variante di grado 5.
  • Lunghezza 5, 80°85°, 45 metri: salire il salto per muretti e tratto verticale, fino a sostare su ghiaccio.
  • Lunghezza 6, 70°-80°, 50 metri: salire per muretti e tratti via via più facili, fino a sostare su ghiaccio o pinetto a sx.
  • Note: la lunghezza e l'inclinazione dei tiri è indicativa, è possibile salire la cascata in vari punti. La descrizione è per le condizoni trovate al momento della ripetizione.
    Cascata molto bella e soprattutto bell'ambiente.
    Occorre prestare attenzione al pericolo di valanghe, perché i pendii di accesso, intermedio e superiori possono risultare pericolosi.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 4 gennaio 2015 con Olindo Olly Fioretto e la cordata Emanuele Nughi Nugara – Alessio Guzzetti.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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