Orobie, Falso Pizzo di Trona (2490), Gran diedro N.O. – via del Crapun
Dettagli
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Avvicinamento:
da Laveggiolo (Gerola Alta, accesso da Morbegno, in Valtellina) salire per sentiero al rifugio Trona (1h00). Dal rifugio salire alla diga d'Inferno (indicazioni per il Pizzo di Trona) attraversando la diga e raggiungendo la casa dei custodi. Seguire il sentiero che costeggia il lago ad una certa quota sulla sua sinistra, fino al termine del lago stesso, tralasciando deviazioni che salgono verso sinistra. Praticamente al termine del lago salire a sinistra per qualche centinaio di metri verso il diedro ormai evidente. (1h30 dal rifugio, 2h30 da Laveggiolo)
Sia nell'ultimo tratto in piano, sia nel tratto di salita verso la parete, il sentiero si riduce a delle semplici tracce. - Attacco: attacco nei pressi di un'ampia placca (piccolo ometto, spit visibile cinque o sei metri più sopra).
- Discesa: con cinque corde doppie di 30/40 metri (1h00/1h30) o per canale, per tracce di sentiero, alla Bocchetta dell'Inferno.
- Difficoltà: D-, max IV+, via discontinua.
- Sviluppo: 5 lunghezze per circa 150 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: soste attrezzate a spit e maglia rapida per le calate. In via 2/3 spit per tiro, da integrare con dadi e friend medio/grossi.
- Esposizione: nord ovest, al sole nel pomeriggio.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: estate.
- Tempo salita: 1h30/2h00.
- Primi salitori: M. Fontana, I. Mozzanica, A. Savonitto, 1996.
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Riferimenti bibliografici:
- AAVV, Arrampicate sportive e moderne in Valtellina Valchiavenna Engadina, Edizioni Versante Sud, 1999 - (schizzo con difficoltà)
- A. Savonitto, "Le Rocce di Trona", Rivista del CAI, maggio/giugno 2000 - (schizzo molto preciso)
- Cartografia: Kompass n° 105 - Lecco Valle Brembana
- Relazione
- Lunghezza 1, IV e II, 35 metri: dall'ometto di partenza salire in verticale per placca e fessura (2 spit) passando leggermente a sinistra di uno strapiombino (in realtà lo schizzo indicherebbe di passarlo a destra, ma tale percorso sembra poco logico). Per roccette più semplici alla sosta.
- Lunghezza 2, III+, IV+, IV, 30 metri: salire nel diedro e rimontare un primo risalto. Proseguire risalendo tutto il lungo diedro appoggiato, proteggendosi con qualche friend o dado grosso nella fessura di fondo. Di fatto si arrampica sul lato sinistro del diedro, che costituisce una vera e propria rampa. Tre spit nella lunghezza. Sosta comoda alla base di una fessura verticale.
- Lunghezza 3, IV+, IV, 25 metri: risalire l'evidente diedro/spaccatura: inizialmente esterni (2 spit) poi, allargandosi la fessura, entrandoci. Al suo termine si può rimanere nel canale (spit) o uscire per roccette più a sinistra, per arrivare poi alla sosta sei o sette metri più sopra. Molto bello ma attenzione a qualche sasso mobile al termine della fessura.
- Lunghezza 4, III-, 35 metri: salire per placca appoggiata alla sosta successiva (cordino visibile). Qualche sasso mobile, difficoltà più di II che di III, due spit.
- Lunghezza 5, III, 30 metri: idem come sopra, arrivando su una cresta, su cui è posta la sosta. Uno spit, se lo si trova, e difficoltà più di II che di III.
- Note: breve via un po' discontinua su bella roccia. Molto belli il secondo e il terzo tiro. Un po' banali gli ultimi due.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 20 agosto 2000.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.