Torre Grande di Falzarego (m.2500), parete sud-est - via Dibona

Torre Grande di Falzarego (m.2500), parete sud-est - via Dibona

Dettagli

  • Accesso stradale: provenendo da Cortina d'Ampezzo, prendere la strada per il Passo Falzarego. Poco prima del passo parcheggiare presso il ristorante da Strobel.
  • Avvicinamento: nei pressi del ristorante seguire il sentiero che verso dx (faccia a monte) arriva ai ruderi dell'Ospedale Militare. Risalire il breve ghiaione fin sotto la direttiva della Torre Grande.
  • Attacco: fare sosta su anello cementato alla base di un evidente diedro.
  • Discesa: dalla cima scendere in direzione nord per un evidente canalino (passaggi di II) e poi per canale seguendo dei bolli rossi. Si continua facilmente fino a trovare il sentiero che porta al parcheggio (0h45/0h60).
  • Difficoltà: dal IV al V+, 1 passaggio di VI o A0.
  • Sviluppo: 9 lunghezze, per circa 300 m di sviluppo + 50 m per la vetta.
  • Attrezzatura: 12 rinvii, serie di nut e friend, cordini, martello e chiodi non necessari ma utili per emergenze, due mezze corde (meglio se da 55-60mt).
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 4h00.
  • Primi salitori: A. Dibona, De Stefani, 1934.
  • Cartografia:
    • Tabacco foglio 03 - Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane - scala 1:25.000
    • Kompass foglio 617 - Cortina d'Ampezzo, Dolomiti Ampezzane - scala 1:25.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV+: salire il diedro sopra la sosta, quindi andare a dx e poi verticalmente alla sosta.
  • Lunghezza 2, IV: andare a sx, rinviare ad uno spit, quindi a sx ad una rampa ascendente che va a dx. Salire per rocce articolate fino alla sosta.
  • Lunghezza 3, IV: salire le rocce sovrastanti prendendo una lama a sx, quindi dritto verso la strozzatura evidente e rocce nerastre.
  • Lunghezza 4, V+: la via originale va a dx, noi abbiamo fatto la variante moderna di sx: per compatte e ammanigliate rocce (circa 50m, molti chiodi). Sosta su due spit nei pressi di un pino.
  • Lunghezza 5, IV, V+: continuare per la compatta parete sovrastante (primo chiodo a dx) fino ad una zona gialla che bisogna salire a dx (2 chiodi, uno con vecchio cordone). Salire obliquamente verso dx fino alla sosta vicina ad un alberello secco.
  • Lunghezza 6, V-: traversare a sx (esposto ma ben ammanigliato, presente 1 solo chiodo con vecchio cordino). Salire poi leggermente a sx per andare a sostare su terrazzino (sosta con chiodo + spit).
  • Lunghezza 7, IV: salire la placconata sovrastante, prendendo inizialmente un diedrino a sx fino ad arrivare ad un ballatoio sotto la lamona gialla (sosta su sasso incastrato).
  • Lunghezza 8, V+: salire verso la lamona, prima per la placca di dx (chiodo), poi direttamente a sx su di essa. Appena possibile rientrare nel diedro formato dalla lama e salire con arrampicata in spaccata fino ad arrivare sulla cima del pilastro staccato, dove si sosta su due chiodi lontani posti sulla parete.
  • Lunghezza 9, V+ e A0 (o VI), IV+: su per la parete, con un passo di V+ e A0 oppure VI, poi ancora sulla parete a sx del camino, fino ad un anello di sosta.
  • Note: soste attrezzate, chiodatura più scarsa per la parte alta, molto più alpinistica della prima parte. Gran bella via di comodo accesso, da non sottovalutare.
    Abbiamo fatto la variante moderna per la presenza davanti a noi di una cordata sulla via originale. La variante è molto bella, ma non è l'originale di Dibona...
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Mario Colombo il 9 luglio 2006.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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