Finale Ligure, Rocca di Perti (m.260) - Via Nadia

Finale Ligure, Rocca di Perti (m.260) - Via Nadia

Dettagli

  • Accesso stradale: dal casello autostradale di Finale Ligure scendere in direzione della costa, alla rotonda girare a sx e attraversare il nuovo ponte di Finalborgo. Seguire a sx per Calice Ligure, passare sotto il cavalcavia dell'autostrada, girare a dx (cartello indicazioni "Palestra di Roccia Rocca di Perti") ed imboccare una ripida strada in salita. Dopo qualche tornante è possibile parcheggiare sulla dx in un ampio slargo sterrato adiacente all'autostrada, altrimenti proseguire in salita fino al tornante successivo (strada sterrata) dove è possibile parcheggiare.
  • Avvicinamento: proseguire su strada sterrata fino al primo bivio con palina indicativa "settore Simonetta-falesia dei tre Porcellini", prendere il sentiero dx e salire in direzione della parete. Al bivio successivo per la falesia tenere la sx e raggiungere la traccia alla base della parete Ovest che conduce al settore Settentrionale, al primo slargo in corrispondenza di un pilastro, raggiungere la parete. (0h15)
  • Attacco: la via attacca alla base di una placca verticale attrezzata a fittoni resinati, sopra una grottina, scritta "Nadia" in rosso.
  • Discesa: seguire la traccia di sentiero a dx e raggiungere in breve la Croce di vetta. Scendere a sx ed al primo bivio, all'altezza di un piccolo masso, svoltare a dx e scendere per il sentiero segnalato da bandierine rosse e bianche, che porta in breve alla base della parete Settentrionale della Rocca di Perti. Si arriva in corrispondenza di una grotta a due arcate, a sx la falesia del "Grottino del Bric della Croce", seguire il sentiero in discesa fino ad un bivio non segnalato, tenere la sx ed imboccare la traccia che prosegue in piano nel bosco. Si raggiunge uno slargo con i vari attacchi delle vie, tra cui "Nonno Dino" e "Avanzini-Rossa". Proseguire per sentiero fino a doppiare lo spigolo della parete, costeggiando la base del versante Ovest si giunge al bivio per la falesia "I tre Porcellini" ed in breve alla strada sterrata. (0h20)
  • Difficoltà: VI+ o VI- e A1.
  • Sviluppo: 140 metri.
  • Attrezzatura: attrezzate in stile sportivo le prime due lunghezze: fittoni resinati la prima e golfari la seconda. La via poi diventa alpinistica, in posto solo qualche chiodo, utili friend fino al n°2 BD. Utile un fi-fi per il tratto in artificiale della quarta lunghezza. Soste da attrezzare su fittoni resinati e alberi.
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: primavera, autunno ed inverno, in estate troppo caldo.
  • Tempo salita: 2h30.
  • Primi salitori: Armando Antola, Antonio Bottino, Ferruccio Ferraresi e Luca Boni, marzo 1979.
  • Riferimenti bibliografici: Tomassini M., Finale Climbing, collana Luoghi Verticali, Edizioni Versante Sud
  • Cartografia: Finalese, Alp Cartoguide, n°2 scala 1:25000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6a+ o 5c e A0, 30 metri: salire la placca, passando tra due risalti, affrontare il terzo sulla dx (grosso appiglio fissato con una gabbietta di acciaio inox), proseguire per fessurina verticale di roccia chiara che porta alla base di uno strapiombino (chiodo e cordino blu in piccola clessidra), superarlo direttamente grazie alla buona fessura superiore (passaggio ben protetto da un fittone resinato), seguire la fessura fino ad un piccolo pulpito con alberello. Sosta su catena in comune con la via del Vecchio.
  • Lunghezza 2, 5b, 20 metri: salire in dulfer l'evidente fessura sulla sx, breve traverso a dx in placca e salire la fessura verticale successiva fino alla sosta posizionata sotto un alberello. Lunghezza in comune con la via del Vecchio che prosegue su placca a sx (golfari).
  • Lunghezza 3, V, 10 metri: ora la via diventa alpinistica. Salire l'evidente fessura sulla dx, da proteggere a friend, sosta da attrezzare su due fittoni e chiodo vecchio.
  • Lunghezza 4, VI-, A1, V+, 35 metri: obliquare a sx su placca lichenosa e raggiungere la base di un diedrino verticale, salirlo interamente (un chiodo), non raggiungere la sosta a fittoni in placca sulla sx, ma traversare a dx su piccoli arbusti (cordone rosa su alberello) e raggiungere la base di un diedro liscio strapiombante arancione poco invitante (chiodo con fettuccia grigia alla base). Salire in artificiale i primi due chiodi arrugginiti sulla faccia dx del diedro, il terzo più alto al centro è consumato dalla ruggine e precario con la testa rivolta verso il basso, da utilizzare con cautela. Uscire per una breve fessura intasata dalla vegetazione, appena possibile spostarsi a dx e salire una placca erbosa a tasconi e raggiungere un boschetto. Sosta da attrezzare su una grossa pianta.
  • Lunghezza 5, un passo di III, 20 metri: inoltrarsi nel bosco e traversare a sx costeggiando la parete successiva, salire un breve diedrino, proseguire il traverso a sx districandosi tra le piante, sbucare su comoda cengia e sostare alla base della parete finale (fix e fittone collegati da cordone e cordino in kevlar, in comune con la via del Vecchio).
  • Lunghezza 6, IV+, III, 25 metri: salire la fessura sulla dx in prossimità dello spigolo, un passo in strapiombo (chiodo), proseguire su vago spigolo fino ad un grosso masso appoggiato alla parete, in verticale per placca articolata (piccole clessidre), aggirare sulla dx per placca abbattuta una piccola prua rocciosa sormontata da una pianta ed uscire dalla parete. Sosta da attrezzare su una pianta dietro ad un piccolo pino verde chiaro.
  • Note: via poco ripetuta, probabilmente per l'ingaggio alpinistico della quarta lunghezza e la ravanata nel bosco della quinta...ma consigliata ovviamente per gli amanti del genere. La parte alta della via non coincide per schizzo e difficoltà con la versione proposta dalla guida della Versante Sud.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin da un'ascensione effettuata con Lorenzo Farina il 2 novembre 2013 in occasione della Falesiata 2013 "Amici Scuola Guido Della Torre".
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.