Finale Ligure, Rocca di Perti (m.260) - via Simonetta
Dettagli
- Accesso stradale: l'accesso alla zona è possibile da più strade, ma comunque difficilmente descrivibile in dettaglio: si suggerisce di dotarsi della guida indicata in bibliografia per orientarsi tra le numerose strutture presenti.
- Avvicinamento: raggiunto per sentiero il piede dello spigolo nord (a cui si torna al termine della discesa) seguire il sentiero che percorre la base della parete (lato ovest) in vista dell'autostrada (sic!). Seguire il sentiero per qualche centinaio di metri, fino ad un ampio spiazzo alla base di una placca: evidente scritta indicante l'attaco della via.
- Discesa: per tracce di sentiero verso sinistra, tenendosi verso lo spigolo (nord) che si discende integralmente, in parte arrampicando (possibilità di effettuare una corda doppia nel tratto più impegnativo).
- Difficoltà: max 4b.
- Sviluppo: 6 lunghezze, per circa 150 metri di dislivello.
- Attrezzatura: chiodatura mista: fittoni resinati e protezioni artigianali ma solide. Utile qualche friend medio e cordini.
- Esposizione: ovest, sole al pomeriggio.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: mezze stagioni.
- Tempo salita: 2h00/3h00.
- Primi salitori: M. Agnese, G.P. e M. Di Clemente, G.L. Vaccari, Novembre 1979.
- Riferimenti bibliografici: Gallo A., Finale Y2K, Idee Verticali Edizioni, 2000 - (schizzo generico, non particolarmente preciso)
- Cartografia: Finalese, Alp Cartoguide, n° 2, scala 1:25.000
- Relazione
- Lunghezza 1, 3b/4b: dalla scritta di attacco salire verticalmente per alcuni metri su placche lavorate (fittone resinato) e proseguire poi verso destra per evidente rampa con una comoda lama. Qualche fittone resinato. Arrivare fino ad uno strapiombo, oltrepassarlo di un paio di metri, risalire verticalmente (roccia molto lavorata) e piegare un po' a sinistra (albero), superando poi un diedrino e una placca abbastanza unti. Uscire infine per un breve canale. Sosta a destra, su un esposto pulpito (due spit collegati da cordoni e con anellone di sosta).
- salire di qualche metro nel bosco fino alla base di una placca con una lama staccata sulla destra.
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Lunghezza 2, 4b:
salire la placca usando la lama staccata e superare sulla destra un secondo gradone, fino alla base di una placca chiusa in alto da un evidente strapiombo. Traversare orizzontalmente a destra di qualche metro e risalire una specie di diedro, piuttosto lavorato, un po' sporco, fino ad una sosta da attrezzare su fittoni resinati (un cordone in clessidra di passaggio).
In realtà si sarebbe dovuto affrontare direttamente la placca, e piegare poi ad arco verso destra arrivando alla medesima sosta, ma dal basso le protezioni non erano visibili, e la relazione che avevamo presentava uno schizzo piuttosto generico. - Lunghezza 3, 4b: salire obliquamente a destra per caminetto-fessura (un po' unto) e uscire su una placca ad un comodo balllatoio. Da qui si risale verso sinistra per tracce di sentiero, piegando poi, alla base di una placconata, a sinistra, e risalendo infine di un paio di metri fino alla base di uno spigolino: sosta su fittoni e scritta "Simonetta".
- Lunghezza 4, 4b: risalire lo spigoletto (un po' unto, e prese poco visibili) per poseguire poi su belle maniglie. Traversare quindi a sinistra per tracce, sostando comodamente su alberi alla base del salto terminale (scritta: "Simonetta").
- Lunghezza 5, 4b: percorso abbastanza evidente: salire per gradoni e poi a destra fino a prendere una fessura verticale (e unta). Fino a qui chiodatura artigianale ma sicura. Con difficile movimento superare la fessura, arrivando ad un tratto appoggiato (spit) e quindi ad una cengia. Senza traversare ulteriormente salire in verticale: spit un po' alto e quindi una serie di lame che consentono di traversare orizzontalmente verso sinistra in opposizione (utile un friend medio) arrivando ad un esposto terrazzo con fittoni di sosta.
- Lunghezza 6, 4b: dalla sosta ritornare leggermente a destra e salire un'evidente fessura che, dopo una partenza impegnativa, si abbatte, divenendo piu' semplice. Sosta su fittoni.
- traversando di alcuni metri verso destra si esce ad un'ampia terrazza, ove termina la via.
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Note:
le difficoltà riportate (riprese dalla guida indicata in bibliografia) sono modeste, forse sottovalutate in alcuni tratti, che non sono sono banali e sono (purtroppo) un po' unti.
Evitare di cercare di unire L5 e L6: la corda compirebbe un notevole "zig zag", con attrito eccessivo. - Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 3 ottobre 2004.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.