Forcellino (m.1280), Parete sud-ovest - via Astra
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco raggiungere Ballabio e da lì salire al Pian dei Resinelli. Si oltrepassa il parcheggio e si arriva ad una svolta a dx da non seguire (porta al sentiero per il Rif. Rosalba). Continuare ancora e andare in discesa nella strada successiva che piega a dx e con ampio giro arriva al grattacielo. Si parcheggia la macchina nei pressi del grattacielo.
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Avvicinamento:
tornare indietro sulla strada per circa 100 metri, prendere una strada a sx ed arrivare ad una stanga. Si passa la stanga, entrando tra i prati per strada sterrata. Si segue questa strada lungamente, passando da parte a un rudere di skilift. Si continua più avanti per breve salita che arriva alla Bocchetta di Valverde. Ora per sentiero che sale a dx si arriva infine ad un pulpito molto esposto (è la cima del Forcellino). Da qui, facendo attenzione, si scende per tracce a sx, arrivando ad una cengetta che seguita verso dx porta ad una sosta a spit (è l'arrivo della via Astra) e ad una successiva sosta con catena per la prima calata. (0h30)
Ora occorre calarsi sulla parete: si tratta di 3 doppie da 50/55 metri e da una calata di 60 metri abbondanti (attenzione!!!). Sono doppie abbastanza lineari, con calate indipendenti dalle soste delle vie, attrezzate con catene e anelli. - Attacco: alla sx di un masso addossato alla parete, in corrispondenza di uno spit artigianale con vicina la scritta EE (probabilmente fa riferimento ad una nuova via a fix visibile sulla dx). (0h30)
- Difficoltà: max 7b, 6a+ obbligato (forse qualche passo di 6b).
- Sviluppo: 300 metri.
- Attrezzatura: corde da 60 metri, 12 rinvii, utile qualche friend fino al n°3 Camelot se si vuole rinviare in alcuni punti aggiuntivi, ma non indispensabile.
- Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: calcare di ottima qualità.
- Periodo consigliato: ottimo nelle mezze stagioni (fine inverno, primavera, autunno). A fine febbraio il sole arriva a metà via verso mezzogiorno.
- Tempo salita: intorno a 5h00.
- Primi salitori: L. Bergliavaz, G. Garbi, 1994.
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Riferimenti bibliografici:
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
- Pesci E., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a+: salire nella fessurona formata dal masso staccato contro la parete, e poi puntare ad una fessurina sulla verticale della sosta (non andare ancora più a dx verso un altro spit evidente: si tratta di una via nuova, con spit nuovi). Si continua leggermente a sx e poi di nuovo dritto per arrivare con passi più facili contro la parete aggettante, dove si sosta.
- Lunghezza 2, 7b, con un tratto di 6b, oppure 6a+ e A0: traversare a dx, con passi delicati e puntando ad un chiodo vecchio in alto a dx. Si traversa ancora a dx, fino ad arrivare in un punto dove ` possibile salire verso un diedro rovescio (difficile). Lo si percorre tutto fino ad arrivare in sosta. Non c'è il tratto improteggibile riportato in alcune relazioni.
- Lunghezza 3, 6c o 6a+ e A0 all'inizio; dopo l'uscita a sx 5b: su per la fessura sopra la sosta, uscendo in alto a sx; salire in obliquo verso dx e poi per gradoni alla sosta.
- Lunghezza 4, 6b+ oppure 6a+ e A0: salire per il diedro formato da un pilastro leggermente staccato dalla parete. Si procede poi per muretto verticale e con poche prese, fino ad arrivare sotto un tetto. Si va a dx sfruttando la fessura sotto il tetto, per poi uscirne in strapiombo al suo termine e incontrare la sosta poco più sopra.
- Lunghezza 5, 5c: salire la bellissima lama sopra la sosta e poi per rocce più rotte, andando verso dx, fino alla sosta.
- Lunghezza 6, 6c oppure 6a+ e A0: sopra la sosta, su roccette, per arrivare ad una zona più abbattuta dove c'è un'altra sosta (spit e chiodo), da rinviare per continuare su muretto ripido difficile fino alla sosta a sx di un diedro.
- Lunghezza 7, 5c: su per il diedro che parte a dx della sosta e arriva direttamente alla sosta su una cengia a sx di un diedro-rampa.
- Lunghezza 8, 7a oppure 6a+ e A0: salire a dx per il diedro-rampa, fino ad arrivare alla parete aggettante. La via sale per un vago diedro sul margine sx, obliquando prima a sx (difficile, A0) e poi per bella placca grigia con lamette a dx e dritto fino alla sosta.
- Lunghezza 9, 5b: andare a dx seguendo una rampa facile, per poi salire dritti per gradoni e poi a sx per salire in cima ad un pulpito con cengetta ed arrivare in sosta. Non sostare sulla prima sosta a sx (nuova via), ma traversare a dx alla sosta seguente.
- Lunghezza 10, 6c+ oppure 6a+ e A0: andare a dx fino a quando si arriva circa sotto la verticale del primo spit alto visibile. Salire sfruttando qualche buona lametta (attenzione a non cadere). Da lì le difficoltà aumentano e si arriva più in alto ad uno spit con cordino. Ora la parete offre qualche buona presa per uscire su gradoni e alla traccia che porta alla sosta a spit a dx della catena utilizzata al mattino per la prima calata. Attenzione alla chiodatura, un po' esposta.
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Note:
bella via sportiva, che regala splendide vedute e un po' di adrenalina per l'ambiente isolato e la difficoltà di ritorno nel caso non si riesca ad uscire dalla via.
Da affrontare con buon allenamento: anche se ben spittata, è faticosa e lunga.
Chiodatura ravvicinata nei tratti difficili, più lunga nei tratti facili. Ultimo tiro con un paio di passaggi esposti dove non bisogna cadere.
Uscita dalla via in caso di problemi:- è possibile uscire dalla via seguendo la cengia che si trova all'uscita del settimo tiro, seguendo una corda fissa verso dx (attenzione, corda vecchia e rovinata!!). Soluzione non verificata (tratto da Pesci E., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud);
- dalla base della parete è possibile andare a dx, viso a monte, nel bosco in direzione diagonale, traversando ancora a dx e salendo poi dritto per canale ripidissimo. Lo si segue al meglio, costeggiando le rocce. Aggirata una spalla si percorre una cengia molto esile (albero), sospesa nel vuoto. Si guadagna un canale ripido e si giunge ad una spalla. Qui la traccia, labilissima, si biforca. Si attraversa in diagonale fra gli arbusti fitti, in leggera discesa a dx, fino ad una traccia più netta che porta nel bosco, ad un canale ghiaioso, sceso il quale si raggiunge il sentiero che percorre la Val Verde (grosso masso con ometto). Si sale il sentiero e in 0h20 si arriva alla Bocchetta di Val Verde. Percorso complesso, faticoso e pericoloso (circa 1h20). Soluzione non verificata (tratto da Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998).
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 26 febbraio 2012 con Mattia Guzzetti.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.